Bononia University Press: Lezioni di archeologia
Archeologia e cultura materiale nel Medioevo
Enrico Cirelli
Libro: Libro in brossura
editore: Bononia University Press
anno edizione: 2021
pagine: 368
Il medioevo è spesso considerato un periodo drammatico per le società umane, caratterizzato da un impoverimento tecnologico e da un regresso nelle capacità produttive, con un ritorno a forme di insediamento e di organizzazione del lavoro confrontabili solo con la preistoria. In che modo l'archeologia può aiutare a destituire di fondamento questa tradizione, fortemente radicata nella mentalità dei nostri contemporanei? Con la lettura di questo libro vi proponiamo una nuova interpretazione e un diverso punto di vista della cultura materiale e delle forme di produzione sviluppate durante il medioevo. Vi sono differenze molto consistenti da una regione all'altra del territorio europeo e del Mediterraneo, ma tutto questo periodo è segnato da straordinarie nuove invenzioni e da piccole rivoluzioni tecnologiche. In Archeologia e cultura materiale nel medioevo sono analizzate le forme e i sistemi di lavorazione necessari per realizzare gli oggetti e i prodotti della vita quotidiana, dal vasellame ceramico e ligneo al vetro per gli occhiali da vista, dalle straordinarie realizzazioni in metallo ai tessuti. Sono analizzati i diversi modi di rinvenimento e le tecniche di estrazione e gestione delle risorse minerarie, la trasmissione del sapere per l'invenzione di nuovi sistemi di scrittura e per la produzione del cibo, degli abiti in seta e degli oggetti in osso e avorio. Attraverso evidenze archeologiche presenti nel territorio europeo e in area mediterranea, verranno presentate le procedure e l'organizzazione degli atelier, con gli indicatori riconosciuti sul campo, le esigenze delle comunità che se ne servirono e le eventuali traiettorie di distribuzione dei prodotti derivati da officine, botteghe e atelier alla base delle attività produttive. Saranno riproposte le azioni con cui le materie prime, i beni e le risorse primarie vengono trasformati o modificati, utilizzando altre risorse materiali (fornaci, macchinari, installazioni produttive ecc.) ma anche immateriali, come per esempio il lavoro umano. Da tali attività si ottengono gli oggetti, i manufatti in modo che possano essere utilizzati dall'uomo, sia direttamente sia dopo ulteriori lavorazioni che li rendano utili a rispondere alla domanda dei singoli individui o delle comunità che li richiedono, attraverso diverse forme di scambio o di distribuzione nel mercato che consentirono di gettare le basi per la nascita dell'uomo e della società moderni.
Archeologia senza scavo. Geofisica e indagini non invasive
Federica Boschi
Libro: Libro in brossura
editore: Bononia University Press
anno edizione: 2020
pagine: 292
Un'archeologia senza scavo è davvero possibile? Non è di certo l'ultima ambizione degli archeologi, che oltre a non poter fare a meno dell'innegabile fascino del lavorare con "le mani dentro la terra" necessitano del dato stratigrafico per ricostruire, con metodo e recupero ordinato dei reperti, la storia e la cronologia di un luogo. Oggi però l'archeologia è in grado di conoscere, prevedere e raccontare quanto non è visibile dalla superficie anche senza scavare, ricorrendo alla geofisica o più in generale al telerilevamento (remote sensing). Archeologia senza scavo racconta di un approccio contemporaneo alla ricerca archeologica, che negli ultimi anni ha visto un intenso sviluppo di tecnologie e strumenti per l'indagine di paesaggi, siti e monumenti, anche grazie a un'attitudine sempre più multidisciplinare e al dialogo con scienze sussidiarie. Rivolto essenzialmente agli studenti di archeologia, il volume intende fornire un'introduzione ragionata alla disciplina, dalle tappe principali della sua evoluzione alle nuove prospettive di ricerca, analizzando i metodi di indagine e le potenzialità anche attraverso casi di studio selezionati, ma sempre dal punto di vista dell'archeologo, delle sue esigenze di ricostruzione storica e topografica, oltre che di resa e interpretazione dei dati. In questa procedura, acquisisce estrema importanza anche lo scavo che, a dispetto del titolo del volume, deve restare il fine ultimo dell'indagine archeologica, ma possibilmente preparato, valutato e programmato con anticipo e consapevolezza. Il processo interpretativo innescato dal confronto tra scavo e non scavo viene così vicendevolmente alimentato, all'insegna di un reale intreccio interdisciplinare indirizzato dalle tecniche non invasive ma che lo scavo permette di perfezionare nelle modalità di lettura e comprensione, nella conduzione del quale le competenze dell'archeologo restano un punto fermo.