Libri di Mario Longobardi
Specchi graffiati
Mario Longobardi
Libro: Libro in brossura
editore: Graus Edizioni
anno edizione: 2021
pagine: 87
Con "Specchi graffiati", l'autore tenta di scandagliare le verità più profonde dell'essere umano che, da sempre, porta dentro di sé traumi e ferite, ed è in lotta contro il proprio destino e in rapporto con la propria coscienza morale. Il linguaggio e le forme narrative, infatti, aderiscono di volta in volta al contenuto, variando a seconda del tema, delle caratteristiche dei personaggi e delle situazioni. Gli Specchi, disposti secondo un crescendo di intensità emotiva ed espressiva che va dal comico al tragico, in sostanza raccontano dolori di diversa natura che affondano le loro radici nella paura, insita nell'essere umano, di incontrarsi – e dunque, scontrarsi – con i propri limiti.
La trilogia degli inscontri
Mario Longobardi
Libro: Libro in brossura
editore: BooksprintEdizioni
anno edizione: 2014
pagine: 148
Tre le opere e tre le storie, ma uno solo il filo conduttore. Un unicum artistico, insomma. Sin dal titolo, questa pièce prima di Mario Longobardi ci rivela il suo carattere di narrazione, oserei dire, metafisica. Sì, perché il racconto prescinde dalla realtà della natura, dai suoi reali rapporti e leggi e crea quasi un'altra realtà, in cui soggetti, oggetti e azioni acquistano un significato nuovo, tutto suggestivo. La sfera emozionale si riduce, i gesti trasmettono segnali dal senso spesso impenetrabile, l'oggetto perde il suo valore funzionale e tutto diventa sempre più illogico. Si capovolge ogni criterio di verosimiglianza con la realtà e sono messi in scena personaggi che rompono il nesso logico con l'azione, esprimendo il vuoto attraverso un linguaggio senza significato, fatto di parole e gesti frammentati.
Vissendo (riflessioni diversamente scritte)
Mario Longobardi
Libro
editore: Aletti editore
anno edizione: 2016
pagine: 116
Mario Longobardi in questo cammino ritrova i visi di quanti hanno rappresentato per lui un punto di riferimento, nonché un'occasione di crescita personale. Ci sono il caro padre e la cara madre, l'amico, quello che c'è tuttora e quello che non c'è più, c'è la natura in tutte le sue manifestazioni, c'è la donna, più di una stella, più di una roccia, c'è il Dio che non brama ma ama, ci sono i bambini, quelli nati e quelli mai nati, i giovani, i vecchi, ci siete voi, ci siamo noi.
Commedie sparse in fila per due...
Mario Longobardi
Libro
editore: Aletti editore
anno edizione: 2015
pagine: 140
Mario Longobardi, in altalena costante tra denuncia e insofferenza, comicità e leggerezza, torna alla ribalta con "Commedie sparse in fila per due...", offrendoci ancora una volta seri e profondi spunti di riflessione su cui meditare e un genuino sorriso che riscalda il cuore. "Benvenuti a Cestino, il paese più bello del mondiale!" e "Dicono che sono un malato immaginario... Per amore?" sono le due "commedie sparse" di cui si compone l'opera ed entrambe si svolgono su tre livelli testuali: il livello psicologico, in quanto drammi di conflitti interiori e interpersonali; il livello sociale, in quanto drammi di denuncia; il livello meta-teatrale, in quanto drammi della possibilità del teatro stesso di essere "mondo" e "vita", di proporre una finzione che sa essere specchio della realtà e stimolo per l'uomo a "guardare" per "guardarsi".
Le peripezie di Popolino
Mario Longobardi
Libro: Copertina morbida
editore: Gruppo Albatros Il Filo
anno edizione: 2010
pagine: 61
Il romanzo "Le peripezie di Popolino" si pone al lettore in maniera eccentrica e originale. Ironico, satirico, rocambolesco. In alcuni racconti ci sono persone che "cinguettano" o che ululano invece di parlare. Ci sono frasi che sembra non abbiano senso, parole con significato opposto ma messe vicine ugualmente. Il personaggio di Popolino è irriverente, senza peli sulla lingua, confonde e annienta il raziocinio di ogni umano intelletto lasciando l'interlocutore senza parole. Si muove sulla scena inconsapevole e ignaro di quello che lo aspetta, riflette, fa e disfa il suo pensiero contorto ed enigmatico. Ma alla fine di tutto è lì che saluta i suoi spettatori invitandoli a sorridere.

