Libri di Sergio Buonadonna
Quando Palermo sognò di essere Woodstock
Sergio Buonadonna
Libro: Copertina morbida
editore: Navarra Editore
anno edizione: 2020
pagine: 288
Sergio Buonadonna, con i contributi di Beatrice Agnello, Vittorio Bongiorno, Gian Mauro Costa, Franco La Cecla, Francesco La Licata, Beatrice Monroy, Alberto Stabile, Piero Violante, racconta la nascita, i "dietro le quinte", le curiosità del festival Palermo Pop 70, fortemente voluto dall'imprenditore italo-americano Joe Napoli, rimasto per sempre nell'immaginario culturale italiano: una piccola Woodstock che ha fatto sognare generazioni di appassionati di musica. Trecento artisti si alternarono sul palco: da Duke Ellington ad Aretha Franklin, da Johnny Halliday ad Arthur Brown, dai Colosseum ai Black Sabbath, da Fausto Leali ai Ricchi e poveri a Bobby Solo, e a condurre era un giovanissimo ma già brillante Paolo Villaggio. Il testo è alla sua seconda edizione, aggiornata con due capitoli inediti.
Rosso doge. I dogi della Repubblica di Genova dal 1339 al 1797
Sergio Buonadonna, Mario Marcenaro
Libro: Libro in brossura
editore: De Ferrari
anno edizione: 2019
pagine: 222
Il volume ripercorre le biografie dei centosettantatré Dogi della Repubblica di Genova che hanno guidato la Superba dal 1339 al 1797. Quattro secoli e mezzo di potere, conflitti, ascese e cadute nelle storie delle grandi famiglie; prima i Fregoso e gli Adorno, poi gli Spinola, i Lomellini, i Grimaldi, i Doria, i Giustiniani, i Durazzo, per finire con i Brignole Sale, i Pallavicino, i Cambiaso. Nel libro rivivono i rapporti della Repubblica di Genova con l'Oriente, la Chiesa genovese, il Papato e le potenze di Spagna, Francia e Austria e rivivono soprattutto la nascita e la affermazione di potentati economici - singole famiglie e gruppi di potere - che costituirono il nerbo portante e il cuore della finanza mondiale nel Cinquecento e nel Seicento.
Quando Palermo sognò di essere Woodstock
Sergio Buonadonna
Libro: Libro in brossura
editore: Navarra Editore
anno edizione: 2020
pagine: 272
Da Duke Ellington ad Aretha Franklin, da Johnny Halliday ad Arthur Brown, dai Colosseum ai Black Sabbath a tantissimi altri: dal 16 al 19 luglio 1970 Palermo ospitò i nomi più significativi della scena musicale pop mondialeSono trascorsi cinquant'anni dai tre indimenticabili giorni che portarono la Sicilia sotto i riflettori di tutto il mondo: nel mese di luglio 1970 i cantanti e i musicisti più interessanti e dirompenti del panorama culturale si diedero appuntamento a Palermo.
Guida alla seconda Repubblica. Il chi è del nuovo parlamento e del governo. Le biografie degli eletti. Tutte le chiavi per conoscere i segreti del Palazzo
Sergio Buonadonna, Roberto Ginex
Libro
editore: Arbor
anno edizione: 1994
pagine: 364
L'imbroglio
Sergio Buonadonna, Massimo Novelli
Libro: Libro in brossura
editore: Area Navarra
anno edizione: 2023
pagine: 234
Un maledetto imbroglio di mafia e politica quello che lega l'uccisione del Commissario Tandoy del 1960, a capo della squadra mobile agrigentina, e la morte dei cronisti Mauro De Mauro e Ezio Calaciura che del caso si occuparono sulle pagine de "L'Ora" additandone la matrice mafiosa e il ruolo dello Stato. Il 30 marzo 1960 venne ucciso ad Agrigento il commissario Aldo Tandoy, capo della Squadra mobile, e con lui lo studente Ninni Damanti colpito da una pallottola vagante. Dell'omicidio venne accusato il presunto amante della moglie: il professore Mario La Loggia, primario dell'Ospedale psichiatrico, e fratello di Giuseppe La Loggia esponente della DC, ex Presidente della Regione Sicilia e in corsa per la presidenza del Banco di Sicilia. Ma la pista passionale era un penoso tentativo di depistaggio per colpire le ambizioni politiche dei La Loggia e insabbiare la matrice mafiosa. E fu anche la prima trattativa Stato-mafia, come il libro rivela. Gli assassini temevano che Tandoy, trasferito a Roma, potesse dire quel che aveva taciuto della guerra di mafia agrigentina e della faida interna alla Dc. Sul caso scrissero dalle colonne de "L'Ora" Mauro De Mauro e il giovane reporter agrigentino Ezio Calaciura, che con coraggio aprì il tema delle responsabilità, anche di Tandoy. De Mauro scomparve il 16 settembre del 1970, e tra le cause della sua eliminazione si segnala pure il delitto Tandoy, così come di una pista che portava alla mafia agrigentina. Calaciura, che sul sequestro di De Mauro stava indagando, morì in un misterioso incidente stradale in Calabria nel marzo del 1973, che per i suoi famigliari fu invece un omicidio. L’imbroglio segue dunque il filo rosso che intreccia i destini di Tandoy, De Mauro e Calaciura e vuole essere un tributo ai due giornalisti di cui raccoglie i principali articoli ma non trascura gli inquietanti interrogativi mai risolti sul sequestro De Mauro. Con un sorprendente finale.