Libri di Andrea Terreni
Paroxetina
Andrea Terreni
Libro
editore: Nulla Die
anno edizione: 2021
pagine: 82
Nell'anima di ogni individuo si creano crepe più o meno ampie. Ogni crepa è un sasso gettato dentro al pozzo dell'esperienza, dei ricordi, della crescita. Capita raramente che dalle voragini che si creano fuoriescano altri pezzi di noi. E sono demoni, lingue di fuoco infernali, macchie che agganciano il destino e stridono dentro ai pezzi di cervello restati illesi. Non puoi controllare la fuoruscita di te da te stesso. È lì che ognuno cerca riparo in qualche caverna di fortuna e spera che la pioggia possa dare una tregua e abbandonare i giorni. Ho una caverna che si chiama Paroxetina. Un insieme d'immagini, guide, strette di mano. Una mappa che porti l'altro te fuori dal labirinto che si è creato. Paroxetina è una terapia. È chimica ricerca di benessere, scientifica accettazione di sé stessi, materno abbandono alla guida. È un graffio sulle pareti della coscienza, un lento scendere per risalire, una nuova, improvvisa forza prima dell'abbandono definitivo. Paroxetina illude di portarti oltre e t'incatena allo stesso punto sino alla fine.
Diario di un addio
Andrea Terreni
Libro: Libro in brossura
editore: Dialoghi
anno edizione: 2021
pagine: 72
"Diario di un addio" è un romanzo anomalo, una lettera di saluto al mondo che trova forma nella durata di un breve viaggio in auto. All’interno dell’abitacolo prendono vita i ricordi del protagonista, i quali rimpallano dalle sensazioni di un giovane uomo intrappolato nelle abitudini che caratterizzano lo scorrere flemmatico del tempo nel borgo natio, all’euforia che solo le esperienze vissute in una grande città come Firenze, e tanta libertà, possono far provare. Il soliloquio del protagonista è un vero e proprio testamento emotivo, che mette a nudo la sua anima e quella dei suoi interlocutori.
Frammenti perduti
Andrea Terreni
Libro
editore: Youcanprint
anno edizione: 2020
pagine: 70
Un esordio poetico che rappresenta una montagna russa di significati. Fughe decise sono seguite da pagine di umanità improvvise, come linguaggi scarni e taglienti che si alternano a ridondanze musicali. Testimonianze di una personalità spezzata che si aggrappa disperatamente alle cose di tutti i giorni ma che sente periodicamente il bisogno di piombare negli stessi eccessi. Un'ampia silloge che si divide in quattro parti nelle quali sono appunto trattati gli affetti del cuore, la famiglia, le persone care, affrontate con un linguaggio musicale che assomiglia quasi ad una canzone. Poi improvvisamente è come se calasse un sipario e la descrizione si fa frammentata, così come il linguaggio che non è più rotondo ma pieno di spine. Emergono aspetti cupi e insofferenze generalizzate, che portano al desiderio di tornare "sempre dalla stessa parte". La conclusione è un accorato Manifesto, in cui si chiede allo stesso tempo perdono per quello che si è, e ossigeno per quello che si vuol diventare.

