Libri di Giovanni Gurisatti
Paradosso. Rivista di filosofia. Volume Vol. 1
Libro: Libro in brossura
editore: Il Poligrafo
anno edizione: 2025
pagine: 232
Il concetto di “tempo” rappresenta uno dei temi portanti e trasversali della riflessione filosofica occidentale. Al di là del quotidiano tempo cronologico, l’esperienza della temporalità rivela elementi di discontinuità ed eccezione, feconde anomalie che scardinano la visione convenzionale e continua del progresso, la misurabilità oggettiva del tempo fisico. Qual è la differenza tra l’istante ordinario e l’attimo straordinario? Come si connotano la dimensione intuitiva e intensiva della decisione e l’esperienza concentrata e improvvisa dell’evento? Il confronto con pensatori quali Nietzsche, Bloch, Bergson, Jünger, Benjamin, Heidegger, Sartre, Patocka, Ricoeur, Sontag, Irigaray intende restituire tutta la complessità e la ricchezza del dibattito contemporaneo sulla temporalità e le sue declinazioni. Ne deriva un vivo mosaico sul tempo dell’emergenza, del dramma, della catastrofe, della rivoluzione, della redenzione, del messianismo, dell’utopia, della melanconia, della libertà, della differenza sessuale e della creatività.
Il nodo di Gordio
Ernst Jünger, Carl Schmitt
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2023
pagine: 238
Oriente e Occidente. «Questo incontro», scrive Ernst Jünger in apertura del suo Nodo di Gordio, non soltanto occupa una posizione di primo piano fra gli avvenimenti mondiali, ma «rivendica di per sé un’importanza capitale. Fornisce il filo conduttore della Storia». Un incontro, tuttavia, che nella storia si è spesso trasformato in scontro: «Con tensione sempre rinnovata i popoli salgono sull’antico palcoscenico e recitano l’antico copione. Il nostro sguardo si fissa soprattutto sul fulgore delle armi che domina la scena ». Sono pagine apparse per la prima volta nel 1953, ma sembrano scritte oggi – mentre divampa più che mai la lotta planetaria tra l’Occidente globale liberaldemocratico e l’Oriente dello Stato totale. Ma per Jünger il nodo Oriente-Occidente è una polarità elementare, archetipica, simbolica, che contrassegna in modo costante l’umanità intera nella sua sostanza, e ogni singolo uomo nella sua anima. È l’opposizione tra mythos ed ethos, potere tellurico e luce, dispotismo e libertà, arbitrio e diritto. Una visione che non poteva trovare perfettamente concorde l’amico Carl Schmitt, che due anni dopo l’uscita del Nodo di Gordio replica con uno scritto in cui a quell’archetipica polarità sostituisce la contrapposizione fra terra e mare: da una parte il mondo continentale dell’Oriente (Russia e Asia, ovvero il nomos), dall’altra il mondo marittimo dell’Occidente (Inghilterra e America, ovvero la techne). Nel mezzo, l’Europa. E i due ritroveranno un’intesa nel prefigurarla quale «centro di gravità», capace di favorire, come Terza Forza, «l’unità del pianeta».
L'inizio della filosofia occidentale. Interpretazione di Anassimandro e Parmenide
Martin Heidegger
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2022
pagine: 313
Tenuto nel 1932 e dedicato all'interpretazione di Anassimandro e Parmenide – insieme a Eraclito i «pensatori iniziali» della filosofia occidentale –, questo corso universitario rappresenta una vera e propria cesura nel percorso di Heidegger dopo Essere e tempo, e si inserisce nella celebre «svolta» inaugurata dal saggio del 1930 sull'Essenza della verità. Compito della filosofia è ormai per Heidegger, impegnato nella ricerca di tale essenza, quello di rievocare la forza delle parole più elementari del pensiero delle origini – phýsis, alétheia, noûs, lógos – mediante una comprensione prefilosofica, cioè preplatonica e prearistotelica, del fenomeno della verità. Si tratta cioè di compiere quel passo indietro che permette di ripensare in modo ancora più iniziale l'inizio del pensiero occidentale, prima della soglia che dà accesso alla storia della metafisica: non già per operare una ricostruzione filologica e storiografica, ma nella prospettiva che tale «inizio più iniziale» possa essere «ripetuto» e, soprattutto, trasformato in un nuovo inizio, promosso da un'umanità futura in modo ancora più originario. Sicché, conclude Heidegger, «l'inizio non sta più dietro di noi, alle nostre spalle, bensì sta davanti a noi in quanto compito essenziale della nostra più propria essenza».
Il gotico
Wilhelm Worringer
Libro
editore: Mimesis
anno edizione: 2020
pagine: 220
Nel 1911, in pieno clima espressionista, Wilhelm Worringer pubblica questo originale studio sul Gotico, che segue il fortunato volumetto Astrazione e empatia (1908), destinato a diventare uno dei manifesti teorici dell'arte d'avanguardia. Il suo obiettivo polemico è porre fine all'identificazione fra la teoria dell'arte e un'estetica basata, nelle sue categorie interpretative, sul fenomeno stilistico classico e sul suo ideale canonico del bello artistico come mimesi empatica del bello naturale. Worringer smaschera il falso universalismo dell'estetica classicista, che non solo impedisce di comprendere ampi settori della storia dell'arte che si sottraggono ai suoi valori e ai suoi criteri, ma legittima anche un approccio discriminatorio che suddivide arbitrariamente tale storia in epoche di splendore e di decadenza. Ecco allora la centralità sia metodologica che contenutistica di quel "grandioso, inconciliabile fenomeno di opposizione al Classico" che fu il Gotico e che la peculiare psicologia dello stile artistico di Worringer ci presenta in tutta la sua complessa e intrigante modernità.
Est/etica ontologica. L'uomo, l'arte, l'essere in Martin Heidegger
Giovanni Gurisatti
Libro: Copertina morbida
editore: Morcelliana
anno edizione: 2020
pagine: 369
Che cos'è l'uomo per Heidegger? È vero che l'autore di Essere e tempo e della Lettera sull'"umanismo", ammaliato dalla questione dell'Essere, nel complesso sviluppo della sua opera ha trascurato se non rimosso la questione dell'etica, nel timore di non riuscire a svincolarsi da un'immagine dell'uomo ancora troppo compromessa con l'antropocentrismo della tradizione metafisica? Qual è il rapporto tra la concezione heideggeriana dell'arte e della poesia e la sua etica? È possibile che il nesso tra etica ed estetica sia in Heidegger talmente stretto, dal punto di vista ontologico, da potersi concepire come una vera e propria "est/etica" dell'esistenza, culminante nell'idea dell'abitare? Infine: quale è la relazione fra tale est/etica dell'abitare e l'atteggiamento di Heidegger nei confronti della tecnica e della politica? Queste alcune delle domande cui si tenta qui di rispondere, tornando a ripercorrere in una nuova prospettiva alcuni tratti del cammino lasciato interrotto da uno dei pensatori più decisivi e controversi del Novecento.
L'animale che dunque non sono. Filosofia pratica e pratica della filosofia come est-etica dell'esitenza
Giovanni Gurisatti
Libro
editore: Mimesis
anno edizione: 2016
pagine: 476
"Non si capisce un filosofo se non cercando di capire bene ciò che intende dimostrare, e in verità non dimostra, sul limite tra l'uomo e l'animale". Queste parole di Derrida, presenti nel suo celebre L'animale che dunque sono, autorizzano a prendere sul serio la questione teoretica dell'"animale" e del rapporto tra filosofi e animali, filosofia e animalità. Partendo dalla riflessione di Derrida, questo libro si allontana tuttavia dalla sua prospettiva, reimpostandola criticamente: è infatti dal punto di vista eminentemente pratico, e non teoretico, che, per chi scrive, va affrontata la questione animale, ed è nella sfera pratica, cioè del carattere, del comportamento e dell'agire, del modo di essere e di vivere, che vanno verificate e stabilite le inevitabili affinità, ma, soprattutto, le insormontabili differenze tra uomini e animali. La via prescelta per un rinnovato confronto tra le due sfere del vivente è dunque quella della "filosofia pratica come pratica della filosofia", e l'approdo è costituito da una "est-etica" dell'esistenza che matura in un rapporto elettivo tra ethos spirituale e aisthesis corporea, cura di sé e arte del vivere. Al cuore di tale est-etica, che - secondo la lezione di Foucault - si richiama all'antica askesis, può collocarsi anche, non da ultimo, la cura e preoccupazione per quell'Altro di cui anche l'animale fa parte, e che l'uomo può attuare solo all'apice di una humanitas che ha saputo prendere distacco dalla animalitas.
Scacco alla realtà. Estetica e dialettica della derealizzazione mediatica
Giovanni Gurisatti
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2012
pagine: 352
Infuria il dibattito sulla realtà e il postmoderno. Per la loro migliore comprensione, si offre qui una breve storia del processo di perdita della realtà, a partire dai primi decenni del XX secolo, dovuta alla massiccia profusione di immagini e apparenze da parte dei mass media: fotografia e cinema, radio, televisione, reti informatiche e PC. È quel che già Nietzsche chiama il "diventare favola" del mondo vero, e che Benjamin, Adorno, Anders, Debord, Baudrillard, Vattimo definiscono allegoria, illusione, fantasma, spettacolo, simulazione, interpretazione. Che il Novecento sia il secolo dello scacco alla realtà imposto dalla derealizzazione mediatica è chiaro, ma diversi sono gli atteggiamenti e le strategie che ciascuno propone di adottare: c'è chi lo considera una iattura da combattere, chi invece lo ritiene una chance di emancipazione. Benjamin parla di risveglio, Adorno di alienazione; Baudrillard di terrore, Vattimo di libertà. Ma la vera questione è quella pratica, qui affrontata nella prospettiva di una estetica della derealizzazione, che si muove nel tentativo di coniugare apertura estetica verso le apparenze e capacità etica di governare le apparenze stesse.
Caratterologia, metafisica e saggezza. Lettura fisiognomica di Schopenhauer
Giovanni Gurisatti
Libro
editore: Il Poligrafo
anno edizione: 2002
pagine: 392
Pensatore eccentrico e ribelle, ostile alla filosofia universitaria e ricambiato da quest’ultima con un altrettanto testardo silenzio, Schopenhauer ha goduto tuttavia di una vasta fortuna presso il grande pubblico e ha svolto una funzione decisiva nello sviluppo del pensiero moderno e contemporaneo. Senza di lui non si capirebbero né Wagner né Nietzsche né quella metafisica del pessimismo che tanta parte ha avuto nella formazione dell’anima tedesca e nella cultura europea del Novecento. La presente monografia, uscita in prima edizione nel 2002 con una presentazione di Franco Volpi, è sistematicamente basata non solo sulla sua opera edita ma anche sulle sue carte postume, sfruttandole a tutto campo per lumeggiare da una nuova angolatura l’insieme del suo pensiero. L’ottica “caratterologica” assunta da Gurisatti consente di scoprire che lo Schopenhauer sottile psicologo, fine conoscitore di uomini e “fisionomo” non è affatto un’espressione divagante e magari bizzarra del suo genio esuberante. Essa è piuttosto il coerente punto di sutura tra le due componenti, entrambe essenziali, del suo sistema: la metafisica della volontà e la saggezza di vita, la filosofia teoretica e quella pratica.
Costellazioni. Storia, arte e tecnica in Walter Benjamin
Giovanni Gurisatti
Libro: Copertina morbida
editore: Quodlibet
anno edizione: 2009
pagine: 384
A settant'anni dalla sua tragica scomparsa, l'opera di Walter Benjamin continua a suscitare un fervido interesse, soprattutto per le sue rivoluzionarie aperture nei confronti di un nuovo modo "politico" di concepire la storia, l'arte e la tecnica, al tramonto dei tradizionali paradigmi filosofici di comprensione dell'esistente. Ma proprio in quanto assume le forme del saggio, dell'articolo, della recensione, essa è rimasta spesso vittima del suo stesso carattere frammentario, che ne ha ostacolato la collocazione perspicua nell'ambito del pensiero. Con l'intento di sopperire a tale difficoltà, questo libro fornisce una lettura selettiva ma unitaria della produzione di Benjamin, individuando la "costellazione" che ne costituisce la struttura portante - quella di Barocco, Moderno e Avanguardia -, e delineando la "costellazione di pericoli" contro cui essa, a detta dello stesso Benjamin, storicamente si è mossa, quella del nazismo e dei suoi supporters. Ma questo studio è anche un contributo alla storia dell'estetica contemporanea. Sia perché a tema, in esso, sono l'arte, la pittura, la poesia, la letteratura, l'architettura, come furono concepite da Benjamin e dagli autori con i quali, e contro i quali, la sua opera ebbe a che fare. Ma anche perché Benjamin ci ha insegnato a considerare un problema estetico non solo l'arte, ma anche la tecnica in sé e la tecnologia delle immagini, nonché, tutte le forme concrete della cultura urbana.
Schopenhauer, maestro di saggezza
Giovanni Gurisatti
Libro: Libro in brossura
editore: Angelo Colla Editore
anno edizione: 2007
pagine: 200
Dizionario fisiognomico. Il volto, le forme, l'espressione
Giovanni Gurisatti
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2006
pagine: 546
Il volume, concepito con una struttura sistematica, organizzata per voci, vuole narrare una storia, quella dell'arte di interpretare il volto, il corpo, il gesto come espressione del carattere dell'uomo, arte "fisiognomica" che vanta una tradizione millenaria, da Ippocrate a Kassner. Anche le forme, però, i fenomeni naturali, le parole, le scritture, le opere, e perfino la città e la storia, sono espressione di un carattere, e chiedono di essere interpretate "come se" avessero, anzi fossero volto e corpo. C'è quindi anche un'estetica "fisiognomica" delle forme, dotata di una lunga storia, forse meno nota, ma non meno affascinante, che giunge a ridosso dell'ermeneutica contemporanea, da Benjamin a Gadamer.

