Humboldt Books: Globetrotter
Foreign architecture, domestic policy
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Humboldt Books
anno edizione: 2022
pagine: 611
Il Kuwait possiede e gestisce cinquemila stazioni di servizio sparse in tutta Europa, con il (non troppo velato) marchio Q8; queste stazioni, inizialmente pensate come investimento per assicurare al paese un mercato di esportazione del petrolio, presto diventano un sistema di cinquemila ambasciate, ognuna parte di un esercizio di concezione di una politica estera che prende quel che è spesso percepito come infrastruttura generica e lo usa per creare una co-dipendenza politica ed economica al servizio della longevità dello stato. In un paese di un milione di abitanti che esporta il dieci percento del petrolio mondiale, la narrativa di stato è indissolubilmente legata alla proiezione di benessere verso l’esterno, e le stazioni Q8 sono una pedina fondamentale. Questo volume è una guida alla strategia di Q8 in Europa: raccoglie le foto di millecinquecento stazioni, include un’intervista all’ex CEO di Q8, che esamina la storia della compagnia e del brand, e propone il progetto di nuove stazioni per completare la prossima fase di Q8/Kuwait all'estero. La pubblicazione include una postfazione di Todd Reisz, studioso di Dubai ed editor di Al Manakh, che approfondisce il ruolo delle stazioni Q8 nel contesto di una più ampia proiezione delle identità della regione verso l'estero. Postfazione di Todd Reisz.
Non c'è nessuna Itaca. Viaggio in Lituania
Francesco M. Cataluccio
Libro: Libro in brossura
editore: Humboldt Books
anno edizione: 2022
pagine: 140
Il viaggio in Lituania dello scrittore Francesco Cataluccio sulle tracce di Jonas Mekas, Marija Gimbutas, Czeslaw Milosz, Eimuntas Nekrosius. Grande esperto dell'Europa dell'est, Francesco Cataluccio torna, dopo molti anni, in Lituania, una piccola nazione di tre milioni di abitanti al centro e ai margini dell'Europa. Un luogo dove la natura è fatta di foreste impenetrabili, dolci colline, fiumi celesti, laghi e lagune a perdita d'occhio, che Thomas Mann elesse a luogo di vacanze. E città dove l'architettura barocca fa a gara con le nuvole. Un paese con una natura e una storia così non si dimentica facilmente e infatti la nostalgia e il forte desiderio del ritorno ha sempre accompagnato coloro che l'hanno dovuto abbandonare, come il famoso videomaker e poeta Jonas Mekas; la studiosa della preistoria Marija Gimbutas; il premio Nobel per la letteratura, il poeta di lingua polacca Czeslaw Milosz. Ma il ritorno è impossibile: la splendida Lituania di un tempo non c'è più, distrutta dalla violenza tedesca e poi dal dominio sovietico. La più grande comunità ebraica d'Europa è stata cancellata. Ma sono sopravvissute le storie straordinarie che la gente ricorda e i racconti di personaggi fuori dal comune, che conducono in un paesaggio naturale e umano composto da brandelli, tracce, ostinati segni. Tornata indipendente nel 1990, la Lituania ha avuto uno sviluppo culturale sorprendente: basti solo pensare all'arte contemporanea, o al magico teatro di Eimuntas Nekrosius. La Lituania è ancora tutta da scoprire.

