Libri di Rita Vitali Rosati
Dalla naftalina alla luna
Rita Vitali Rosati
Libro: Copertina rigida
editore: Affinità Elettive Edizioni
anno edizione: 2021
pagine: 308
Questo libro-opera dal titolo eccentrico è, in verità, uno strumento classico per meglio leggere, non solo l'itinerario artistico dell'autrice, ma piuttosto una sorta di consuntivo, una convocazione, un invito a uscire dalla caverna platonica dove, al buio, non vi è conoscenza, dove tutto è indistinto. I "prigionieri" dovranno uscire da quella notte, avvistare il mondo e gli altri, per pensare, incontrarsi, distinguersi e parlare. Dalla naftalina alla luna è, così, una chiamata alle armi, un amorevole invito, a un confronto diretto e radicale, intenso ed emotivo, profondo e solare affinché tutto sia più palese, magari alitando verso la luce notturna della luna. Leopardi chiamò la luna "notturna lampa": voleva dire che l'artista lavora nella propria "caverna" che è la vita esplorando l'oscurità del proprio inconscio, il dolore e le gioie, personali e degli altri e poi parla e dice, espone al pubblico il suo discorso. Borges ha sostenuto, a ragione, che "ogni autore è autore di un solo libro". Rita Vitali Rosati chiama a sostegno del suo libro le voci di altri, persone e "personaggi" eterogenei, appositamente. Arti e mestieri sono qui rappresentati.
La passiflora non è una passeggiata en plein air
Rita Vitali Rosati
Libro: Libro in brossura
editore: Vanillaedizioni
anno edizione: 2013
pagine: 48
"Volti sfocati nell'offesa dell'ottica o della vista. Corpi feriti dal putridume. Guardandole lascio che volti o corpi dalle mani offese mi porgano una malinconia dolce. Guardando bene vedo ammiccare in loro un senso. Un monito profondo. Senza pensieri parole, opere e omissioni. Ancora oltre vince la poesia delle immagini o delle parole. Oltre le cose. Oltre il significato. Sedotti dal lontano che è assente e presente insieme come la verità dentro l'ossimoro. In fondo ciò che attrae e seduce davvero l'artista è l'assente, quando un soffio di vento carezza il fiore della sua ispirazione. Perciò chi ama i fiori deve carezzarli, anche se hanno le spine, perché l'arte è anche dolorosa. Perciò chi ama i fiori deve amarli anche nella dissoluzione." (Paolo Nardon)

