Libri di S. Zampa
Le beatitudini del marciapiede
Antonio Mazzi
Libro: Libro rilegato
editore: Monti
anno edizione: 2011
pagine: 170
A ventisette anni dall'inizio della Fondazione Exodus, a ottantadue anni di età (ma non li dimostra!), il prete più famoso d'Italia traccia un bilancio della sua vita e della sua attività che ha il suo fulcro all'interno del Parco Lambro di Milano. E lo fa, come si dice, "con il cuore in mano". Si confessa senza reticenze, innanzi tutto rivolgendosi ai "suoi" giovani, ragazzi e ragazze che in tutti questi anni ha incontrato nelle situazioni più difficili, e ai quali, nella maggior parte dei casi, è riuscito a dare nuova speranza e nuovi motivi per vivere. Un libro inedito che ancora mancava tra le pubblicazioni di don Mazzi. Una sorta di testamento spirituale che tocca numerosi argomenti, traducendo in modo originale e quasi irriverente l'evangelico "discorso della montagna": Beati quelli del secondo albero; Beata la società di mia nonna; Beati quelli che scrivono sui muri; Beati gli educabili; Beati i miei ragazzi; Beate le donne; Beati quelli che non contano niente; Beati quelli che cantano "improperi"!
Insieme
Flavia Prodi, Romano Prodi
Libro: Libro rilegato
editore: San Paolo Edizioni
anno edizione: 2005
pagine: 264
Con questo libro le cose sono andate così. Un anno e pià fa proposi a Flavia di scrivere qualcosa. Per raccontare se stessa, la propria vita al fianco del Professore, un modo di "stare insieme", un'idea di famiglia, di ruolo e di impegno al femminile. Lei mi rispose che un libro simile glielo avevano chiesto le Edizioni San Paolo e che aveva già accettato. Ma che gli autori sarebbero stati due, lei e Romani. E mi propose di darle una mano. Poco tempo dopo, in una scherzosa intervista a un quotidiano dell'Alto Adige, parlando del suo rapporto con la moglie, Prodi disse: "Dopo tanti anni si entra in simbiosi, tanto che si somigliano persino le calligrafie". Questo libro lo testimonia da due punti di vista diversi: innanzitutto perché non c'è una riga che non sia stata discussa tra loro (non necessariamente condivisa) ma anche perché contiene, non esplicitato, il segreto della "simbiosi" che è consistita nella condivisione di un legame non solo affettivo ma anche culturale, intellettuale e politico.

