Gilgamesh Edizioni: Ishtar. Poesia
La ricerca dell'aria dalla A alla Z
Antioche Tambre Tambre
Libro: Libro in brossura
editore: Gilgamesh Edizioni
anno edizione: 2014
pagine: 80
Antioche Tambre Tambre costretto, causa le sempre più pressanti esigenze dei giovani, ad inventare un nuovo e più consono genere di fiaba, si mise un giorno di buona lena a scrivere una favoletta che raccontava di un mondo popolato da troppi maghi, troppi dottori, troppi avvocati, troppi architetti, troppi politici, troppe tasse, troppi… 144! Fu così che le seducenti trasparenze dell'Antioche ingannarono l'equipaggio dell'avanguardia stilistica, mentre, in un cratere di follia collettiva, bruciavano chirurghi annoiati dai soliti biscotti alla rosa e da marmellata scaduta all'ultima moda. Dall'unica, paradigmatica, copia di questo libro, apparsa su tavoletta di pietra dopo la discesa di Antioche dal monte della sapienza, nasce finalmente un'opera a stampa che la N.A.S.A. lancerà nello spazio siderale in occasione della prossima missione spaziale.
Omaggio naturale
Giulia Deon
Libro: Libro in brossura
editore: Gilgamesh Edizioni
anno edizione: 2014
pagine: 218
Volti e suole
Sara Andreoli
Libro: Libro in brossura
editore: Gilgamesh Edizioni
anno edizione: 2014
pagine: 48
Luci notturne
Carlo De Raffaele
Libro: Libro in brossura
editore: Gilgamesh Edizioni
anno edizione: 2014
pagine: 80
Suonosettenari
Carlo Sturani
Libro: Libro in brossura
editore: Gilgamesh Edizioni
anno edizione: 2014
pagine: 172
Senza fini di logos
Monica Palma
Libro: Libro in brossura
editore: Gilgamesh Edizioni
anno edizione: 2014
pagine: 120
In Monica Palma l'atto semplice della nominazione diventa un ostacolo insormontabile perché costantemente sottoposto alla doppia azione del rifiuto di ogni banalizzazione da una parte e dall'altra, per contrasto, alla necessità di una invenzione inedita che nel costruirsi incontra una miriade di variazioni del senso, sempre più dettagliate e specifiche, sempre più minuziosamente pertinenti alle più diverse ramificazioni del contenuto. La lotta con il linguaggio scatena la massa delle immagini e delle visioni che si susseguono con prepotenza, simultaneamente, e da qui la necessità di procedere convogliando insieme una pluralità di significati nel più breve spazio possibile... È la visione che misura le parole e lascia aperto quello che la parola non raggiunge. In questa misurazione del dire a confronto con l'incalcolabile della visione si va formando qualcosa come un evento che è lì, spinge sulla soglia, che si può sospettare di conoscere ma che ancora non si conosce pienamente. Un evento che ha a che fare con una retorica, una modulazione, addirittura una pulsazione. Il vento ha un ritmo? È una poesia che tiene sulla corda due o tre impulsi contrastanti.
Tracce nel cuore
Angela Fornacciari
Libro: Libro in brossura
editore: Gilgamesh Edizioni
anno edizione: 2013
pagine: 78
"Nei suoi Frammenti Novalis scrive: "Poesia è poesia", che mi ricorda come nell'Esodo Dio si definisce a Mosè: "Io sono colui che sono". Anche Tracce nel cuore è poesia, intendo autentica poesia. Ma non so dire perché. Nell'indefinibile poetico, assoluto e individuale, il poeta sa guardare le cose, il loro accadere fuori e dentro, per riguardarle', per riudirle' [Resti d'infanzia]. Non per niente, la sezione ultima, di eventi che si esauriscono fulminei in un manipolo di versi, si chiama Pensieri istantanei. La singola scheggia, sebbene le sia talora sottratto persino il verbo e stia come fuoco fatuo dentro il grande bianco, diventa pensiero, è cosa che può ri-significarsi per poetica virtù, anche come frammento del vacuo ("nella vuota clessidra dei giorni" [Superficialità]), anche nelle mancanze struggenti della esistenza [Notti]: "Un tocco d'infinito / si sprigiona istantaneo / da un'impossibile carezza"" (Giuseppe Chiecchi)
Croce del sud
Andrea Garbin
Libro: Libro in brossura
editore: Gilgamesh Edizioni
anno edizione: 2013
pagine: 68
Il viaggio, tema consono dell'esperienza poetica, diventa qui punto di vista e orizzonte focale. Quel viaggio che ha solo occhi e strada, passi e gomme surriscaldate su strade polverose, si ripropone nell'ultimo lavoro di Andrea Garbin. La gola sembra seccarsi nella prima lettura dei dieci paesaggi che l'autore ci consegna; si seccano le labbra e si ha sete perché il senso di aridità che pervade l'opera è l'asprezza di una terra che solo nell'abbandono può essere compresa: nell'abbandono delle convenzioni e dei nomi. "Nulla ritorna al passato, nemmeno le pietre" ci ricorda Garbin, mentre si orienta all'ascolto, procedendo scientemente al di fuori di un senso tragico di cui sarebbe facile rimanere preda.

