Libri di Giuseppe A. Micheli
Statistica quanto basta. Una scatola degli attrezzi per gli studi economici e sociali. Volume Vol. 2
Giuseppe A. Micheli
Libro: Libro in brossura
editore: LED Edizioni Universitarie
anno edizione: 2004
pagine: 209
Il secondo volume di un progetto complessivo finalizzato a fornire gli strumenti di base della statistica. I contenuti del manuale mirano a fornire a chi lo usa "quanto basta" per renderlo autonomo nelle applicazioni professionali o di ricerca nel campo delle scienze economiche e sociali. Vengono presentate procedure di costruzione e esempi concreti di applicazione da cui fare affiorare le contraddizioni e i paradossi che le tecniche statistiche nascondono.
Vincoli e strategie nella vita quotidiana. Una ricerca in Emilia-Romagna
Laura Balbo, M. Pia May, Giuseppe A. Micheli
Libro
editore: Franco Angeli
anno edizione: 1990
pagine: 216
Generazioni. Il comportamento procreativo nell'ottica di una demografia comprendente
Giuseppe A. Micheli
Libro
editore: Franco Angeli
anno edizione: 1991
pagine: 272
Cadere in povertà. Le situazioni a rischio, i processi, i terreni di coltura dell'impoverimento
Giuseppe A. Micheli
Libro
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2001
pagine: 160
Dentro la città. Forme dell'habitat e pratiche sociali
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2002
pagine: 96
Exploring demographic decision-making. Raw materials towards understanding the effective logics
Giuseppe A. Micheli
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2006
pagine: 208
In terra incognita. Disegnare una società che cura dopo Basaglia
Giuseppe A. Micheli
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2024
pagine: 190
A una ragionevole distanza storica dalla ratifica in parlamento della chiusura dei manicomi, di fronte a una riforma per molti aspetti in stallo, queste pagine propongono una lettura dei fatti di ieri e delle prospettive attuali che non collima con la narrazione prevalente. Nella prima parte del saggio, il prender forma di un paradigma anti-asilare, tra gli anni Sessanta e Ottanta, è passato al setaccio con scrupolo storico, prestando attenzione sia alle dinamiche interne del movimento sia alle nuove sfide che si presentavano fuori dalle mura manicomiali, prima tra tutte il riemergere della cronicità in nuove forme. Nella seconda parte si scompongono e ricompongono due tasselli della rivoluzione della legge Basaglia: quello dei luoghi dell’incontro con la sofferenza e quello dei modi del contatto e della cura, declinati in forma di intraprese sociali o di intervento su crisi. Quel che affiora è un quadro tratteggiato senza sconti e senza certezze.
Sempregiovani & maivecchi. Le nuove stagioni della dipendenza nelle trasformazioni demografiche in corso
Giuseppe A. Micheli
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2009
pagine: 272
Come cambiano oggi, in Italia, il calendario, le modalità, il senso dell'invecchiare e dell'uscire dalla famiglia di origine, del formare una nuova unione e del perdere a poco a poco l'autonomia del corpo e della mente, del concepire una nuova vita e dello stesso morire? Questo libro scompone e analizza le specificità persistenti e le grandi mutazioni in corso negli snodi cruciali di passaggio lungo il corso di vita. Per far ciò mette a confronto i dati statistici, le decisioni degli operatori delle politiche sociali, le interpretazioni scientifiche e le voci narranti di singoli cittadini per cogliere, dietro le dinamiche demografiche in corso nel nostro Paese, chiavi di lettura di più lungo respiro. Ne emerge un quadro dell'Italia del nuovo secolo legata da un filo rosso: l'espansione delle fasi di vita in cui pesa il rischio di dipendere dagli altri. Come il vecchio che, col passare degli anni, dipende dai familiari, dalla comunità, dalle agenzie di cura. E come il giovane adulto che, col trascorrere del tempo, non riesce a divenire pienamente adulto perché non riesce a mettere insieme le risorse essenziali (un lavoro, una casa) per compiere questo salto, e che finché non si emancipa dipende dai familiari, dalla comunità, dalle agenzie del mercato.
Demografie
Giuseppe A. Micheli
Libro
editore: McGraw-Hill Education
anno edizione: 2011
pagine: 345
Non esiste oggi una sola demografia, ma tante demografie, declinate secondo il metodo e secondo le problematiche che le diverse regioni del mondo pongono al centro degli studi di popolazione. I confini della demografia si sovrappongono senza soluzione di continuità con quelli di altre discipline dell'uomo - non solo l'economia, ma anche l'antropologia, la sociologia, la medicina, la storia - collaborando a produrre un metodo di lavoro con altre scienze del metodo, come la matematica, la statistica, la logica e la filosofia. Un manuale di demografia deve dunque essere un manuale aperto a più demografie. Il volume rende conto di questa molteplicità di rotte per seguire in modo esaustivo e approfondito le dinamiche di popolazione. Almeno sei sono i corridoi di avvicinamento ai temi di population dynamics tracciati nel testo: le dinamiche storiche di popolazione, le problematiche attuali del mondo occidentale, la demografia non eurocentrica del mondo, le tecniche di analisi e contabilità, le categorie per comprendere i processi che osserviamo, e non solo descriverli, i modelli matematici per conoscere i fenomeni tramite astrazioni e abduzioni, e non per descrizioni. Il testo si rivolge a docenti e studenti di molteplici corsi universitari di demografia, siano essi tecnici (per i corsi di laurea in Scienze economiche o statistiche) o umanistici (per i corsi di laurea in Scienze politiche, Lettere, Storia, Sociologia).
Il vento in faccia. Storie passate e sfide presenti di una psichiatria senza manicomio
Giuseppe A. Micheli
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2015
pagine: 112
La legge 180 è lo spartiacque che divide l'orizzonte temporale della gestione dei malati di mente in Italia in due epoche distinte. Votata dal parlamento nel maggio del 1978, essa sancisce il superamento degli ospedali psichiatrici, bloccando nuove ammissioni e aprendo specifici servizi fuori le mura, e ricollocando il malato - portatore di una sofferenza non sostenibile - non più entro luoghi istituzionali totalizzanti, ma entro i luoghi diffusi del territorio a lui familiari. Così il medico, obbligato a porsi di fronte al suo paziente senza più paraventi protettivi tranne che quello della conoscenza, può tornare a essere terapeuta: un pellegrino che si confronta alla pari con i labirinti della sofferenza, camminando col vento in faccia. Il processo di elaborazione collettiva da cui scaturisce la 180 è generalmente identificato con l'esperienza e la riflessione basagliana, senz'altro la più nota anche a livello internazionale. In realtà esso è il frutto di una stagione di esperimenti di superamento del manicomio assai più ampia e multicentrica, della cui ricchezza e problematicità si vuole dar conto in questo saggio. E poiché lo spartiacque della 180 divide anche l'orizzonte temporale del volume in due stagioni speculari e antitetiche - quella al calor bianco, delle spinte innovative e quella fredda, delle pratiche disincantate di attuazione della legge.
Quella gran confusione mentale. Alzheimer: il caso dei «giovani anziani» fragili
Giuseppe A. Micheli
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2016
pagine: 150
Questo volume affronta il mondo delle demenze, in particolare di quelle a insorgenza precoce, che l'Alzheimer's Society britannica chiama "Young Onset Dementias" e che hanno già percorso buona parte del loro cammino di declino cognitivo ben prima dei 70 anni. Un'età in cui i ruoli sociali ancora ricoperti e i connessi impegni e aspettative - la cura di genitori e l'accudimento di figli, gli impegni finanziari, le responsabilità di lavoro, le relazioni amicali - entrano in rotta di collisione con quella "gran confusione mentale" che vivono dentro sé, quella incongruenza tra età e salute cognitiva di cui non sanno render conto. Possiamo intuire quanto sia complessa la vita sociale e la condizione esistenziale di queste persone, in cui è proprio tale coscienza a diradarsi. La prima parte del volume analizza alcuni nodi irrisolti che le Young Onset Dementias vivono al culmine della parabola della loro malattia: il vissuto di inadeguatezza e i segnali di latenza della malattia, il lungo percorso entro il circuito medico che porta a formare una diagnosi, i margini limitati ma insostituibili di azione della famiglia. Nella seconda parte muoveremo dall'ipotesi che non siano tanto le tecnologiche di stimolazione cognitiva a poter fronteggiare le demenze, quanto strategie che conservino la dignità dei malati coltivandone il benessere sensoriale. A tale scopo esploreremo un terreno di recente attenzione: quello della progettazione di spazi verdi terapeutici condivisi.
Forme di pensiero rifratto. Il ruolo degli stati d'animo nella (de-)formazione delle azioni
Giuseppe A. Micheli
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2018
pagine: 172
Esplorare i modi di formazione di moods di crisi e capire come diradarli non è un vezzo futile. La miseria del mondo va rimessa al centro del progettare, ma per farlo efficacemente occorre capire come e dove intervenire, nella confusione di stati d’animo che minano la resilienza dei cittadini, o ne sviano le reazioni verso strade che definiamo ‘irrazionali’. La rassegnazione dei non più giovani ormai precari a vita, l’inerzia di adolescenti privi di mete, la radicalizzazione di migranti e periferie, la tracimazione di odio senza vergogna, l’impotenza di sentirsi ingabbiati in una ragnatela di corruttele quotidiane sono stati d’animo accomunati dalla perdita inconsapevole del controllo sul timone della nostra vita. Le teorie per spiegare il formarsi dell’azione – o dell’inerzia o del drammatico ‘ribellarsi senza causa’ – di una persona non possono che fallire se costruite su due premesse per nulla scontate. La prima è che l’azione sia coerente con una logica basata sulla sola razionalità economica. La seconda è che sia l’esito di schemi rigorosamente cognitivi, con cui la mente elabora input rigorosamente cognitivi, in un mondo in cui la dimensione sensoriale e affettiva sia solo un rumore di fondo marginale. La rigidità di queste due premesse impedisce di cogliere il ruolo centrale degli stati d’animo nel deformare la capacità di reazione e il tipo di risposta di una persona che vive esperienze quotidiane ad alta criticità. A una rassegna di alcuni approcci ‘standard’ è dedicata la prima parte di questo saggio. All’esplorazione su come si innescano e come si fronteggiano ‘stati d’animo di crisi’ è rivolta la seconda parte. Al ruolo che i paesaggi sensoriali delle nostre vite quotidiane possono giocare per ripristinare speranza e resilienza, la terza parte.

