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CLUEB: Voci di Clio

Haec religionis ergo, haec libertatis ergo. La teologia politica orangista nel XVII secolo

Haec religionis ergo, haec libertatis ergo. La teologia politica orangista nel XVII secolo

Fabio Martelli

Libro

editore: CLUEB

anno edizione: 2015

pagine: 588

Nel XVII secolo la "anomalia olandese" si declina attraverso il violento conflitto interno tra la fazione dei cosi? detti Regenten e quella dei seguaci dei principi di Orange. Lo stadholderato, in continuo equilibrio dinamico tra dimensione magistratuale e ipotesi dinastica, costituisce il fulcro del dibattito e della lotta politica che per decenni dividono trasversalmente le Province Unite. Gruppi sociali, economici e politici si costituiscono e si disaggregano intorno ai due opposti centri di potere senza una prefinizione costante di ruoli e di obbiettivi. Si può invece seguire secondo una filogenesi di medio periodo abbastanza riconoscibile la funzione di supporto della casa d'Orange svolta dalla maggioranza degli esponenti della Chiesa calvinista dalle cui fila proviene una gran parte dei docenti dell'Università di Leiden. Dalla loro opera intellettuale il "partito orangista" finirà per trarre una elaborata e complessa teologia politica che abbraccia sempre più vaste tematiche, a partire da quelle teologiche sulle questioni che hanno contrassegnato i lavori della Sinodo di Dort. I rapporti di parentela con il casato degli Stuart e, con essi, la guerra civile inglese, il governo di Cromwell, l'esilio di Carlo II diventano altrettanti "passaggi obbligati" che costringono teologi ed intellettuali orangisti a confrontarsi con tematiche solo in apparenza remote rispetto al panorama politico olandese.
39,00

Felicem peragrat Italiam. Viaggi di istruzione in Italia di Veit Kunigl giovane barone del Tirolo del sud (1607-1609; 1609-1611)

Felicem peragrat Italiam. Viaggi di istruzione in Italia di Veit Kunigl giovane barone del Tirolo del sud (1607-1609; 1609-1611)

Mirella Spadafora

Libro

editore: CLUEB

anno edizione: 2012

pagine: 177

Lo studio delle matricole universitarie europee ci permette di constatare come il viaggiare per studio, dal medioevo all'età dell'umanesimo, e fino al barocco, producesse una considerevole mobilità dei ceti superiori, percepita come parte integrante di uno stile di vita adeguato al rango. Attorno al Seicento assistiamo ad uno slittamento di accenti dal viaggio di istruzione, nella sua più antica accezione di peregrinatio academica, durante il quale era necessario acquisire anche un sapere accademico, al viaggio di formazione o Kavalierstour, sua metamorfosi aristocratica, visto come processo di modernizzazione, di adeguamento alle esigenze e alle mode dei nuovi tempi. Accompagnati dai loro precettori e altri servitori, in compagnia di fratelli, cugini e figli di famiglie "amiche", i giovani Kavaliere visitavano nei loro viaggi università e corti principesche, così come luoghi di culto e devozione, e celebrati monumenti. Fonti documentali sui viaggi di istruzione intrapresi dai giovani figli della nobiltà, ci vengono offerte dai puntuali resoconti delle spese sostenute, tenuti dai precettori, dalle lettere familiari, e dalle Instruktionen, con cui i padri disciplinavano i viaggi. Sulla base delle carte manoscritte, relative al viaggio in Italia del giovane barone del Tirolo del sud Veit Künigl, accompagnato dal suo precettore Hanns Kröll, sono state esaminate e rielaborate le fasi salienti e più significative di un viaggio di istruzione.
20,00

Qui voluerit in iure promoveri... I dottori in diritto nello Studio di Bologna (1501-1796)
59,00

Microcosmi mediterranei. Le comunità dei pescatori nell'età moderna

Microcosmi mediterranei. Le comunità dei pescatori nell'età moderna

M. Lucia De Nicolò

Libro: Libro in brossura

editore: CLUEB

anno edizione: 2004

pagine: 366

32,00

Collegi dottorali in conflitto. I togati bolognesi e la costituzione di Benedetto XIV (1744)

Collegi dottorali in conflitto. I togati bolognesi e la costituzione di Benedetto XIV (1744)

M. Teresa Guerrini

Libro

editore: CLUEB

anno edizione: 2012

pagine: 213

Nell'agosto del 1744 Benedetto XIV emanò una Costituzione che ampliava le prerogative del Collegio degli avvocati concistoriali, riservando loro la responsabilità della formazione del personale burocratico della Curia romana, facendo in questo modo della Sapienza il principale centro di formazione della classe dirigente dello Stato della Chiesa. Ne seguì una controversia che si prolungò per oltre vent'anni, coinvolgendo i Collegi dottorali di diritto dello Studio bolognese e il Collegio degli avvocati concistoriali. Gli sviluppi della vicenda ben si prestano ad approfondire aspetti molteplici della storia di Bologna alla fine dell'antico regime: i percorsi e i diversi destini dei due Collegi dottorali coinvolti nella contesa, la natura dei rapporti fra Benedetto XIV e la sua città di origine; i delicati equilibri di potere bolognesi che, dopo l'apertura riformistica dei primi decenni del XVIII secolo, registrarono una battuta d'arresto in direzione conservatrice.
20,00

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