Giunti Editore: Grandi libri arte
La collezione gioviana degli Uffizi
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Giunti Editore
anno edizione: 2023
pagine: 800
Quest'opera è suddivisa in due tomi: il primo raccoglie i saggi che illustrano la nascita e l'evoluzione della Collezione Gioviana presente nella Galleria degli Uffizi, il secondo prende in esame i singoli dipinti analizzandoli sotto il profilo storico e stilistico. Questi ritratti, appesi nei corridoi degli Uffizi subito al di sotto del soffitto, nel loro insieme prendono nome di Collezione Gioviana. I dipinti presentano caratteristiche comuni: le misure, l'impostazione della figura a mezzobusto, con il volto in primo piano e inquadratura fino alla spalla, l'iscrizione nella parte alta del dipinto con l'identificazione del personaggio e, infine, lo stile omogeneo delle cornici, che rappresentano l'elemento di raccordo uniformante. Questi ritratti – rispetto ai molti altri a mezzo busto presenti nelle collezioni degli Uffizi – danno origine a un modello formale che conobbe in seguito straordinaria diffusione.
Riviste. La cultura in Italia nel primo '900
Libro: Libro rilegato
editore: Giunti Editore
anno edizione: 2023
pagine: 288
Sammy Baloji. K(c)ongo, fragments of interlaced dialogues
Libro: Libro rilegato
editore: Giunti Editore
anno edizione: 2023
pagine: 160
Sammy Baloji. K(c)ongo, fragments of interlaced dialogues. Ediz. inglese
Libro: Libro rilegato
editore: Giunti Editore
anno edizione: 2023
pagine: 160
Ambrogio Lorenzetti. I capolavori delle Gallerie degli Uffizi
Libro: Libro rilegato
editore: Giunti Editore
anno edizione: 2022
pagine: 368
Le Gallerie degli Uffizi conservano tre opere di Ambrogio Lorenzetti (Siena 1290-1348) che hanno avuto un’importanza notevole sugli sviluppi della pittura italiana del Trecento. Si tratta delle Storie di san Nicola (1332-1334), la Pala di san Crescenzio (1342), di cui resta solo la tavola con la Presentazione di Cristo al Tempio, e il Trittico di san Procolo (1332). Gli studi svolti da Max Seidel e Serena Calamai evidenziano il ruolo svolto da questi dipinti anzitutto in ambito senese e poi toscano, propongono approfondimenti sul contesto sociale cittadino, i rapporti con la comunità ebraica.
Ambrogio Lorenzetti. The masterpieces of the Uffizi Galleries
Libro: Libro rilegato
editore: Giunti Editore
anno edizione: 2022
pagine: 368
Le Gallerie degli Uffizi conservano tre opere di Ambrogio Lorenzetti (Siena 1290-1348) che hanno avuto un’importanza notevole sugli sviluppi della pittura italiana del Trecento. Si tratta delle Storie di san Nicola (1332-1334), la Pala di san Crescenzio (1342), di cui resta solo la tavola con la Presentazione di Cristo al Tempio, e il Trittico di san Procolo (1332). Gli studi svolti da Max Seidel e Serena Calamai evidenziano il ruolo svolto da questi dipinti anzitutto in ambito senese e poi toscano, propongono approfondimenti sul contesto sociale cittadino, i rapporti con la comunità ebraica.
Giuseppe Bezzuoli (1784-1855). Un grande protagonista della pittura romantica
Libro: Libro rilegato
editore: Giunti Editore
anno edizione: 2022
pagine: 416
Il fiorentino Giuseppe Bezzuoli è con Francesco Hayez uno dei più alti esponenti del romanticismo pittorico italiano ed europeo. La sua influenza varca anche l’oceano arrivando ai pittori americani della Hudson River School. Apparentemente legato all’ambito accademico – per i suoi soggetti storici, i ritratti e lo stile tradizionalmente improntato a un realismo idealizzato, di derivazione raffaellesca – fu in realtà il maestro di un macchiaiolo “ribelle” come Giovanni Fattori e di Silvestro Lega. La mostra di Palazzo Pitti, e il catalogo che la correda, rendono giustizia alla sua figura di innovatore, di fautore di una pittura attenta alle emozioni e alla natura.
Seduzione. Koen Vanmechelen
Libro: Libro rilegato
editore: Giunti Editore
anno edizione: 2022
pagine: 160
L’artista belga Koen Vanmechelen è protagonista di una mostra agli Uffizi nel periodo gennaio - marzo 2022. Vanmechelen presenta in questa occasione sculture e installazioni utilizzando marmo, vetro e altri materiali che dialogano con le opere della celebre collezione fiorentina. Il lavoro che l’artista porta avanti da decenni si fonda su una riflessione sull’ibridazione come motore della vita e della cultura. Le sue riflessioni sulla necessità, per la sopravvivenza della vita sul pianeta, della contaminazione biologico-genetica lo hanno portato per esempio a creare ibridi di diverse razze di polli in collaborazione con strutture di allevamento in Africa e a Cuba, per esempio. Agli Uffizi, le sue opere - collegandosi ad alcune delle sculture presenti nel museo - propongono un’estensione del progetto al concetto di metamorfosi.
Seduzione. Koen Vanmechelen. Ediz. inglese
Libro: Libro rilegato
editore: Giunti Editore
anno edizione: 2022
pagine: 160
L’artista belga Koen Vanmechelen è protagonista di una mostra agli Uffizi nel periodo gennaio - marzo 2022. Vanmechelen presenta in questa occasione sculture e installazioni utilizzando marmo, vetro e altri materiali che dialogano con le opere della celebre collezione fiorentina. Il lavoro che l’artista porta avanti da decenni si fonda su una riflessione sull’ibridazione come motore della vita e della cultura. Le sue riflessioni sulla necessità, per la sopravvivenza della vita sul pianeta, della contaminazione biologico-genetica lo hanno portato per esempio a creare ibridi di diverse razze di polli in collaborazione con strutture di allevamento in Africa e a Cuba, per esempio. Agli Uffizi, le sue opere - collegandosi ad alcune delle sculture presenti nel museo - propongono un’estensione del progetto al concetto di metamorfosi.
Lo sfregio. Gian Lorenzo Bernini/Ilaria Sagaria
Libro: Libro rilegato
editore: Giunti Editore
anno edizione: 2021
pagine: 96
Il Busto di Costanza Bonarelli di Gian Lorenzo Bernini, ora ai Musei del Bargello, ritorna eccezionalmente agli Uffizi, in mostra insieme a fotografie di Ilaria Sagaria dalla serie "Il dolore non è un privilegio", come testimone della tragedia delle donne sfregiate. Costanza Piccolomini Bonucelli (o Bonarelli), amante di Bernini, che la ritrasse nel celeberrimo busto, fu infatti fatta sfregiare dallo scultore, che la accusava di tradirlo col fratello, come marchio di disonore.
Giuseppe Penone. Alberi in versi
Renata Pintus, Gianfranco Maraniello, Carlo Ossola
Libro: Libro rilegato
editore: Giunti Editore
anno edizione: 2021
pagine: 160
Per Giuseppe Penone (Garessio 1947) l’albero è immagine di una giovinezza trascorsa tra i boschi delle Alpi Marittime e perciò frequentata assiduamente negli ormai oltre cinquant'anni di ricerca. L’albero rivela, attraverso la sua crescita a cerchi concentrici, una forma essenziale, strettamente necessaria alla sua stessa esistenza e al suo stesso sviluppo: è saldamente piantato nella terra ma con i rami protesi verso il cielo. Tra gli alberi l'artista predilige le conifere, per il loro tronco resistente alle torsioni e i rami a palco dall’andamento regolare: in pratica, una sintesi formale dell'idea stessa di albero. Per questi motivi l’opera che Penone ha scelto di collocare in Piazza della Signoria, a Firenze, è un abete monumentale. Il tronco e i rami sono stati realizzati in fusione di acciaio inossidabile, avvolta da un reticolo che conferisce all’installazione un senso ascendente: i diciotto elementi che lo formano sono stati modellati in bronzo, con un procedimento di fusione da calchi di bambù. Abete ha anticipato di qualche mese l’apertura della mostra voluta dalle Gallerie degli Uffizi, e rivela l’interesse di Penone per gli aspetti ambientali dell’arte, soprattutto nello spazio urbano dove, secondo l’artista, si sviluppa la continuità tra cultura e natura, tra il tempo della storia e quello della vita, tra passato e presente. La mostra si colloca nell’ambito delle celebrazioni dantesche previste per il 2021. Lo stesso titolo allude al tema dantesco dell'«albero che vive della cima».
Giuseppe Penone. Alberi in versi. Ediz. inglese
Renata Pintus, Gianfranco Maraniello, Carlo Ossola
Libro: Libro rilegato
editore: Giunti Editore
anno edizione: 2021
pagine: 160
Per Giuseppe Penone (Garessio 1947) l’albero è immagine di una giovinezza trascorsa tra i boschi delle Alpi Marittime e perciò frequentata assiduamente negli ormai oltre cinquant'anni di ricerca. L’albero rivela, attraverso la sua crescita a cerchi concentrici, una forma essenziale, strettamente necessaria alla sua stessa esistenza e al suo stesso sviluppo: è saldamente piantato nella terra ma con i rami protesi verso il cielo. Tra gli alberi l'artista predilige le conifere, per il loro tronco resistente alle torsioni e i rami a palco dall’andamento regolare: in pratica, una sintesi formale dell'idea stessa di albero. Per questi motivi l’opera che Penone ha scelto di collocare in Piazza della Signoria, a Firenze, è un abete monumentale. Il tronco e i rami sono stati realizzati in fusione di acciaio inossidabile, avvolta da un reticolo che conferisce all’installazione un senso ascendente: i diciotto elementi che lo formano sono stati modellati in bronzo, con un procedimento di fusione da calchi di bambù. Abete ha anticipato di qualche mese l’apertura della mostra voluta dalle Gallerie degli Uffizi, e rivela l’interesse di Penone per gli aspetti ambientali dell’arte, soprattutto nello spazio urbano dove, secondo l’artista, si sviluppa la continuità tra cultura e natura, tra il tempo della storia e quello della vita, tra passato e presente. La mostra si colloca nell’ambito delle celebrazioni dantesche previste per il 2021. Lo stesso titolo allude al tema dantesco dell'«albero che vive della cima».

