Libri di Giuseppe Ghigi
A Venezia si giuoca e si balla (1940-194...
Giuseppe Ghigi
Libro: Libro in brossura
editore: LA TOLETTA Edizioni
anno edizione: 2024
Il terrorista. Un film di Gianfranco de Bosio
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2024
pagine: 206
"Il terrorista" è un film del 1963 diretto da Gianfranco de Bosio ed interpretato, fra gli altri, da Gian Maria Volonté, Philippe Leroy, Anouk Aimée e Raffaella Carrà. Il regista si rifà alla sua esperienza nella Resistenza veneta, alla quale ha partecipato a Padova nel GAP comandato da Otello Pighin, medaglia d’oro al valor militare. Il film è stato restaurato in digitale 4k nel mese di febbraio 2024 dalla Lyre con la collaborazione della Titanus. Il volume è edito con il contributo del Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita del regista.
Si salvi chi può! Cinema, apocalisse e altri disastri
Giuseppe Ghigi
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2022
pagine: 144
Gli inizi del Novecento furono segnati da terremoti, eruzioni, massacri bellici che il cinema ha raccontato e documentato alimentando la sensazione collettiva dell’imminente apocalisse. La messa in scena visiva delle catastrofi solleticava certamente il gusto morboso delle platee dei cinema, ma accentuava anche la paura del presente. Il cinema apocalittico è a suo modo l’espressione del trauma della modernità trionfante, la concretizzazione visiva del pericolo immaginato e delle inquietudini sociali. In un certo senso, ciò che questi film fanno è “predire il futuro” mettendolo in scena: non rivelano quel che avverrà, ma quel che potrebbe accadere dilatando iperbolicamente l’immaginazione del rischio.
Oro e piombo. Il mercato della grande guerra. Pubblicità, cinema, propaganda. 1914-1918
Giuseppe Ghigi
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2017
pagine: 263
Nella prima Guerra mondiale, la propaganda che aveva il compito di mobilitare le masse trasse spunto dalla pubblicità e la pubblicità sfruttò il conflitto per vendere al meglio le merci, diventando al contempo parte integrante della comunicazione bellica. In definitiva la pubblicità si trasformava in propaganda così come la propaganda utilizzava la pubblicità: un intreccio diabolico costruito per vendere sia le merci che la guerra. Incuranti del massacro, della violenza, dei sacrifici che milioni di uomini erano costretti a subire, le aziende del fronte interno sfruttavano l'evento per aumentare i loro profitti: il patriottismo degli affari non aveva alcun pudore. Lo Stato divenne onnipresente nella vita sociale, e il marketing patriottico collaborò traendo profitto dalla guerra delle immagini. E in questo tragico contesto che nasce la moderna fabbrica del consenso.
Le ceneri del passato. Il cinema racconta la Grande guerra
Giuseppe Ghigi
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2014
pagine: 261
In cent'anni sono stati prodotti un migliaio di film sulla Prima guerra mondiale che hanno contribuito a costruire il visibile dell'immane tragedia. Pur in diverse modalità e funzioni, il cinema ha determinato figure stabili, simbologie, cliché, diventati nel tempo parte dell'immaginario bellico. Il volume li ripercorre mettendoli in relazione all'arte, alla letteratura, alle storiografie, ai sistemi politici, culturali, e ai valori del tempo in cui sono stati creati, perché ogni film è figlio di una memoria, contribuisce a crearla, ed è la "cenere" del presente e del passato.
Il tempo che verrà. Cinema e Risorgimento. 1905-2011
Giuseppe Ghigi
Libro: Libro in brossura
editore: Gambier Keller
anno edizione: 2011
pagine: 272
Il volume ripercorre la storia del cinema a tema risorgimentale dal 1905 al 2011. Le diverse memorie del processo di unificazione del Paese che i film ripropongono vanno dal Risorgimento "alla De Amicis" del periodo giolittiano, all'uso propagandistico contro il nemico austriaco prima dell'entrata in guerra nel 1915. Il fascismo, cooptando il Risorgimento nella grande storia della "stirpe", assegna a Cinecittà il compito di divulgare la nuova storiografia. Nel dopoguerra il Risorgimento verrà paragonato alla Resistenza, e in seguito - trascorsa la glorificazione per l'apoteosi del Centenario alla dialettica riforme/rivoluzione sessantottina, fino ad arrivare all'opposizione al processo unitario del cinema meridionalista e al pessimismo di "Noi credevamo" in cui eroi generosi e pasticcioni danno vita ad un "albero malato".
La memoria inquieta. Cinema e resistenza
Giuseppe Ghigi
Libro: Libro in brossura
editore: Libreria Editrice Cafoscarina
anno edizione: 2009
pagine: 358
Concepito per il corso di Storia del cinema italiano, il libro si rivolge anche ad insegnanti e operatori culturali che vogliano proporre il cinema sulla resistenza e usarlo didatticamente come "documento" della storia. Da "Roma città aperta" del 1945 di Roberto Rossellini, a "Il sangue dei vinti" del 2008 di Michele Soavi, si ripercorre la storia del cinema italiano del dopoguerra e insieme le relative posizioni della critica cinematografica, nonché, in filigrana, la storia del nostro paese.