Libri di C. Muscato
Filosofia, religione e critica della modernità
C. Bonvecchio, C. Muscato, L. Vaiana
Libro
editore: Qanat Production
anno edizione: 2018
pagine: 154
Il libro riunisce e analizza l'intreccio di relazioni che caratterizzano la triade di temi che compongono il titolo. Delle tre parti in cui si articola, la prima affronta il tema di Dio nel rapporto con il nomos, individuando nella scomparsa del divino, simbolicamente annunciato dalla sentenza nietzschiana della morte di Dio, l'atto di nascita e il compimento della modernità. Il significato specifico della secolarizzazione che investe il nomos è che, perdendo il suo carattere di sacralità, esso diviene prima legge di natura e poi costruzione formale ed astratta, priva di qualsiasi valore simbolico finendo con l'imporsi solo per la forza o per l'ideologia che lo sostiene. Perdendo in tal modo anche la sua razionalità, il nomos perde anche la sua umanità attraverso l'autosacrificio dell'uomo perpetrato emblematicamente dai tragici eventi distruttivi del Novecento: Auschwitz, Hiroshima, Nagasaki. La seconda e la terza parte del libro prendono in esame la riflessione di due pensatori influenti ma controversi del Novecento: George Santayana e Leo Strauss.
Il pesce d'Aprile. Giuseppe Pitrè 1891
Libro: Copertina morbida
editore: CMD Edizioni
anno edizione: 2015
pagine: 56
L'opera, è una sintesi della variegata personalità di Giuseppe Pitré, dello scrittore che, nell'indagare l'origine dell'antica e arcana usanza degli scherzi del primo giorno del mese d'aprile, tradizione avvolta nella suggestione del mito, guarda non solo alle tradizioni popolari siciliane, ma anche a quelle italiane e straniere. Il lettore potrà trovare in questo testo un esempio della grande capacità di questo scrittore di confrontare culture anche molto distanti tra di loro e potrà notare come usanze, che a prima vista potrebbero sembrare molto diverse, siano messe direttamente a confronto.
Platone e il vedanta
Libro: Libro in brossura
editore: Tipheret
anno edizione: 2014
pagine: 136
Molti indizi lasciano intravedere delle significative affinità tra il pensiero platonico e il pensiero indiano, che, se approfondite, rivelano l'unità della Tradizione sapienziale, al di là di confini spazio-temporali. Tuttavia questo tema rimane poco esplorato dalla ricerca accademica, costituendo una lacuna che lascia nell'ombra alcuni aspetti del complesso pensiero platonico. Il volume "Platone e il Vedanta" si propone di colmare, almeno in parte, questa lacuna, presentando ai lettori italiani due interessanti articoli sull'argomento apparsi in lingua inglese, il primo su Platone e lo Yoga e l'altro su Platone e le Upanishad, con un saggio introduttivo, Discriminazione tra sé e non sé in Platone, che traccia un parallelismo tra il Drig-Drishya-Viveka attribuito a Shankaracharya e l'Alcibiade I di Platone. I due articoli sono: Platone nella luce dello Yoga di Jeffrey Gold, docente di filosofia antica presso il Philosophy Department della East Tennessee State University, e Platone e le Upanishad dell'indologo Nicholas Kazanas, già Direttore dell'Omilos Meleton Cultural Institute di Atene.

