Libri di Torquato Tasso
Lettere autografe dall'archivio di Stato di Mantova (1566-1594)
Torquato Tasso
Libro: Libro in brossura
editore: Bites
anno edizione: 2025
pagine: 256
Le cinquantotto lettere di Torquato Tasso dell'Archivio di Stato di Mantova costituiscono un corpus eccezionale nella produzione epistolare di mano dell'autore, per quantità di testimonianze radunate in un unico luogo, per la cronologia dilatata (1566-1594) e per la conservazione di alcune tra le prime attestazioni della scrittura tassiana. L'edizione intende offrire un contributo filologico e critico a una nuova edizione dell'epistolario, cogliendo negli autografi mantovani, e quindi in una delle zone più pregiate della tradizione, un'espressione sicura, per quanto dinamica, della volontà d'autore. Insieme, proiettate sulla fine della stagione rinascimentale, queste lettere offrono scorci significativi sulla genesi di alcuni capolavori, sulla stratificazione di interessi culturali, sulle tensioni di un'epoca, dando voce alla rivendicazione sempre viva in Tasso del proprio primato poetico e dell'alto valore della poesia.
Rime inedite
Torquato Tasso
Libro
editore: Biblioteca Apostolica Vaticana
anno edizione: 1973
pagine: 92
Rime eteree
Torquato Tasso
Libro: Copertina rigida
editore: Guanda
anno edizione: 2013
pagine: 380
Sezione tassiana delle "Rime de gli Academici Eterei", l'antologia pubblicata nel 1567 in occasione del terzo anniversario dalla nascita dell'Accademia degli Eterei fondata a Padova da Scipione Gonzaga, le rime raccolte in questo volume costituiscono la prima significativa tappa della travagliata storia redazionale ed editoriale delle rime di Tasso, che si concluderà negli anni Novanta con la progettata e solo in parte realizzata edizione in tre parti curata dall'autore. Si tratta di un selezionato canzoniere nel quale alla prevalente ispirazione amorosa che detta le rime dedicate alla giovinetta ferrarese Lucrezia Bendidio si affiancano alcuni componimenti autobiografici e celebrativi (indirizzati tra l'altro a Scipione Gonzaga e a Leonora d'Este). Ma la silloge non è solo la testimonianza di un apprendistato: essa assume immediatamente uno spiccato valore di manifesto di poetica e di stile e illustra felicemente 'in re' la già notevole capacità del giovane Tasso nel gestire l'eredità dei classici antichi e quella del petrarchismo settentrionale, con in testa i modelli forti di Bembo e soprattutto Della Casa (senza però dimenticare la lirica del padre Bernardo), ma anche con aperture nei confronti della poesia dell'Italia meridionale. Ne emerge l'idea di una poesia attenta al nuovo ma che si pone allo stesso tempo come erede di una tradizione lirica alta, non priva di risvolti anche filosofici nel dominante platonismo che era tra l'altro cifra fondamentale dell'Accademia.
Gerusalemme liberata
Torquato Tasso
Libro: Libro in brossura
editore: Garzanti
anno edizione: 2025
pagine: 816
Capolavoro del Cinquecento italiano, la Gerusalemme liberata (1581) fonde con originalità la narrazione a soggetto storico con motivi propri della letteratura cavalleresca e della poesia romanzesca: le passioni amorose, il prodigio e la magia, gli interventi delle potenze angeliche e di quelle infernali che turbano e sviano i protagonisti. Nucleo centrale del poema è la prima crociata nella quale i cristiani, guidati da Goffredo di Buglione, riescono a liberare il Santo Sepolcro, sconfiggendo i saraceni comandati da Argante e Solimano. A questo elemento se ne intrecciano altri: l'amore vano dell'eroe cristiano Tancredi per la guerriera saracena Clorinda; il sentimento timido e virginale di Erminia per Tancredi; le seduzioni della maga Armida, che tenta di allontanare dall'esercito crociato i guerrieri più forti ma s'innamora del più prode di loro, Rinaldo. Una straordinaria suggestione emana dai paesaggi che fanno da sfondo alle vicende: desolati o pieni di insidie, infuocati o foschi, ricordano agli uomini la loro fragilità e impotenza. Poeta malinconico e tormentato, Tasso avverte, dietro le apparenti certezze, la precarietà dell'esistenza: amore e azioni gloriose si rivelano ingannevoli illusioni al di là delle quali stanno in agguato la solitudine e la morte.
Orazioni
Torquato Tasso
Libro: Libro in brossura
editore: Bites
anno edizione: 2024
pagine: 252
Tra il XVI e il XVII la letteratura, in versi e in prosa, si riempie di lodi rivolte ora a un signore, ora a un'istituzione, facendosi specchio dei grandi cambiamenti culturali e sociali del tempo. Le corti e le accademie diventano un luogo di produzione e promozione culturale alternativo agli studi universitari, come mostrano anche le moltissime orazioni scritte in questo periodo, sia in volgare che in latino. Ne sono un esempio quelle di Torquato Tasso, qui presentate in una moderna edizione critica e per la prima volta commentata. All'introduzione, che contestualizza le cinque orazioni sullo sfondo della scrittura epidittica del XVI secolo, segue la ricostruzione delle vicende redazionali ed editoriali dei testi, che proseguono su binari separati sino alla costituzione dei primi corpora settecenteschi. Il commento, oltre a presentare la struttura e il dialogo che il testo instaura con le opere maggiori del poeta, pone in luce quel variegato impasto di fonti che rende le orazioni un luogo in cui Tasso sperimenta una prosa argomentativa meno rigida e più soggetta all'accostamento di letture peregrine.
Gerusalemme liberata
Torquato Tasso
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2022
pagine: 864
Balenata nella mente dell'autore ancora ragazzo e poi rielaborata per oltre un quindicennio, la Gerusalemme liberata è frutto delle inquietudini così come dell'attenta riflessione teorica di Tasso che, scrisse Voltaire, «ha dipinto quel che Omero disegnava». Un poema-mondo in perfetto equilibrio tra spinte unitarie e forze centrifughe, in cui convivono armi "pietose" e "folli" amori, eventi storici e tradizione epica, "verisimile" e "meraviglioso", momenti eroici, slanci spirituali e abbandoni lirici. Al testo del poema, restaurato criticamente sul fondamento della prima stampa ferrarese, è affiancata qui l' Allegoria che Tasso compose per difendere da prevedibili accuse i prodigi e gli episodi "licenziosi" del proprio capolavoro.
Gerusalemme liberata
Torquato Tasso
Libro: Libro in brossura
editore: Scholé
anno edizione: 2022
pagine: 944
Canto l’arme pietose e ’l Capitano Che ’l gran sepolcro liberò di Cristo: molto egli oprò col senno e con la mano, molto soffrì nel glorïoso acquisto: e in van l’Inferno vi s’oppose, e in vano s’armò d’Asia e di Libia il popol misto; il Ciel gli diè favore, e sotto a i santi segni ridusse i suoi compagni erranti. «La poesia del Tasso non deve essere cercata in un determinato sentimento dominante o in un elenco di sentimenti fondamentali, ma piuttosto in un ritmo sentimentale e in un’atmosfera interiore. E allora potremmo forse parlare del Tasso come del poeta della perenne illusione e delusione della vita, della inquieta solitudine dell’anima, dell’anima assorta in un sogno e subito delusa dal suo svanire. […] Ma la solitudine acquista un suo significato più vasto e profondo, universale e religioso, cosmico e metafisico, come risultato sentimentale ed alone poetico della contemplazione del perenne illuminarsi della vita e del suo fatale tramontare nella morte, di questa vicenda tragica della condizione umana, che lascia l’anima sola, sola nel suo instabile sogno, e sola nel suo sconsolato rimpianto». (Giovanni Getto)

