Libri di Giuseppe Rensi
Formalismo e amoralismo giuridico
Giuseppe Rensi
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2024
pagine: 174
L’opera "Formalismo e amoralismo giuridico" venne pubblicata per la prima volta nel 1914 e costituisce un documento significativo per definire l’evoluzione intellettuale di Giuseppe Rensi: edito nello stesso anno de La trascendenza. Studio sul problema morale, dopo la pubblicazione di questo volume il giurista abbandonerà la professione forense in favore di un diverso itinerario accademico che – quasi tre decenni dopo – avrà una brusca e tragica fine.
Sopra lo amore ovvero Convito di Platone
Marsilio Ficino
Libro
editore: Carabba
anno edizione: 2009
pagine: 145
La collana "Cultura dell'anima" fu ideata da Giovanni Papini e pubblicata da Rocco Carabba dal 1909 al 1938, per un totale di 163 titoli. Dal 2008 la casa editrice Carabba ha deciso di ripubblicare, in ristampa anastatica, nella sua interezza la collana "Cultura dell'anima" in un arco di tempo di cinque anni, con l'uscita di circa trenta volumi annuali. La speculazione filosofico-mistica intorno all'amore, che tanto occupò i nostri scrittori prima e durante il Rinascimento, e forma gran parte del contenuto della loro prosa e poesia, ha in questo volumetto la sua espressione più piena, completa e matura. A cura e con prefazione di Giuseppe Rensi.
La morale come pazzia
Giuseppe Rensi
Libro: Libro in brossura
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2006
pagine: 136
Dopo una serrata critica al razionalismo morale, all'intellettualismo etico e alla morale utilitaristica, Rensi giunge da un lato alla conclusione che il tentativo di fondare una morale universalmente valida è destinato a fallire miseramente, dall'altro che l'unica motivazione che possiamo accordare all'agire morale è l'assenza di ragione, ovverosia, la pazzia, nel significato platonico di demone socratico interiore che ci spinge ad operare il bene. "Se immolarsi per una causa politica o religiosa sia utile o dannoso, non so, né lo potrò mai sapere; se agire come agirono Socrate, Budda, S. Francesco, sia azione eccelsa o stupidaggine, non so. Essi stessi non sanno, non hanno la prova inconfutabile e matematica che la loro condotta sia veramente morale e non assurda, eppure rischiano".
Cicute. Dal diario di un filosofo
Giuseppe Rensi
Libro
editore: La Mandragora Editrice
anno edizione: 1998
pagine: 84
La democrazia diretta
Giuseppe Rensi
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1995
pagine: 304
La filosofia dell'assurdo
Giuseppe Rensi
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1991
pagine: 240
Lettere spirituali
Giuseppe Rensi
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1987
pagine: 246
La filosofia dell'autorità
Giuseppe Rensi
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2013
pagine: 280
Arrivato all'ultima pagina della "Filosofia dell'autorità", infatti, il lettore non verrà assalito dalla tentazione dell'antipolitica, né tantomeno proverà attrazione per scorciatoie autoritarie o populiste. Semmai, sentirà un grande richiamo alla responsabilità individuale. Del resto, per Rensi, "non esiste il popolo, ma i cittadini". La libertà, ci ricorda il filosofo non è che un compromesso. E "il compromesso tra libertà e autorità realizzato nel regime borghese" scrive Rensi, "rappresenta ancora il male minore". Del resto, ne era convinto perfino Winston Churchill: "La democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte le altre che sono state sperimentate finora". Introduzione di Paolo Beltramin
Frammenti d'una filosofia dell'errore e del dolore, del male e della morte
Giuseppe Rensi
Libro: Libro in brossura
editore: Orthotes
anno edizione: 2011
pagine: 162
"Frammenti d'una filosofia dell'errore e del dolore, del male e della morte" è l'ultimo dei sei libri in cui Rensi rompe con i consueti moduli sistematico-trattatistici dell'esposizione filosofica e adotta lo stile del pensiero breve. Questo "formato" è caratterizzato da una duttilità che esalta le grandi doti di scrittore e anche di affabulatore di Rensi. Lo vediamo così svariare da illuminanti interpretazioni di alcuni fra i "luoghi" più classici della filosofia occidentale, a penetranti "bozzetti" paranarrativi o storici che toccano le aporie della condizione umana con una sensibilità degna di Pascal o di Leopardi. I "Frammenti" sono una "rapsodia del negativo" che non ingenera nel lettore accasciamento, bensì quasi paradossalmente produce su di lui un effetto tonificante per via dell'intensità e della fortissima carica etica d'indignazione con cui Rensi conduce la sua requisitoria contro il male.
Apologia dell'ateismo
Giuseppe Rensi
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2013
pagine: 128
L'ateismo, unico possibile approdo della ragione e del pensiero logico, si contrappone alla pazzia della fede e, contro ogni illusoria garanzia ultraterrena, è il fondamento di un'autentica morale non egoistica. Questo l'assunto, ma l'energia polemica e il rigore dell'argomentazione non dovrebbero impedire di cogliere la singolarità di questo libro, scritto nel 1925 da uno dei pensatori più originali del Novecento europeo. La radicalità dell'approccio, realista e stoico, e l'identificazione di Dio con il Nulla, il non-Essere, sono anche un richiamo alle responsabilità del pensiero e aprono agli sviluppi ulteriori della ricerca di Giuseppe Rensi. Per il filosofo difendere l'ateismo vuol dire anche difendere la vera religione, la cui essenza risiede nella necessità insopprimibile di interpretare l'universo. Una ricerca di significato che accomuna l'ateo e il vero credente, pur nell'inconciliabilità delle rispettive posizioni. Pubblicato in un cruciale momento storico (il clericalismo del regime fascista è un evidente bersaglio polemico dell'Apologia), il libro mantiene intatto il suo valore, e offre nuova sostanza alla riflessione sul significato e sul valore della religione. Un saggio di Nicola Emery, scritto appositamente per questa edizione, inquadra "Apologia dell'ateismo" all'interno dell'opera rensiana e del dibattito filosofico e politico dell'epoca, mostrando la ricchezza di una filosofia a lungo trascurata che oggi si mostra vitale. Prefazione di Nicola Emery.
Contro il lavoro
Giuseppe Rensi
Libro: Libro rilegato
editore: WoM Edizioni
anno edizione: 2024
pagine: 160
La società capitalista considera il lavoro un'attività tanto etica quanto religiosa. Ma l'ingranaggio del lavoro, che dovrebbe favorire l'elevazione spirituale, in realtà, ne è il suo ostacolo e diventa la giustificazione all'asservimento. Rensi, scardinando il dogma dei dogmi, il lavoro nobilita l'uomo, da esemplare filosofo col martello, dimostra qui come il vero destino dell'uomo sia l'ozio e il gioco, l'arte, la passione per le scienze, qualsiasi attività suscettibile di sfuggire all'obbligo e al diktat del denaro, e che dunque una società basata sul lavoro salariato è una società che legittima, perpetra e struttura il più spudorato schiavismo. In linea con quanto ebbe già a dire Oscar Wilde, ovvero: “Ho sempre considerato il lavoro semplicemente il rifugio delle persone che non hanno nulla da fare”, Rensi ci insegna qui a sbarazzarci mentalmente del virus del lavoro. In questa nuova edizione con prefazione di Francesco D'Isa, sono stati aggiunti in appendice due inediti nei quali Rensi approfondisce il rapporto dell'Arte al denaro e alla società.

