Libri di Giancarlo Cosenza
Passeggiate procidane. Ambiente naturale e architettura senza architetti
Giancarlo Cosenza, Lucia Ruocco
Libro: Copertina morbida
editore: CLEAN
anno edizione: 2021
pagine: 112
Procida: capitale della cultura 2022. Il libro è una colta, seducente passeggiata a Procida tra le architetture senza architetti. Un atto d'amore per l'isola, per la sua storia, per il suo territorio, per il suo mare, per le sue tradizioni, per i suoi abitanti, per la sua straordinaria architettura, tra le più significative del Mediterraneo. Un apparato fotografico d'epoca in bianco e nero, realizzato negli anni '60, anni in cui la struttura architettonica dell'isola appariva integra nella sua bellezza, con una spettacolare sequenza di immagini attuali realizzate da drone e una serie di puntuali contributi critici e appassionati ricordi, che fanno di questo libro un prezioso contributo alla conoscenza e alla difesa dell'isola. Con scritti di Giuseppe Pagano, Bernard Rudofsky, Luigi Cosenza, Toti Scialoja, Peppe Barra.
Procida. Un'architettura del Mediterraneo. Ediz. italiana e inglese
Giancarlo Cosenza, Mimmo Jodice
Libro: Libro in brossura
editore: CLEAN
anno edizione: 2016
pagine: 232
L'abitazione a Procida partecipa all'esperienza sorta nel vicino Oriente e lungo le sponde meridionali del Mediterraneo, trasmessa in occidente e in oriente nei propri contenuti e nelle tecniche esecutive. Una moltitudine di anonimi esecutori opera nell'unità economica, sociale e culturale di quest'ambiente marittimo, in un continuo processo ripetitivo di utilizzo degli elementi costruttivi, interpretati e spesso esaltati dalle singole capacità creative. Sono realizzati così pure a Procida, nell'attività dell'uomo diretta all'esecuzione della propria casa, gli obiettivi generali e i valori espressivi coerenti con la difesa attenta dalle condizioni climatiche, definiti dai materiali adoperati e dall'impianto strutturale. Il processo costruttivo dell'abitazione collettiva, anche in questa isola del golfo di Napoli, avviene nel tempo lungo e nel riproporsi costante dei metodi impiegati. E gli uomini, committenti o esecutori, lo affrontano con criteri estranei all'accaparramento di risorse o a procedimenti speculativi. In questa vicenda l'uomo produce quanto occorre per le proprie esigenze e il proprio ricovero; non vi è sfruttamento perché è improponibile sottrargli parte del suo lavoro. Questa condizione consente una stabile situazione di equilibrio dell'ambiente trasformato, un'ampia qualità degli spazi e la totale razionalità dei volumi. Così l'abitazione assume nel procedere storico il senso di soluzione dei bisogni reali della vita in comune.