Libri di Ugo Serani
Il banchiere anarchico
Fernando Pessoa
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2022
pagine: 96
Apparso nel 1922 sulla rivista «Contemporanea», il racconto “Il banchiere anarchico” è giustamente considerato fra le prose più acute e ammirevoli del grande scrittore portoghese. Si tratta del dialogo fra due uomini, uno dei quali, il banchiere, racconta come e perché sia divenuto anarchico; e l’altro, il suo interlocutore, resta come stupefatto di fronte a quella professione di fede, così strana e innaturale in un individuo descritto come ricchissimo e grande monopolista. Se da un lato nel racconto è evidente il gusto di Pessoa per il paradosso sottile, qui incarnato dalla figura di questo ‘libertario’ banchiere, dall’altro l’anno della sua pubblicazione non può non fare pensare a un’epoca stretta fra divergenti ideologie che avrebbero determinato grandi e tragici rivolgimenti sociali. E forse non c’è solo il gusto del paradosso e dell’invenzione narrativa: infatti l’anarchismo del banchiere – distante com’è sia dal collettivismo di Kropotkin sia dal rivoluzionarismo di Bakunin – arriva a configurarsi soprattutto come estremo anarchismo individualista, e in tal modo non così agli antipodi del pensiero dello stesso Pessoa, che scrisse fra l’altro che quello di «creatore di anarchie mi è sempre parso il degno compito di un intellettuale».
Ultimatum (e altre esclamazioni)
Fernando Pessoa
Libro: Libro in brossura
editore: Robin Edizioni
anno edizione: 2021
pagine: 104
Vernici evanescenti e giapponesi di porcellana; Bertoldi portoghesi; ultimatum futuristi ai poeti laureati, come D'Annunzio o Yeats; cronache reali di avvenimenti immaginari; satanisti scomparsi e interviste mai concesse. Un bric-à-brac di prose del Pessoa sconosciuto, umorista e paradossale, che presenta l'ennesimo suo volto eterodosso.
Trentacinque sonetti. Testo inglese a fronte
Fernando Pessoa
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2021
pagine: 96
“Nel 1918 usciva a Lisbona una piccola raccolta di poesie inglesi di Fernando Pessoa. Il suo titolo era semplice e al tempo stesso evocativo: 35 Sonnets. Lo scrittore vi aveva raccolto i suoi sonetti shakespeariani, che aveva iniziato a comporre dal 1910. Perché Fernando Pessoa, per la sua prima pubblicazione autonoma, sceglie come modalità poetica il sonetto elisabettiano? Egli lo elegge a suo mezzo espressivo perché in sé esso racchiude molto di ciò che Pessoa voleva far conoscere della sua poesia nel momento del suo esordio ‘pubblico’. I giochi di parole, le iperboli, i preziosismi e le subtilezas, suprema espressione del desengano secentesco, immediatamente riconducono i suoi versi novecenteschi nell’alveo, appunto, di quel ‘disinganno’. La scelta del metro dei poeti ‘metafisici’ elisabettiani permette al portoghese di connotare la sua poesia fin dal primo sonetto, di disancorarla dalla riflessione amorosa o dei sensi, per dirigerla verso l’espressione dell’inconciliabile divergenza tra essere e sembrare, alla volta di quella che potremmo definire la poetica della maschera…” (dalla prefazione di Ugo Serani)
Tradurre. Riflessioni e rifrazioni
Alfonsina De Bendetto, Ida Porfido, Ugo Serani
Libro: Copertina morbida
editore: B. A. Graphis
anno edizione: 2008
pagine: 342
Ultimatum (e altre esclamazioni)
Fernando Pessoa
Libro: Libro in brossura
editore: Robin Edizioni
anno edizione: 2006
pagine: 105
Vernici evanescenti e giapponesi di porcellana; Bertoldi portoghesi; ultimatum futuristi ai poeti laureati, come D'Annunzio o Yeats; cronache reali di avvenimenti immaginari; satanisti scomparsi e interviste mai concesse. Un bric-à-brac di prose del Pessoa sconosciuto, umorista e paradossale, che presenta l'ennesimo suo volto eterodosso.
Trentacinque sonetti. Testo inglese a fronte
Fernando Pessoa
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2003
pagine: 96
“Nel 1918 usciva a Lisbona una piccola raccolta di poesie inglesi di Fernando Pessoa. Il suo titolo era semplice e al tempo stesso evocativo: 35 Sonnets. Lo scrittore vi aveva raccolto i suoi sonetti shakespeariani, che aveva iniziato a comporre dal 1910. Perché Fernando Pessoa, per la sua prima pubblicazione autonoma, sceglie come modalità poetica il sonetto elisabettiano? Egli lo elegge a suo mezzo espressivo perché in sé esso racchiude molto di ciò che Pessoa voleva far conoscere della sua poesia nel momento del suo esordio ‘pubblico’. I giochi di parole, le iperboli, i preziosismi e le subtilezas, suprema espressione del desengano secentesco, immediatamente riconducono i suoi versi novecenteschi nell’alveo, appunto, di quel ‘disinganno’. La scelta del metro dei poeti ‘metafisici’ elisabettiani permette al portoghese di connotare la sua poesia fin dal primo sonetto, di disancorarla dalla riflessione amorosa o dei sensi, per dirigerla verso l’espressione dell’inconciliabile divergenza tra essere e sembrare, alla volta di quella che potremmo definire la poetica della maschera…” (dalla prefazione di Ugo Serani)
Trentacinque sonetti. Testo inglese a fronte
Fernando Pessoa
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 1999
pagine: 93
"Nel 1918 usciva a Lisbona una piccola raccolta di poesie inglesi di Fernando Pessoa. Il suo titolo era semplice e al tempo stesso evocativo: "35 Sonnets". Lo scrittore vi aveva raccolto i suoi sonetti shakespeariani, che aveva iniziato a comporre dal 1910. Perché Fernando Pessoa, per la sua prima pubblicazione autonoma, sceglie come modalità poetica il sonetto elisabettiano? Egli lo elegge a suo mezzo espressivo perché in sé esso racchiude molto di ciò che Pessoa voleva far conoscere della sua poesia nel momento del suo esordio "pubblico"." (dalla prefazione di Ugo Serani)