Libri di Richard A. Billows
Maratona. Il giorno in cui Atene sconfisse l'Impero
Richard A. Billows
Libro: Copertina morbida
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2021
pagine: 280
11 agosto 490 a.C., piana di Maratona, prime luci del mattino. Un esercito di diecimila ateniesi affronta a viso aperto lo sterminato schieramento persiano. La vittoria degli invasori sembra certa, ma la rapidità d'attacco e l'ardore guerriero degli opliti greci ribaltano in poche ore l'esito della battaglia. In quel giorno d'agosto è stato scritto non solo il destino di due eserciti, bensì il futuro dell'intera civiltà. Per chi lo visse, quell'evento divenne la massima espressione dell'aristeia omerica, dell'eccellenza e della gloria ateniese, ma anche il cliché di un patriottismo estremo. A rendere quasi leggendario lo scontro, il ricordo del solitario messaggero Filippide, che corse senza mai fermarsi da Maratona fino a Atene per annunciare, esanime, la vittoria. Eppure, la sua impresa andò ben oltre una maratona di 42,195 chilometri: cambiò il corso del fato, infranse per sempre l'incanto dell'invincibilità dei persiani e assicurò all'Occidente «la luce della libertà». Lo stesso Eschilo, il grande tragediografo, volle che sulla propria tomba fosse ricordato il suo valore durante la grande battaglia anziché le sue doti drammatiche. Richard A. Billows, confutando i luoghi comuni e concentrandosi sulla strategia militare e sulla tecnologia delle armi, abbandona la leggenda e racconta la storia: il giorno in cui Atene sconfisse l'Impero. Quel giorno, diecimila ateniesi salvarono la Grecia e posero le basi della civiltà occidentale.
Maratona. Il giorno in cui Atene sconfisse l'Impero
Richard A. Billows
Libro: Copertina morbida
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2013
pagine: 259
11 agosto 490 a.C, piana di Maratona. Un esercito di diecimila greci, in maggioranza ateniesi, affronta a viso aperto lo sterminato schieramento persiano. La vittoria degli invasori sembra già scritta, ma la rapidità d'attacco e l'ardore guerriero degli opliti ribaltano in poche ore l'esito della battaglia. Viene impresso un nuovo corso al futuro della Grecia e alla storia di tutto l'Occidente. Già agli occhi dei contemporanei quella storica giornata divenne la massima espressione dell'ingegno e del coraggio individuali, uniti alla disciplina collettiva e alla coesione tenace: Eschilo volle che sulla propria tomba fosse ricordato il suo valore durante la grande battaglia piuttosto che le sue doti drammatiche. A rendere lo scontro quasi leggendario contribuì il ricordo dell'impresa di Filippide, il messo ateniese che percorse una distanza di quarantadue chilometri, da Maratona ad Atene, per dare ai concittadini la notizia della vittoria. Tuttavia, sulle tracce di Erodoto, Billows abbandona il mito e racconta la storia, soffermandosi sulla marcia dei reduci che, dopo aver combattuto, ancora muniti di armatura, scudo e lancia, tornarono ad Atene rapidi per difendere le alte mura della città. Confutando i luoghi comuni, concentrandosi sulla strategia militare e sulla tecnologia delle armi, Richard A. Billows ripercorre gli avvenimenti storici portandoci sul campo di battaglia, mostrandoci il furore dei combattenti greci mentre si abbattono, incredibilmente compatti, sul nemico persiano.

