Edimedia (Firenze): La pace sovrana
Contro la guerra, contro la violenza
Giacomo Matteotti
Libro: Libro in brossura
editore: Edimedia (Firenze)
anno edizione: 2025
pagine: 248
Nel marzo del 1915 Matteotti è tra i pochissimi che sappia dire no all’inutile strage della Grande Guerra, prevedendo lucidamente di cosa si tratterà: di un immane mattatoio. Queste le sue amarissime, penetranti parole sull’ubriacatura interventista con cui l’Italia corre a sacrificare la sua gioventù: «Cioè doveva cominciare così: la povera bestia doveva andare al mattatoio gridando gioiosa, le bandierine multicolori infisse sul capo, e i battimani sollazzevoli della studentaglia in calzoni semicorti». Con sobrio sdegno, Matteotti rigetta la retorica patriottica che dilagava anche a sinistra. In nome di un’idea altissima di umanità senza confini nazionali e di giustizia sociale come unica bussola, egli contesta frontalmente l’intoccabile, sacra e mendacissima parola, “patria”: «Per noi, patria ha esclusivamente significato se equivalga a libertà, ad autonomia di un popolo che vuole dettarsi proprie leggi. Perciò ci è indifferente se vuol dire semplicemente sostituire un padrone a un altro eguale per la classe lavoratrice […] non esiste per noi una sola patria, come sembra a voi, ma noi siamo per la libertà di tutte le patrie, a cominciare da quelle che noi abbiamo violate: la Tripolitania e la Cirenaica». Prefazione di Tommaso Montanari.
I racconti di Sebastopoli
Lev Tolstoj
Libro: Libro in brossura
editore: Edimedia (Firenze)
anno edizione: 2025
pagine: 176
Ambientati durante l’assedio di Sebastopoli da parte delle forze anglo-francesi – celebre episodio della guerra di Crimea (1853-1856) cui Lev Tolstoj partecipò come ufficiale dell’esercito russo – i racconti offrono un ritratto crudo e realistico della guerra, lontano dall’eroismo retorico della propaganda patriottica. Tolstoj descrive l’orrore del conflitto con uno stile diretto e sobrio, ponendo l’accento sulla sofferenza dei soldati, l’assurdità della violenza e l’ipocrisia del potere. Non esalta né demonizza i personaggi, ma li mostra nella loro complessità morale, evidenziando il contrasto tra il coraggio individuale e la follia collettiva della guerra. Questa opera rappresenta una svolta nella produzione di Tolstoj, anticipando il suo impegno etico e pacifista. I racconti di Sebastopoli non sono dunque solo un documento storico, ma una profonda riflessione sulla natura umana e sulla tragedia della guerra, con uno sguardo che rimane drammaticamente attuale ancora oggi. Introduzione di Enrico Peyretti.
Dio non salvi il re. Pòlemos è padre di tutte le cose, di tutte re
Raniero La Valle
Libro: Libro in brossura
editore: Edimedia (Firenze)
anno edizione: 2024
pagine: 112
Dall’inizio della storia un re ha usurpato il potere e ha imposto la sua legge, quasi una Costituzione, su tutta la Terra. Questo re, in greco “pólemos”, è la guerra, e gli uomini gli hanno messo in mano la chiave di tutto, denaro, tecnica e lingue, e mai regno è stato così efferato, né mai vita e pace sono state così agognate da ogni creatura. Invano antichi profeti ne hanno denunciato lo scempio e hanno invocato il regno della pace, la conversione delle armi in falci, e perfino dei missili in pane. Ma contro ogni ragione la guerra continua a essere esaltata come salute dei popoli e premio ai potenti. Questo libro avverte che se ora non la rovesciamo dal dominio e dal trono, tutto in breve può andare perduto. Non è però solo un grido, questo non basta se non si traduce in “prescrizioni”, in proposte, in politica.