Libri di S. Marini
Vesper. Rivista di architettura, arti e teoria-Journal of architecture, arts & theory. Volume 3
Libro: Copertina morbida
editore: Quodlibet
anno edizione: 2020
pagine: 208
La selva torna nella cultura europea sia come immagine, capace di riassumere i caratteri dei luoghi e le modalità di attraversamento degli stessi, sia come realtà: l'avanzata dei boschi e la presenza di aree selvagge e selvatiche in città sono fatti concreti e in continua espansione. I due piani di lettura della selva, quello che la assume come figurazione per interpretare il reale e quello che la analizza come spazio evidente, chiedono la codifica di strumenti e modi per abitare questo luogo ignoto.
Sperimentazione e modelli. Per le Scuole. Volume Vol. 2
S. Marini, L. D'Elia
Libro
editore: Poseidonia Scuola
anno edizione: 2000
pagine: 328
Moduli di fisica in laboratorio. Per le Scuole superiori
S. Marini, L. D'Elia
Libro
editore: Poseidonia Scuola
anno edizione: 1998
pagine: 272
Sperimentazione e modelli. Con quaderno degli esercizi. Per le Scuole. Volume Vol. 1
S. Marini, L. D'Elia
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Poseidonia Scuola
anno edizione: 2000
pagine: 384
Macchine sceniche. La dimensione teatrale dell'architettura e alcune mise-en-scène
Libro: Copertina morbida
editore: Nicomp Laboratorio Editoriale
anno edizione: 2019
pagine: 178
La dimensione teatrale in architettura è un giano bifronte: spesso usata come traslato, metafora del progetto, è anche, al contempo, un evidente e concreto campo di lavoro, uno strumento di verifica e alterazione della città, un modo di intendere e costruire lo spazio. Diverse esperienze del teatro di avanguardia italiano, città temporanee della politica, riproposizioni alterate della canonica concezione del manufatto teatro, spazi costruiti per precise esecuzioni musicali ricordano un nesso diretto tra architettura e mise-en-scène. I contenuti, le opere, le cronache, i fatti delle stesse esperienze sono capisaldi di altre discipline: del fare teatro, della politica nazionale, della storia della musica; ma raramente sono state lette come cardini dell'architettura e come segni di un quadro indiziario della teoria del progetto. In tutti i casi la trasfigurazione dello spazio si offre come potenziale da evocare o da accendere, è un'energia già presente nelle cose: il compito del progetto è individuare questa latenza e attivarla.
Dessiner sur l'herbe. Architetti per il paesaggio
Libro: Libro in brossura
editore: Il Poligrafo
anno edizione: 2006
pagine: 148
Oltre il giardino. Dessiner sur l'herbe 2006
Libro: Libro in brossura
editore: Il Poligrafo
anno edizione: 2007
pagine: 448
Il palinsesto paesaggio e la cultura progettuale
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2010
pagine: 120
Il volume ospita contributi di cultori dell'urbanistica, dell'architettura, dell'arte, del paesaggio e delle discipline della rappresentazione. In un connubio cementato da un sentire che si oppone alla tendenza a guardare l'architettura, la città o il territorio secondo prevalenti istanze tecniciste e categorie puramente economiche o al contrario secondo formalismi estetizzanti, il volume si orienta verso quei fondamenti teorici e di pensiero nonché a quegli aspetti umanistici e fenomenologici che portano a concepire il paesaggio come un palinsesto. Dal momento che "l'ambigua duplicità del paesaggio, insita nel fatto di essere esterno al nostro corpo ma al tempo stesso di attivarne i sensi, ci costringe a riscoprire e sperimentare dispositivi altri rispetto a quelli della pianificazione funzionale, o della progettazione razionalista", il palinsesto paesaggio è continuamente soggetto a cancellature e riscritture: pertanto ci offre la possibilità di considerare il progetto in un'ottica proiettiva e trasformativa, relazionale, fuori da schemi canonici e dalla gabbia dell'oggettività, ma coinvolto nella dimensione del vissuto e del sentire individuale e collettivo.
The landscape of Waste
Libro: Libro in brossura
editore: Skira
anno edizione: 2011
pagine: 128
Lo scarto sembra oggi rappresentare nuova materia per il progetto, non solo come materiale ma come questione che impone una revisione degli strumenti della trasformazione: dall'analisi alla restituzione grafica, alla definizione stessa di architetture e paesaggi. Il resto come palinsesto su cui stratificare nuove realtà, la raccolta differenziata come strategia di conoscenza dei sistemi, la lettura etimologica del termine come punto dal quale partire per fissare coordinate spaziali e bibliografiche, il collezionismo di brandelli del passato e il loro nuovo disporsi, la ripetizione come altra forma di elencazione di scarti e loro nuova significazione sono le possibilità che il progetto mette in atto per costruire una seconda possibilità di senso di ciò che è stato rifiutato. Posizionamenti, scomposizioni, moltiplicazioni, disposizioni, ripetizioni sono strutture organizzative per operare con la parte e non più con l'intero, con lo scarto e non più e solo con l'opera compiuta e conclusa in sé. Il testo propone scene e scenari, strategie e tattiche, costruzioni fisiche e teoriche per lavorare con i resti della modernità anelando alla nuova vita delle macerie.
L'architettura degli spazi di lavoro. Nuovi compiti e nuovi luoghi del progetto
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2012
pagine: 144
Il libro affronta il tema lavoro che, nel quadro articolato delle trasformazioni sociali ed economiche in atto, assume una centralità rinnovata anche per le discipline che si occupano del disegno degli spazi che lo accolgono. Da un lato si assiste alla riorganizzazione del sistema egemone negli ultimi trent'anni: gli spazi del lavoro non sono più semplici edifici industriali ma nuove realtà dotate di laboratori, centri studi, spazi di relazione con il pubblico e con il paesaggio. Prende dunque corpo una revisione del modello di città sociale che in Italia ha segnato profondamente la progettazione architettonica e urbana, sulla scia di quanto accaduto per la Olivetti. Il Diesel Village a Breganze e le diverse factory che nascono oggi occupando complessi industriali dismessi rappresentano il controcampo della crisi dei capannoni diffusi. Dall'altro lato la dismissione della produzione fisica di materiali ed oggetti crea una diversa strutturazione di reti per la produzione immateriale di idee o servizi: nuovo lavoro si costruisce sugli spazi marginali o abbandonati del territorio, motori latenti di uno sviluppo alternativo.
Esercizi di postproduzione
Libro: Libro in brossura
editore: Aracne
anno edizione: 2014
pagine: 128
Nuovi cicli di vita o di senso vengono predisposti e progettati in ogni campo della produzione, compreso l'immateriale. La postproduzione e il problema della scelta di cosa rimettere in circolo accomunano azioni sulla materia (architettura e città) e "nuove" direzioni culturali (riproposizione di opere già esposte). Il volume, a partire da questi assunti, è strutturato in tre capitoli: il primo dedicato alla teoria, il secondo incentrato sulle strategie del recycle, il terzo volto ad indagare i cicli di vita delle metropoli. Sono qui raccolti testi di Aldo Aymonino, Roberta Bartolone, Giuseppe Caldarola, Giorgia De Michiel, Enrico Fontanari, Antonella Gallo, Sara Marini, Valerio Paolo Mosco, Vincenza Santangelo.
Re-cycle Op-positions 2
Libro: Libro in brossura
editore: Aracne
anno edizione: 2014
pagine: 196
Re-cycle Op_positions I e II raccolgono gli atti dell'omonimo convegno che si è tenuto presso l'Università Iuav di Venezia a cura di Renato Bocchi e del Laboratorio Re-cycle. I due volumi riguardano rispettivamente il primo le due sessioni etico/estetico, ecologico/economico, il secondo le altre due sessioni noto/innovativo, autoriale/politico. Le coppie oppositive (op_positions,) hanno avuto lo scopo di generare un dibattito e una presa di posizione (positions,) più chiara e incisiva possibile sui modi di interpretare il tema del riciclo negli ambiti disciplinari dell'architettura, dell'urbanistica e del paesaggio. Alcuni contributi sono in forma di manifesto, altri di saggio: i primi sono il risultato di una call interna alla rete di ricerca, i secondi corrispondono sostanzialmente alle relazioni presentate al convegno. Il filosofo Rocco Ronchi, l'economista Ezio Micelli, il critico d'arte Marco Senaldi e il sociologo Federico Boni sono stati chiamati a partecipar e in qualità di testimoni di angolazioni disciplinari differenti rispetto a quelle presenti nel progetto di ricerca Re-cycle Italy.