Bononia University Press: Temi semiotici
Segni, linguaggi e testi. Semiotica per la comunicazione
Costantino Marmo
Libro: Libro in brossura
editore: Bononia University Press
anno edizione: 2015
pagine: 320
Essere in gioco. Calcio e cultura tra Brasile e Italia
Paolo Demuru
Libro: Libro in brossura
editore: Bononia University Press
anno edizione: 2014
pagine: 272
Perché in Brasile il calcio è considerato un'arte? Il modo in cui ai tropici si gioca a pallone ha a che fare soltanto con la samba e con la capoeira? Per quale motivo, poi, si ritiene che questo stile rispecchi l'identità dei brasiliani? E perché il vecchio calcio all'italiana, il cosiddetto "catenaccio", tutto difesa e contropiede, ne rappresenta l'estremo opposto? Quali filosofie, di gioco e di vita, si celano dietro tale tattica? Che cosa c'entra l'"arte di arrangiarsi" con Paolo Rossi, Cannavaro e i mondiali vinti dall'Italia nel 1982 e nel 2006? E che voleva dire Pasolini quando diceva che gli italiani giocano "in prosa" e i brasiliani "in poesia"? Oggetto di questo libro sono i rapporti tra calcio, identità e cultura in due paesi storicamente rivali sul terreno di gioco: Brasile e Italia. Attraverso una retrospettiva di ampio respiro, in cui l'analisi semiotica della pratica e del discorso calcistico dialoga con quella di altri discorsi sociali, come quello politico e mediatico, l'opera mostra come il calcio sia divenuto, nel corso dell'ultimo secolo, un attore di primo piano nel processo di costruzione e messa in scena di entrambi i caratteri nazionali.
Segni, linguaggi e testi. Semiotica per la comunicazione
Costantino Marmo
Libro: Libro in brossura
editore: Bononia University Press
anno edizione: 2014
pagine: 300
La semiotica, più che una disciplina unitaria, è una federazione di approcci alla teoria e all'analisi dei segni e dei testi di cui l'uomo si serve per conoscere, pensare e comunicare, al confine tra aree disciplinari con fisionomie e tradizioni più consolidate, come la linguistica, l'antropologia, la filosofia del linguaggio, ma anche la psicologia e la sociologia. Negli studi più aggiornati, in particolare, la semiotica ha consolidato la propria immagine di una teoria e insieme una metodologia di analisi dei testi, sviluppando però talvolta una concettualità e un gergo un po' ostici per i non addetti ai lavori. Questo manuale si pone l'obiettivo ambizioso di portare, gradualmente, persone prive di una preparazione specifica in ambito filosofico a comprendere e utilizzare gli strumenti teorici e critici messi a disposizione dalla semiotica per cominciare ad analizzare la comunicazione, smontarla ed eventualmente rimontarla in modo consapevole e, auspicabilmente, efficace. Il percorso formativo qui delineato presuppone alcune conoscenze di base di linguistica e muove dallo studio del significato elaborato in ambito linguistico e filosofico per le lingue, mostra come questi approcci possano essere integrati per definire cosa siano gli oggetti privilegiati dell'analisi semiotica, e approda infine all'esame, corredato da numerosi esempi, delle strutture discorsive e delle strutture narrative, seguendo in alcuni casi percorsi poco battuti.
Narratività. Problemi, analisi, prospettive
Libro: Libro in brossura
editore: Bononia University Press
anno edizione: 2012
pagine: 347
La narratività costituisce certamente uno dei concetti chiave della riflessione semiotica. Resa centrale da A.J. Greimas negli anni Settanta, essa è diventata non solo la dimensione fondamentale per capire la logica delle azioni, ma anche un più ampio paradigma antropologico: la forma attraverso cui il senso tout court si dà a noi. Mentre, però, la teoria narrativa si è consolidata negli anni Ottanta in una forma standard, nuovi oggetti di analisi (visivi, interattivi, multimediali) sono emersi, andando a complessificare il canone su cui i primi e fondamentali studi narratologici si erano concentrati. È proprio da qui che questo volume prende avvio, da questo spazio di potenziale frizione o revisione, tra una teoria narrativa consolidata, di marca soprattutto greimasiana, e un universo narrativo sempre più diversificato al suo interno, che forse pone problemi nuovi e sollecita l'approfondimento di alcune categorie, anche in ragione di una sempre maggiore appropriazione della teoria semiotica della narratività da parte di altre discipline (scienze cognitive, sociologia, antropologia ecc.). Come può essere ripensata, dunque, alla luce di queste evoluzioni la teoria narrativa tradizionale? Quali sono le categorie che continuano a restare centrali e quali, invece, sono quelle rivedibili? In che modo è possibile parlare di livello narrativo nei testi visivi o in uno spazio urbano? E cosa ne è della logica narrativa nei nuovi media?
Urbicidio. Il senso dei luoghi tra distruzioni e ricostruzioni nella ex Jugoslavia
Francesco Mazzucchelli
Libro: Libro in brossura
editore: Bononia University Press
anno edizione: 2010
pagine: 343
Nelle guerre moderne la città è divenuta uno degli obiettivi e delle vittime principali. Per riprendere l'efficace espressione di Paul Virilio, la strategia delle nuove guerre è oggi, essenzialmente, una "strategia anti-città". Lo spazio urbano è diventato bersaglio non solo per motivi strategici, ma soprattutto per i significati che incarna: valori identitari, sociali e culturali. Per questi motivi, spesso, le tracce lasciate dagli eventi bellici nei tessuti urbani si caricano di forti valenze simboliche e la fase della ricostruzione diventa un momento di riscrittura del paesaggio della memoria della città. I progetti e gli interventi di restauro/ricostruzione/demolizione dei dopoguerra sono, in questa prospettiva, espressione di narrazioni collettive che stabiliscono un rapporto ogni volta diverso tra la città, l'evento bellico e la sua memoria. Il tema delle trasformazioni urbane belliche e postbelliche viene affrontato qui attraverso l'analisi in profondità di tre città protagoniste delle guerre balcaniche degli anni '90: Belgrado, Sarajevo e Mostar. Queste città vengono osservate con la lente del metodo semiotico che ne mette in luce le diverse riconfigurazioni dei sensi dei luoghi, tra politiche del costruire e pratiche dell'abitare.
Il trauma, l'archivio e il testimone
Cristina Demaria
Libro
editore: Bononia University Press
anno edizione: 2012
pagine: 281
Come si può portare testimonianza di un evento traumatico? È possibile raccontarlo, trasformarlo in un'esperienza comunicabile, trasmissibile e, anche, archiviabile? Può, cioè, la ferita, la lacerazione sia individuale che collettiva provocata da una violenza estrema, farsi memoria culturale? E qual è, infine, lo statuto semiotico del testimone, insieme a quello dell'archivio che contribuisce a modificare? Partendo da una rilettura semiotica della categoria di trauma e della figura della testimonianza, questo libro prova a interrogare i concetti di documento e di archivio come metafora dei processi della memoria culturale a cominciare dal genere che, per eccellenza, si è incaricato di rappresentare il "reale", il cinema documentario. È un libro che prova a confrontare la teoria con esempi concreti di documentari che ricostruiscono, al limite tra finzione intesa come creazione e "realtà", la memoria e la postmemoria della shoah, del conflitto israelo-palestinese, del genocidio cambogiano e della dittatura cilena. E viceversa: un libro che muove dagli esempi per verificare il modo in cui i testi riformulano la teoria, aiutando a ripensarla, e a ripensare così la verità o l'autenticità, la trama e la tenuta dell'archivio di alcuni dei maggiori traumi della nostra contemporaneità.

