Libri di Salvo Piparo
La storia non finisce qui. Giuseppe Caldara ‘u tabaccaru
Vito La Marca
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni L'Arca di Noè
anno edizione: 2025
pagine: 232
«Il mio cunto cammina insieme a quello di chi racconta la città e la sua gente: nell'oralità, nell'improvvisazione che è scintilla, nello “stato di grazia” che accade quando la memoria diventa voce e la voce, visione. Questa è la stoffa con cui è tagliato anche questo libro». Dalla prefazione di Salvo Piparo I fatti narrati ne "La storia non finisce qui" si ispirano ad eventi realmente accaduti il 27 e il 28 gennaio 1850, quando a Palermo si consumò l'epilogo più drammatico dei moti rivoluzionari siciliani. Ma la storia affonda le sue radici più lontano, per comprenderla occorre risalire al gennaio del 1848, quando il popolo siciliano, primo in Europa, insorse reclamando libertà e autonomia dopo il tradimento del re Ferdinando I, che aveva decretato la cancellazione del Regno di Sicilia.
400Anni. Il Festino di Santa Rosalia fra tradizione, devozione e futuro
Salvo Piparo
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Flaccovio Dario
anno edizione: 2024
pagine: 176
Dalla Tradizione al futuro, dalla Peste antica a quella d'oggi nei suoi volti più crudi, dalla Storia alle storie, l'aedo Salvo Piparo trae ispirazione per i suoi Cunti qui raccolti. Dentro e sopra a tutto canta a Rosalia, Giovane decisa, Santa venerata, Donna testimone della libertà di fare le proprie scelte e rispettarle, in un poetico narrare le tante facce di una Devozione no gender e in perenne ascesa, al di là di confini geografici e confessioni religiose. #laMasculiata, ascoltabile subito via QRCode e #ilRosabolario concludono questo atto d'amore verso la Patrona di Palermo in occasione del 400° Festino a 400Anni da quel 1624 in cui la Città fu liberata dalla peste.
Lo scordabolario. Il vocabolario delle palore palermitane scordate
Salvo Piparo
Libro: Libro in brossura
editore: Flaccovio Dario
anno edizione: 2020
pagine: 176
I palermitani una cosa la sanno: cu avi lingua passa u mari, questo perché il palermitano non è padrone manco a casa sua, ma della sua lingua lo è, eccome. Pensiamo, per esempio, a come usa la parola cosa: "Sei cosa da prenderti a legnate", "Sei una cosa inutile", "C'è cosa?", "Cosa fitusa!". Oppure a chi va a chiedere un favore: "Assessò, ma quella cosa?", e alla risposta lapidaria: "Quella cosa sta camminando!". Che poi da noi la mafia si chiama Cosa Nostra! Nel tempo, certe parole si sono impossessate di noi, altre invece sono state dimenticate, come calzini sporchi in fondo al bucato. In questo libro che hai tra le mani, Salvo Piparo ti aiuta a riscoprirle, perché lo Scordabolario è il vocabolario delle 'palore' palermitane scordate. E non solo! Riuscirai anche a vederle! Sfoglia e scopri perché.

