Artemide
Ajanta e oltre. La pittura murale in India e Asia centrale.
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2013
pagine: 302
In questo volume confluiscono la maggior parte degli interventi presentati al Convegno "Ajanta e oltre: la pittura murale in India e in Asia Centrale", tenutosi presso il Museo nazionale d'arte orientale "Giuseppe Tucci" il 25 e il 26 settembre 2009. La prima parte del volume è dedicata alla pittura murale del subcontinente indiano dal V secolo fin quasi ai nostri giorni, con un saggio sull'ideale estetico della figura umana nelle arti dell'India, seguito da articoli che espongono i risultati delle indagini compiute nella grotta 17 di Ajanta, da studi condotti sulle pitture parietali dei templi-grotta di Ellora, del tempio Rajarajesvaram di Tañjavur, del Palazzo Reale e delle magioni di Udaipur, del Palazzo Reale di Jhalavar, delle case di villaggio della regione di Mithila. La seconda parte del volume comprende interventi dedicati alla pittura parietale dell'Asia centrale e del Tibet tra il III-IV e l'XI-XII secolo: sono qui approfonditi alcuni temi figurativi caratteristici delle pitture murali di Tepe Shotor, in Afghanistan, di Kara Tepe e Fayaz Tepe, in Uzbekistan, di Pendzikent, in Tajikistan, del sito di Mogao nelle vicinanze di Dunhuang, nel Gansu, di Samye, nel Tibet orientale, e Lhalung, nel Tibet occidentale, oggi nello stato indiano dello Himachal Pradesh.
Paradigmi della modernità. Letteratura, arte e scienza nella Francia del XIX secolo
Bruna Donatelli
Libro: Libro in brossura
editore: Artemide
anno edizione: 2013
pagine: 172
La modernità artistica e letteraria, che ha il suo nucleo incandescente intorno a Baudelaire, Flaubert e Manet, è stata percepita fin dai primi decenni dell'Ottocento da scrittori, artisti, e pensatori come un'emergenza e un'istanza su cui dibattere. Il fenomeno ha notoriamente investito sia la vita sociale che il dominio della scienza e delle arti in generale, ed è strettamente correlato all'azione performativa del cambiamento di cui ognuno, a suo modo, si appropria. I saggi qui riuniti hanno inteso declinare alcuni di questi momenti, privilegiando quei percorsi in cui si registrava la crisi del modello imperante e ci si apriva al rinnovamento. L'approccio non è stato sempre lo stesso; a volte l'autrice ha scelto lo sguardo panoramico con l'obiettivo specifico di captarne il ritmo interno nelle sue varie cadenze (quale nome dare alla modernità, l'avvento della fotografia, il nuovo statuto dell'immagine...); altre volte ha fatto dialogare due o più voci (Baudelaire, Barbey d'Aurevilly, Rops) nel tentativo di cogliere i momenti di consonanza nella percezione del fenomeno; altre volte ancora lo sguardo si è focalizzato su un singolo autore (Flaubert, Taine) o addirittura su una sola opera (Avatar di Gautier) quando la stessa si è costituita come momento chiave del cambiamento.
La biblioteca dei vecchi ragazzi. Impressioni di un giovane lettore
Eugenio Rizzi
Libro
editore: Artemide
anno edizione: 2013
pagine: 132
Le impressioni di un giovane lettore ripensate sessant'anni dopo in una narrazione piana e coinvolgente. Verne, Defoe, Stevenson, London, Salgari, Conrad, Hemingway, Duma, Conan Doyle, Scott, Poe, Mark Twain, Melville, Vamba, Hoffmann... e poi i giornalini, i fumetti, il cinema.
Il capolavoro e il suo doppio. Il ratto di Elena di Guido Reni e la sua replica tra Madrid, Roma e Parigi
Stefano Pierguidi
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2013
pagine: 160
Nel 1627 il re di Spagna Filippo IV commissionò a Guido Reni un Ratto di Elena destinato ad ornare, accanto ad altri capolavori della pittura italiana, spagnola e fiamminga, il Salon Nuevo dell'Alcàzar di Madrid. Reni, confidando nella magnificenza del sovrano, si rifiutò di fissare un compenso, ingaggiando una prova di forza con la monarchia spagnola. Il risultato fu la rottura: il dipinto venne quindi offerto a Maria de' Medici, regina madre di Francia, che lo acquistò subito prima del fallimento della congiura da lei ordita contro Richelieu. La regina dovette lasciare la Francia nel 1631, e del Ratto di Elena si persero le tracce per oltre dieci anni. Ma un suo 'doppio', realizzato da un allievo nella bottega del maestro, comparve a Roma nel 1632, e fu come se si trattasse dell'originale del 'divino'Guido. Solo dopo la morte di Maria de' Medici, nel 1642, l'originale ritornò sulla scena; e fu un ritorno trionfale. La storia del Ratto di Elena, il dipinto più noto e costoso del secolo, subito celebrato da letterati e intendenti d'arte, non è solo illuminante del diverso e sempre mutevole concetto di originale e copia, ma deve anche essere letta sullo sfondo storico della guerra dei Trent'anni: il mancato arrivo nella Madrid di Filippo IV e il suo successivo approdo nella Parigi di Luigi XIV costituisce quasi una metafora dei cambiamenti dei rapporti di forza in atto tra le due maggiori potenze dell'epoca.
Parole per Antonio Tabucchi. Con quattro inediti
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2012
pagine: 92
Un omaggio ad Antonio Tabucchi (1943-2012) in cui si riuniscono gli interventi con cui alcuni dei suoi amici e colleghi, a poche settimane dalla scomparsa, lo hanno voluto ricordare presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Siena, dove per tanti anni aveva insegnato Letteratura portoghese. Una giornata piena di commozione e ricordi, di amici e studenti e di appassionati lettori. Parole di Roberto Francavilla, Maurizio Bettini, Antonio Melis, Antonio Prete, Mario Specchio. E poi quattro inediti di Antonio Tabucchi: due conferenze su temi della letteratura a cui aveva dedicato saggi illuminanti; una conversazione intorno a un suo romanzo, che diventa un pretesto per discorsi e ragionamenti più ampi, non estranei all'etica e alla politica; una lettera scritta a un grande regista su un tema delicato - e delicatamente affrontato - quale è quello dell'infanzia.
Il trono della regina di Saba. Cultura e diplomazia tra Italia e Yemen. La collezione sudarabica del Museo nazionale d'arte orientale. Catalogo della mostra
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2012
pagine: 331
La mostra presenta la raccolta sudarabica del Museo, formata tra il 1933 e il 1971 da medici e studiosi italiani di letteratura araba, presenti in Yemen. La sezione Documenti presenta una scelta di fotografie e documenti che testimoniano la presenza italiana in Yemen dal 1877 al 1939. Il materiale, concesso in prestito dall'Istituto Italiano per l'Africa e l'Oriente e dalla Società Geografica Italiana, si sofferma in particolare sulle figure di Jacopo Gasparini e di Renzo Manzoni. Di quest'ultimo sono esposti per la prima volta il manoscritto originale del suo volume "Tre anni nell'Arabia Felice". Escursioni fatte da Renzo Manzoni dal settembre 1877 al marzo 1880, una scelta di fotografie e la pianta della Capitale disegnata nel gennaio 1879. La sezione Da Sana a Roma presenta le raccolte museali completate da una scelta di manoscritti portati in Italia da C. Ansaldi, E. Rossi e L. Caetani, oggi conservati presso la Biblioteca dell'Accademia dei Lincei e Corsiniana. La terza ed ultima sezione "Il trono e la Regina di Saba" presenterà due ricostruzioni di troni sudarabici di diversa tradizione e datazione, alcuni dipinti etiopici raffiguranti "La leggenda della Regina" di Saba e alcuni oggetti prodotti in Europa tra il 1920 e il 1940 a testimonianza del fascino esercitato da tale figura femminile, archetipa prima ancora che storica nell'immaginario collettivo dell'Occidente.
Storie estreme e storie future. Il Museo delle Terre di Confine di Sonnino
Vito Lattanzi, Vincenzo Padiglione
Libro: Libro in brossura
editore: Artemide
anno edizione: 2012
pagine: 192
Il Museo delle Terre di Confine raccoglie i segni della vicenda antropologica dei confini di Sonnino. Tutta la storia di Sonnino è, infatti, imbevuta di "confini": dai conflitti secolari con Priverno, al brigantaggio in zona franca tra Stato Pontificio e Regno di Napoli. Ogni anno i confini sono percorsi dalla processione notturna, la Sagra delle Torce, che è divenuta emblema della comunità. Sonnino, piccolo paese arroccato sui Monti Ausoni, occupa l'estremo lembo meridionale della Ciociaria, che, fino agli anni '30, appartenne a Frosinone e che un tempo era il limite estremo dello Stato della Chiesa (la Marittima). Il Museo delle terre di confine conserva le testimonianze della cultura materiale del territorio e nel suo genere è un piccolo gioiello integrato nelle architetture storiche con le più moderne attrezzature museali.
Francesco Diofebi (1781-1851). Un pittore a Roma nella comunità artistica internazionale
Laura Moreschini
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2012
pagine: 142
Francesco Diofebi, nato a Narni nel 1781, si trasferisce a Roma nel 1800 e svolge la formazione negli studi di Gaspare Landi e Vincenzo Camuccini. Egli opera nell'ambito del contesto artistico internazionale presente a Roma soprattutto dal 1820 al 1840, ambiente culturalmente fervido che lo porta a frequentare soprattutto i circoli tedeschi e danesi vicini allo scultore Bertel Thorvaldsen. Diofebi lavora su commissione di visitatori provenienti soprattutto dall'Europa settentrionale, aristocrazia inglese, tedesca e russa, e per i principi Torlonia, oltre che per lo stesso Thorvaldsen, con una ampia produzione di opere incentrate sulle scene di folklore e le vedute dei monumenti romani. Nonostante la preparazione di matrice neoclassica, Diofebi non ne tratta i temi canonici, piuttosto rivolge l'attenzione alle raffigurazioni popolari di intonazione pinelliana e alle scene di genere, riuscendo buon documentarista, segmento per cui è attualmente noto. Questa ricerca ha permesso di ampliare la conoscenza della sua produzione e di approfondirne l'aspetto stilistico, superando l'antologizzazione proposta dalla raccolta thorvaldseniana e rilevando un carattere del tutto nuovo: la grande quantità di opere inedite presentate in questa sede permette di analizzarne l'attività di ritrattista e soprattutto vengono presentate opere che mostrano una attenta raffigurazione di interni di dimore borghesi e nobiliari, un genere molto amato dalla nobiltà europea ma non molto diffuso.
Bronzi islamici. Sculture zoomorfe medievali nei musei italiani
Damiano Anedda
Libro
editore: Artemide
anno edizione: 2012
pagine: 96
In questo volume si parla di relazioni tra i paesi islamici e latini, con una riflessione sulla circolazione di prodotti artistici quali tessuti, metalli, avori, cristalli di rocca, legni e ceramiche. I temi decorativi in essi presenti furono spesso imitati nei luoghi in cui questi transitavano. buona parte degli oggetti riferibili all'industria artistica islamica di epoca medievale è giunta fino ai giorni nostri grazie al collezionismo e alla vigile custodia di monasteri e fondazioni ecclesiastiche che tuttora rappresentano preziosi contenitori. In particolare è oggetto di analisi la storia del collezionismo italiano relativo all'arte islamica, la storia degli studi e l'esame dei singoli bronzi zoomorfi presenti nei musei italiani.
Pietro da Cortona e la Villa di Castel Fusano dai Sacchetti ai Chigi. Architettura, pittura, giardini, paesaggi
Carla Benocci
Libro: Copertina rigida
editore: Artemide
anno edizione: 2012
pagine: 236
Primi committenti della villa sono i fiorentini marchesi Sacchetti, banchieri che si affermano a Roma consolidando il loro patrimonio "all'ombra dei Barberini". Ad essi succedono i Chigi, che apportano novità nell'impianto della proprietà, e dotano il complesso di nuove fabbriche. Protagonista di questa esperienza artistica totale come architetto e pittore, è il giovane Pietro da Cortona; egli avvia qui il suo percorso, fino a giungere ai vertici della cultura barocca. Le pitture di grande novità (qui documentate in centinaia di tavole), illustrano i valori delle famiglie Sacchetti e Chigi e danno l'avvio alla grande pittura di paesaggio dell'età barocca. Questo primo studio completo dedicato alla prestigiosa dimora di Castel Fusano, ancora oggi abitazione dei principi Chigi, è pubblicato con il sostegno di Fondazione Roma-Arte-Musei.
Siti reali e territorio. Rivista della soprintendenza per i beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici delle province di Caserta...
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2012
pagine: 112
Il gusto dell'antico nel Real Palazzo di Caserta. Nella grande stagione neoclassica del gusto europeo, il Real Palazzo di Caserta irrompe con la forza ambivalente del mito e dell'innovazione: ultima grande residenza reale barocca costruita in Europa - con l'ambizione di oscurare Versailles, secondo Winckelmann - ma anche luminoso programma urbanistico di decentramento amministrativo, concepito alla fine di un ciclo "eroico" di riforme che aveva rilanciato la giovane monarchia napoletana di Carlo di Borbone tra le più avanzate potenze europee. Ma mito e innovazione, a Caserta, si affrontano anche e soprattutto nel culto dell'antichità che a poca distanza, nei vicini scavi di Ercolano e Pompei, avrebbe trovato un formidabile e duraturo laboratorio di ricerca. Forse il fascino segreto, la commovente bellezza e la grandezza un po' melanconica di questa sontuosa dimora reale stanno in tutto qui, nell'atmosfera sospesa e come incantata di un'illusione, nel sogno di una regalità illuminata che celebra il proprio fortunato destino all'ombra del mito sovrastorico della classicità, quasi felicemente inconsapevole delle nuove e più drammatiche istanze che il tempo della ragione cominciava allora a coltivare nella riscoperta dell'antico. Un tema che domina le belle sale di Marte e di Astrea che presentano innanzitutto se stesse e la progressiva affermazione di un più maturo impianto decorativo neoclassico.
Piante di Roma dal Rinascimento ai catasti
Libro: Copertina rigida
editore: Artemide
anno edizione: 2012
pagine: 463
Nel corso della storia l'immagine cartografica della città eterna non conosce eclissi. Se nel basso Medioevo Roma viene raffigurata in modi schematici o ideogrammatici, con la cultura dell'umanesimo si afferma una nuova immagine della topografia di Roma antica e moderna. È Leonardo Bufalini, nel 1551, a realizzare il primo rilevamento cartografico, base per tutta la produzione successiva, straordinariamente ricca e influente nei secoli del Rinascimento maturo, del barocco, dell'illuminismo, aprendo la strada alla rigorosissima pianta di G. B. Nolli e ai nostri catasti. Vengono qui esposti i diversi e spesso suggestivi modi di costruzione cartografica, che includono restituzioni immaginarie, come quelle di Ligorio e Piranesi, e tecniche scientifiche come la bussola, il canocchiale, la tavola pretoriana e la camera ottica.

