Libri di F. Petrocchi (cur.)
Le parole di Dante. Inedite letture televisive (1965)
Giorgio Petrocchi
Libro: Copertina morbida
editore: Cesati
anno edizione: 2016
pagine: 110
"Le 'Letture dalla Divina Commedia' di Giorgio Petrocchi qui riproposte se raffrontate ad altri suoi scritti danteschi appariranno certamente inconsuete; ma tali furono sin dalla loro elaborazione, essendo legate a un progetto di ampia divulgazione dell'opera messo a punto sul finire del 1965 e i primi mesi dell'anno seguente, ovvero nelle settimane che segnavano l'uscita della edizione critica della Commedia pubblicata da Mondadori. Si tratta di una tappa singolare del lungo itinerario dantesco di Petrocchi, chiamato allora a cimentarsi, da studioso e docente universitario, con il medium televisivo della RAI d'epoca che consentiva al sistema tradizionale della lectura esegetica della Commedia di orientarsi e irradiarsi verso il nuovo ed eterogeneo 'pubblico' televisivo, quasi a ideale ma innovativo prolungamento delle celebrazioni ufficiali e accademiche per il VII Centenario della nascita di Dante tenutesi in Italia e all'estero, foriere di importanti acquisizioni critiche depositate nella stampa di studi, saggi e atti di convegni e conferenze nazionali e internazionali." (dalla premessa di Francesca Petrocchi)
Classici del credere. Tasso, Manzoni, gli eredi di Dante
Giorgio Petrocchi
Libro: Copertina morbida
editore: Aracne (Genzano di Roma)
anno edizione: 2021
pagine: 212
La ricerca di Giorgio Petrocchi ha sempre osservato, con finezza e pacato ascolto dei testi e degli autori, quel manifestarsi - in ogni opera di creazione - di «segnali e messaggi» d'interiorità, altrettanto l'«ardente luminosità» degli eroi manzoniani, quanto le «perplessità morali» del Tasso, giudicate con «magnanima, veneranda, dolce e mansueta» serenità, come avrebbe detto il suo Gioberti. Del suo stile critico dovremmo dire quanto lo stesso Petrocchi attribuiva a Borges: «con la sua sete inesauribile di esperire e di sapere, col suo sottilissimo calamo di pietà, con la sua ansia morale, la sterminata cultura, l'affabilità e il nitore della scrittura, il ritmo suggestivo della pagina».

