Libri di Michel Rémaud
Vangelo e tradizione rabbinica
Michel Rémaud
Libro: Libro in brossura
editore: EDB
anno edizione: 2005
pagine: 208
È noto come il cristianesimo non sia germogliato in un terreno vergine, bensì in un ambiente religioso che aveva una propria tradizione e dal quale resta inseparabile. Molte delle allusioni bibliche disseminate nel Nuovo Testamento sfuggono tuttavia agli attuali lettori: i primi scrittori cristiani avevano infatti ereditato un modo di leggere la Scrittura che si riflette ampliamente nel loro modo di riferirsi a quello che oggi noi chiamiamo l'Antico Testamento. In che modo la conoscenza delle fonti ebraiche contribuisce quindi all'ermeneutica del Nuovo Testamento? Motivi del Vangelo, argomenti di Paolo, affermazioni della Lettera agli Ebrei ricevono una comprensibilità nuova quando sono letti sullo sfondo delle tradizioni originarie dell'ebraismo.
Cristiani ed ebrei tra passato e avvenire. Triennio. Con il poster
Michel Rémaud
Libro: Libro in brossura
editore: EDB
anno edizione: 2002
pagine: 160
È indubbio che il concilio Vaticano II - in particolare con la dichiarazione Nostra aetate - abbia prodotto una svolta epocale nei bimillenari rapporti tra cristiani ed ebrei. Per aiutare a comprendere la portata di questo mutamento di prospettiva, in primo luogo l'autore risale sino alle origini dell'insegnamento tradizionale della Chiesa sugli ebrei, che trova le proprie radici nei primi secoli dell'era cristiana. Con acutezza di analisi, equilibrio e misura vengono affrontate questioni assai delicate, come il proverbiale antigiudaismo dei Padri: si indagano le motivazioni dei loro ragionamenti e il contesto storico in cui si sono sviluppate. La seconda parte del volume si sofferma sulla relazione che intercorre tra l'elezione d'Israele e l'identità della Chiesa. L'affermazione della perennità dell'elezione mai revocata di Israele con il conseguente superamento della teologia della sostituzione sono infatti carichi di conseguenze per la Chiesa, poiché portano dritto al cuore della sua identità. Per l'apostolo Paolo la Chiesa è infatti un corpo di ebrei e gentili, dove questi ultimi sono ammessi a partecipare della salvezza solo in quanto "innestati" sull'olivo buono, che è appunto Israele (cf. Rm 11). Lungi da pretese esaustive, il saggio sembra piuttosto volersi collocare all'inizio di un lungo percorso che obbligherà a un profondo rinnovamento nella riflessione teologica, che schiuderà nuovi orizzonti di cui è ancora difficile intravedere i contorni.

