Priuli & Verlucca
Medioevo in Valle d'Aosta
Libro
editore: Priuli & Verlucca
anno edizione: 1991
pagine: 108
La Valle d'Aosta conobbe durante il Medioevo un periodo di particolare fioritura artistica e intellettuale. La particolare posizione della regione, dapprima inserita nel regno di Borgogna, poi nella contea e nel ducato sabaudo, favorì gli scambi politici, religiosi, economici e culturali con l'Oltralpe, resi più agevoli dalla presenza di due valichi, quelli del Piccolo e del Gran San Bernardo, aperti al transito verso la Francia e la Svizzera. Questo volume, analizzando le principali opere d'arte e letteratura prodotte sul territorio dal VIII al XV secolo, offre uno spaccato sulla vita culturale del tempo, definendo i termini cronologici di quello che fu il Medioevo nella regione valdostana.
Ipotesi sulle radici preindoeuropee dei toponimi alpini
Paul-Louis Rousset
Libro
editore: Priuli & Verlucca
anno edizione: 1991
pagine: 208
Il regno dei Cozii. Una dinastia alpina di 2000 anni fa
Pierangelo Lomagno
Libro
editore: Priuli & Verlucca
anno edizione: 1991
pagine: 112
Civiltà alpina e presenza protestante nelle valli pinerolesi
Libro
editore: Priuli & Verlucca
anno edizione: 1991
pagine: 198
Case contadine nelle prealpi venete
Luigi Dematteis
Libro
editore: Priuli & Verlucca
anno edizione: 1990
pagine: 112
Musiche e musicanti in alta val Sangone
Annalisa Santiano, Maurizio Pistone
Libro
editore: Priuli & Verlucca
anno edizione: 1989
pagine: 112
Case contadine in Savoia
Henry Raulin
Libro
editore: Priuli & Verlucca
anno edizione: 1983
pagine: 128
La sciatrice
Enrico Camanni
Libro: Libro in brossura
editore: Priuli & Verlucca
anno edizione: 2017
pagine: 178
«Sembra che una donna sia sparita sul Toula. È partita da sola questa mattina e non è più tornata.» Con una telefonata al capo del Soccorso alpino di Courmayeur, banale come l'inizio di ogni male, comincia la ricerca assurda e appassionata di Anna Filippi. Tre giorni di congetture, speranze e delusioni, una disperata corsa tra i ghiacciai del Monte Bianco e l'ospedale di Novara, il silenzio della montagna e i presagi di Ginevra, l'inverno e la primavera. Nanni Settembrini, addestrato a scalare pareti e calarsi negli abissi, si trova ad affrontare un rebus assai più complesso di qualunque soccorso, facendo luce su personaggi e avvenimenti che crudelmente lo allontanano dal luogo della scomparsa, infittendo il mistero. Lo accompagna la graziosa Linda, amica di Anna, tenue collegamento con una vita che deve essere decifrata per essere salvata.
Adam Kadmon
Ade Capone
Libro: Libro rilegato
editore: Priuli & Verlucca
anno edizione: 2016
pagine: 189
Il libro intervista al personaggio di cui nessuno conosce la vera identità. "La vera importanza di un Viaggio, che sia fisico, spirituale, esoterico, assai più che nella destinazione stessa, risiede nelle esperienze vissute durante il tragitto, nei colori e respiri dei suoi panorami. Ed in verità è proprio questo, il senso più genuino e profondo, di quel viaggio miracoloso che gli esseri umani chiamano 'Vita'." (Adam Kadmon)
Frêney 1961. Un viaggio senza fine
Marco A. Ferrari
Libro: Libro in brossura
editore: Priuli & Verlucca
anno edizione: 2016
pagine: 247
14 luglio 1961, a Courmayeur scatta l'allarme. Sul pilastro più estremo del Monte Bianco, il Pilone Centrale del Frêney, sono dispersi sette alpinisti guidati da Walter Bonatti e Pierre Mazeaud. Pioggia, neve, temporali a catena, una perturbazione che sembra non finire mai. E così l'Italia del miracolo economico, ingenua e curiosa, resta incollata alla radio e alla televisione, dove Andrea Boscione ed Emilio Fede raccontano ora per ora gli sviluppi della tragedia. Il Pilone diventa un dramma nazionale, un dramma da copertina. Questo racconto emozionante ricostruisce tassello su tassello l'avventura dei sette sfortunati alpinisti, di cui soltanto tre faranno ritorno; ma è anche la testimonianza di un'epoca ormai lontana, diversa, quando i sogni degli alpinisti sapevano scaldare i cuori della gente. La drammatica storia del Pilone Centrale del Frêney diventa un episodio simbolico che racchiude il significato dell'intera epopea dell'alpinismo classico.
Walter Bonatti. L'uomo, il mito
Roberto Serafin
Libro: Copertina rigida
editore: Priuli & Verlucca
anno edizione: 2016
pagine: 173
Un ragazzo di Bergamo che in pochissimi anni diventa il più bravo alpinista del mondo. Comincia così la storia, ormai vicina all'epopea, di Walter Bonatti. In questo libro le tappe salienti di una vita, anzi, delle tante vite dell'eroe che se ne è andato a 81 anni il 13 settembre 2011 suscitando ondate di commozione tra gli appassionati di montagna. Con il corredo di immagini inedite e le presentazioni di Alessandro Gogna e Simone Moro, emergono alcuni aspetti della sua personalità complessa. Perché Bonatti è stato anche un caso mediatico, un polemista, un ecologista, un intellettuale autodidatta, un uomo socievole ma spesso inafferrabile. Nel libro, scritto da un giornalista che gli è stato amico e si è legato alla sua corda, l'attenzione ovviamente si focalizza sulle ascensioni che tanto hanno coinvolto l'opinione pubblica e sui viaggi in capo al mondo che ancora continuano a farci sognare. In più, l'appassionato può consultare la cronologia dei suoi giorni grandi e un minuzioso elenco di tutte le sue scalate: quasi un catalogo del suo alpinismo irripetibile.
Solitudine bianca. La mia lunga strada al Nanga Parbat
Reinhold Messner
Libro: Copertina rigida
editore: Priuli & Verlucca
anno edizione: 2016
pagine: 375
Nanga Parbat è una parola sanscrita e significa "montagna nuda". I più grandi alpinisti hanno perso la vita sui poderosi ghiacciai e sugli speroni di roccia di questo Ottomila, il più temuto fra tutti. Nel 1970 per la prima volta Reinhold Messner si è trovato di fronte alla "montagna nuda". Anche se alla fine ne ha realizzato la traversata, da tutti ritenuta impossibile, si è allontanato dal Nanga sconfitto: il fratello Gunther venne infatti travolto da una valanga durante la discesa e solo nella primavera del 2004 l'analisi del DNA di un osso ritrovato sulla montagna ha dimostrato che effettivamente il fratello ha perso la vita alla base della parete Diamir, dopo la traversata compiuta da entrambi, come Messner ha sempre affermato. Per questo nessun'altra montagna come il Nanga Parbat rappresenta per Reinhold Messner l'indissolubile legame fra dolore e destino. Vi ritorna spesso, per cercare il fratello e trovare risposte alle sue domande e nel 1978 realizza l'impresa più ardita di tutta la sua carriera alpinistica: la solitaria alla vetta. "Solitudine bianca" è il racconto personalissimo di Reinhold Messner sul Nanga Parbat, la montagna che lo ha reso ciò che è.

