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Libri di Enrico Berti

Opera omnia. Volume Vol. 16

Opera omnia. Volume Vol. 16

Romano Guardini

Libro: Libro rilegato

editore: Morcelliana

anno edizione: 2025

pagine: 544

"Romano Guardini ha dedicato a Socrate e a Platone - che per lui formano, come vedremo, una coppia inscindibile - vari scritti, che vanno dal 1926, anno del suo primo saggio su La morte di Socrate, al 1965, anno del discorso su Verità e ironia, tenuto all'Università di Monaco per ringraziare della celebrazione accademica del suo ottantesimo compleanno. Essi occupano dunque una quarantina d'anni, distribuendosi quasi interamente lungo l'arco della sua vita, e si sviluppano secondo una linea di interpretazione sostanzialmente continua, sia pure con diversi arricchimenti ed approfondimenti. Per comprenderne appieno il significato è forse utile ricordare, molto sommariamente, lo stato degli studi, e soprattutto delle interpretazioni, di Socrate e di Platone che caratterizzava la cultura tedesca nella prima metà del Novecento, soprattutto nei primi tre decenni di tale secolo, cioè quelli nel corso dei quali Guardini delineò nei suoi tratti fondamentali la sua immagine di Socrate e di Platone." (dall'Introduzione di Enrico Berti)
50,00

Storia della filosofia. Dall'antichità ad oggi. Ediz. compatta. Per le Scuole superiori
38,00

Fonetica storica di un dialetto romagnolo, proposte di grafia

Fonetica storica di un dialetto romagnolo, proposte di grafia

Enrico Berti

Libro: Libro rilegato

editore: Il Ponte Vecchio

anno edizione: 2024

pagine: 184

In questo libro, Enrico Berti indaga l'evoluzione fonetica del dialetto della Romagna nord-occidentale. Sono perciò escluse sia la Romagna del sud-est (cioè i territori che vanno da Cesena ai confini con le Marche), sia la Romagna montanara, poiché entrambe queste aree presentano soluzioni evolutive diverse da quelle del dialetto dell'autore. Il saggio si fonda sulla convinzione che in quella parte della nostra regione che viene detta "Bassa Romagna" o "Romagna estense" (grosso modo il circondario di Lugo) e che di lì si irradia verso Ravenna, Forlì, Faenza, Imola, pur con le innumerevoli differenze lessicali e fonetiche, da paese a paese, ci sia, almeno dal punto di vista evolutivo, una certa concordanza che la distingue dalla Romagna del sud-est (Cesenate, Riminese, San Marino) e dai dialetti della montagna. Con questo lavoro si vuol dimostrare che il dialetto romagnolo preso in esame, anche dal punto di vista dell'evoluzione fonetica (oltreché grammaticale, vedi la grammatica di Ferdinando Pelliciardi e quella più recente di Franco Ponseggi), rappresenta una "lingua organica", che segue un percorso evolutivo rigoroso. È una lingua vera, con una sua autonomia, con regole che in massima parte vengono rispettate, e non un guazzabuglio informe o un italiano scorretto o corrotto o storpiato dalle classi culturalmente più arretrate: parlare in dialetto è per un dialettofono un processo spontaneo e non necessita di un insegnamento scolastico. Un analfabeta non sa né leggere e né scrivere, ma impara a parlare qualsiasi lingua applicando inconsciamente regole che non conosce. Al contrario scrivere e leggere il dialetto ha sempre costituito un problema anche per la difficoltà di rappresentare graficamente i vari suoni vocalici e per la carenza di una corretta competenza grammaticale e fonetica. Prima delle ricerche di Friedrich Schürr risalenti ai primi decenni del XX secolo gli unici cenni di fonetica sono rappresentati dalle proposte di trascrizione delle vocali e delle consonanti ad opera dei due maggiori vocabolaristi dialettali ottocenteschi, il Morri e il Mattioli, i quali, pur ricorrendo a segni diacritici non sempre concordanti con quelli di norma usati dagli autori moderni, rivelano una fonetica sostanzialmente equivalente a quella del dialetto novecentesco.
16,00

Scritti su Heidegger

Scritti su Heidegger

Enrico Berti

Libro: Libro in brossura

editore: Petite Plaisance

anno edizione: 2019

pagine: 176

Questo volume raccoglie alcuni fra i principali studi di Enrico Berti su Martin Heidegger. Il filosofo tedesco è stato infatti una presenza costante negli studi composti in questi decenni dallo studioso padovano, sovente in rapporto al pensiero di Aristotele. Con il suo consueto approccio “classico”, in questi saggi Berti non si limita a descrivere, ma valuta, ossia prende posizione, anche critica, nei confronti di colui che pure definisce come il maggiore pensatore del XX secolo.
15,00

Il bene di chi? Bene pubblico e bene privato nella storia

Il bene di chi? Bene pubblico e bene privato nella storia

Enrico Berti

Libro

editore: Marietti 1820

anno edizione: 2014

pagine: 96

Un affresco dell'intrecciarsi di bene pubblico e bene privato nella storia della civiltà occidentale. Enrico Berti fa comprendere le complesse radici culturali della situazione attuale e apre domande cruciali, da un lato sul destino e la sopravvivenza dello Stato e dall'altro sul fine dell'uomo e sulle condizioni di possibilità della vita sociale. Il libro è arricchito da un dialogo sul tema tra l'autore e i partecipanti alla "Lectio Magistralis" tenuta nel corso di una delle sessioni del 2013 della Winter School, centro di studi sociali, culturali e politici. Prefazione di Giovanni Maddalena.
11,00

La ricerca della verità in filosofia

La ricerca della verità in filosofia

Enrico Berti

Libro: Copertina morbida

editore: Studium

anno edizione: 2014

pagine: 256

La verità è oggi temuta come una forma di violenza, specialmente da parte dei filosofi post-moderni. Questo timore spesso è dovuto a una concezione ideologica della verità come valore assoluto da imporre a tutti, mentre esso è del tutto ingiustificato rispetto alla concezione classica della verità, non riducibile alla teoria della verità come corrispondenza. In base alla teoria classica si danno diversi tipi di verità, verità di fatto e verità di ragione, verità storiche e verità scientifiche, verità di fede e verità poetiche: alcune facili da scoprire, altre implicanti complesse e faticose ricerche. In filosofia la ricerca della verità avviene in modi diversi, secondo il tipo di filosofia che si pratica, che può essere trascendentale, dialettico, fenomenologico, analitico-linguistico, ermeneutico, dialogico-confutativo. Un caso di ricerca della verità in filosofia è costituito dalla metafisica, intesa non nel senso tradizionale di ontologia o teologia razionale, bensì come metafisica problematica e dialettica, epistemologicamente debole ma logicamente forte. Esiste anche una verità pratica, che riguarda non la legge morale, ma il desiderio della felicità intesa come pieno sviluppo della persona umana, nel singolo individuo e nella polis.
18,50

È bene definire il bene?

È bene definire il bene?

Enrico Berti

Libro: Libro in brossura

editore: Orthotes

anno edizione: 2015

pagine: 52

Il punto di partenza assunto nel saggio è la definibilità del bene, una volta che ci si occupi di esso non in quanto assoluto e irraggiungibile, ma piuttosto vedendolo come bene umano, praticabile e realizzabile. Come tale, esso è l'oggetto delle aspirazioni umane e concretamente indicato nei diritti fondamentali, nelle varie libertà e nei diritti politici, che documenti ufficiali hanno ormai sancito. Da Aristotele fino alla sua ripresa da parte di Martha Nussbaum, la felicità, per quanto fragile, si sostanzia proprio di questi beni, che possono essere presentati come vere e proprie "capacità". Completa il testo un intervento di Berti sull'Etica nicomachea di Aristotele, da cui emerge il carattere pratico di una filosofia che punti a definire che cos'è il bene, ossia aristotelicamente la felicità, per l'uomo.
10,00

Tradurre la «Metafisica» di Aristotele

Tradurre la «Metafisica» di Aristotele

Enrico Berti

Libro: Copertina morbida

editore: Morcelliana

anno edizione: 2017

pagine: 64

«Essendomi recentemente cimentato con l'arduo compito di tradurre la Metafisica di Aristotele, il libro forse più difficile dell'intera storia della filosofia, mi sono imbattuto in una serie di problemi, alcuni dei quali previsti e altri invece imprevisti, che hanno reso l'impresa, oltre che ardua, anche affascinante». Affrontando problemi inerenti alla trasmissione del testo, alla traduzione e alla interpretazione, Berti mostra - contro una lettura teologizzante, di origine neoplatonica - il tratto problematico della filosofia aristotelica: la metafisica non è né teologia, né ontologia, ma scienza delle cause prime.
7,00

Aristotelismo. Tradizioni di pensiero

Aristotelismo. Tradizioni di pensiero

Enrico Berti

Libro: Libro in brossura

editore: Il Mulino

anno edizione: 2017

pagine: 242

A partire dagli autori fondativi, le diverse correnti di pensiero vengono caratterizzate attraverso l'esposizione dei loro temi portanti e delle figure in cui si sono concretati.
22,00

La prudenza in Aristotele

La prudenza in Aristotele

Pierre Aubenque

Libro: Libro in brossura

editore: Studium

anno edizione: 2018

pagine: 192

La Prudence chez Aristote è uno dei più importanti contributi della letteratura aristotelica del XX secolo, e indubbiamente fra quelli che hanno suscitato vasto dibattito sull’opera dello Stagirita. Se Aristotele ha presente l’intellettualismo etico di matrice socratica (evocato nell’incipit dell’Etica Nicomachea), si spinge anche molto al di là. Fra i punti più salienti dell’opera di Aubenque, c’è l’interpretazione dell’etica aristotelica in termini di “intellettualismo esistenziale”: l’incertezza, l’incompiutezza del mondo sublunare, rendono decisivo l’intervento della phróne¯sis individuale (il termine è tradotto dall’autore con prudenza, sulla scorta della terminologia ciceroniana). La virtù scaturisce quindi dal ruolo e dalla scelta dell’uomo rispetto alle condizioni varie e mutevoli del reale, piuttosto che dalla definizione ideale (platonica) del comportamento virtuoso. Indagando i rapporti tra metafisica, cosmologia ed etica aristoteliche, Aubenque fornisce una chiave di lettura rinnovata e convincente della riflessione morale dello Stagirita.
22,50

Aristotele: l'arte di vivere. Fondamenti e pratica dell'etica aristotelica come via alla felicità

Aristotele: l'arte di vivere. Fondamenti e pratica dell'etica aristotelica come via alla felicità

Roberto Rossi

Libro: Libro in brossura

editore: Franco Angeli

anno edizione: 2018

pagine: 652

In tutte le scuole filosofiche antiche la filosofia era innanzitutto una concreta scelta di vita aperta a tutti, poiché non si trattava di comprendere tutte le sottigliezze di una dottrina filosofica, ma di vivere secondo essa. Da questo punto di vista la filosofia era prima di tutto concepita come un'etica, cioè come una guida all'arte di vivere e di agire e di stare al mondo. Una concezione per la quale oggi si moltiplicano segni di rinnovato interesse: nuove forme di terapia psico-filosofica, corsi e seminari volti ad accrescere il benessere personale e l'eccellenza operativa, e così via. Ora, è nelle opere di Aristotele che troviamo la più compiuta e perfetta espressione dell'etica come guida all'arte di vivere al meglio delle proprie possibilità, in base ad insegnamenti ancora attuali. Ma poiché buona parte delle opere destinate da Aristotele alla pubblicazione è andata perduta, molti dei testi giunti fino a noi sono per lo più suoi appunti di lezione, non sempre di facile lettura; il risultato è che il filosofo forse più famoso e influente nella storia della filosofia non è oggi uno dei più letti dal pubblico. Questo volume, pur con rigorosa aderenza ai testi originali ed agli studi più accreditati, presenta l'etica aristotelica in modo scorrevole e avvicinabile da parte del lettore moderno. I capitoli, corredati di note integrative, brevi sintesi e appendici, rendono possibili diversi livelli di approfondimento. Inoltre, poiché Aristotele concepiva l'etica come un sapere volto alla azione pratica, il testo offre numerose osservazioni e spunti di riflessione che mirano ad aiutare il lettore ad applicare concretamente le dottrine aristoteliche sul modo di condurre con saggezza e sapienza una esistenza piena e felice. Presentazione di Enrico Berti.
46,00

Aristotele Eubulo e la ricchezza. Dialogo immaginario con Platone

Aristotele Eubulo e la ricchezza. Dialogo immaginario con Platone

Enrico Berti

Libro: Libro in brossura

editore: Guida

anno edizione: 2019

pagine: 85

Il dialogo qui presentato è la ricostruzione immaginaria di un dialogo perduto di Aristotele, intitolato Della ricchezza, del quale si sono conservate solo tre citazioni. Si tratta chiaramente di un falso, confezionato tuttavia secondo criteri di verosimiglianza, cioè sulla scorta di notizie storiche accertate sull’Atene dell’epoca e sulle vite dei personaggi in esso coinvolti, nonché di brani tratti dalle opere conservate di Platone e di Aristotele. Il dialogo ha luogo nell’Accademia platonica, nell’anno 350 a. C., cioè tre anni prima della morte di Platone, e ha come personaggi Platone, lo stesso Aristotele, Speusippo, Senocrate e Teofrasto. Nella finzione esso porta come titolo Eubulo, nome di un imprenditore, noto soprattutto per la sua ricchezza, che realmente governò Atene a quel tempo.
5,00

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