Libri di Rachele Ferrario
Giulio Paolini. Un viaggio a distanza
Rachele Ferrario
Libro: Copertina morbida
editore: Nomos Edizioni
anno edizione: 2009
pagine: 144
La collana "Stanza d'artista" nasce intorno all'idea dello studio come spazio dell'invenzione. La stanza è metafora dell'opera, ma anche del suo autore e dei suoi mezzi espressivi, è sospesa tra mondo reale e virtuale, tra l'architettura di un edificio e la dimensione eterea del pensiero. È nella propria stanza che l'artista attende l'immagine o l'idea. Giulio Paolini a questo tema ha dedicato molta parte della sua ricerca, ha usato come simbolo gli strumenti dell'antico mestiere di pittore, dal primo lavoro sul Disegno geometrico, da cui partono tutte le "opere", a Synopsis, che significa sintesi, la fotografia dello studio restituito allo spettatore nella sua essenzialità. Per questo la collana "Stanza d'artista" non poteva che partire da lui, protagonista del proprio tempo e interprete raffinato delle "stanze" dell'arte e degli "attori" che nei secoli le hanno animate. In Paolini si compie l'esperienza della rappresentazione: autore e spettatore s'incontrano. Dall'atelier all'opera, dal museo alla collezione, alle sale di lettura: è un viaggio tra memoria del passato e percezione del presente. Come nell'opera Museo, la stanza d'artista per eccellenza, in cui ogni immagine ripresa da Paolini, è riconducibile a un artista, dal Beato Angelico a Giorgio De Chirico, e al luogo in cui ha vissuto, dipinto e colto l'ispirazione. Perché l'opera non si fa annunciare e giunge inattesa.
René Paresce
Beatrice Buscaroli, Rachele Ferrario
Libro
editore: Edisai
anno edizione: 2000
pagine: 184
Nella materia. Catalogo della mostra
Rachele Ferrario, Lorella Giudici
Libro: Copertina morbida
editore: Silvia
anno edizione: 2003
pagine: 112
Lo scrittore che dipinse l'atomo. Vita di René Paresce da Palermo a Parigi
Rachele Ferrario
Libro: Copertina morbida
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2005
pagine: 104
Personalità quanto mai complessa ed eclettica, Paresce, nato in Svizzera alla fine dell'Ottocento, viaggia per tutta Europa e non solo, continuando a vagare per il resto dell'esistenza tra scienza, pittura e scrittura. Il Sole 24 Ore lo ha definito un "artista di grande inventiva e felicità".
David Tremlett. The thinking in space
Rachele Ferrario
Libro: Libro in brossura
editore: Nomos Edizioni
anno edizione: 2011
pagine: 168
"L'homme est là, léger comme le vent, libre et fou, solide comme un roc, à la derive comme un satellite", scrive David Tremlett nel 1985 sulla parete del Centre Pompidou di Parigi. A distanza di tempo questa frase è il simbolo della sua poetica. Tremlett è un nomade contemporaneo. È un viaggiatore, ama l'imprevisto e il caso. La sua stanza d'artista sono i viaggi, il suo studio è il mondo. The Thinking in Space ripercorre il suo cammino dalle prime sperimentazioni concettuali, in uno studio-garage alla periferia di Londra, alle registrazioni dei suoni della natura nella campagna inglese, dal viaggio a piedi fino in Australia ai wall-drawings dipinti sui muri con le mani nelle zone remote della Tanzania e nel deserto del Texas, a quelli nelle cappelle di campagna come la Madonna delle Grazie sulle colline delle Langhe e Notre-Dame-des-Fleurs a Moric in Francia, che si raggiunge solo a piedi. Il suo lavoro può durare un giorno o per sempre: ora la Tate Britain per la sua collezione permanente gli ha commissionato una grande opera, "Drawing for free Thinking".
Carla Chiusano. Un viaggio a colori nella fantasia
Rachele Ferrario, Ermanno Tedeschi, Emanuela Fiori
Libro: Libro rilegato
editore: Gli Ori
anno edizione: 2025
pagine: 152
Le signore dell'arte. Quattro artiste italiane che hanno cambiato il nostro modo di raffigurare il mondo
Rachele Ferrario
Libro: Copertina rigida
editore: Mondadori
anno edizione: 2012
pagine: 180
"Carol Rama dipinge dentiere e sessi femminili e maschili, l'eros e l'inconscio, il suicidio del padre e i disturbi nervosi della madre, scandalizzando la cultura ufficiale, che la riconoscerà solo quando avrà compiuto settant'anni. Carla Accardi traccia segni e costruisce geometrie, unica donna nel gruppo dei pittori astratti vicino al Partito comunista. Giosetta Fioroni raffigura volti femminili e costruisce teatrini, anticipa il reality chiudendo in una stanza un'attrice da osservare attraverso lo spioncino, divide la vita con un grande scrittore, è amica dei poeti e dei pittori maledetti di piazza del Popolo, attraversa il dolore senza mai perdere la gioia di creare. Marisa Merz usa l'alluminio, la cera, il sale, con i ferri da calza tesse il rame e il nylon, guarda alla natura e alla fabbrica. A ottantun anni è una regina dell'arte internazionale ma rimane chiusa nel suo silenzio e nel suo enigma." Rachele Ferrario ricostruisce le storie di queste grandi artiste, che hanno cercato la libertà nella vita e nella sperimentazione e hanno saputo affrancare il loro lavoro dal luogo comune dell'"arte al femminile", e ci offre nel contempo uno scorcio dell'effervescente vita culturale dei primi decenni del dopoguerra: dai salotti torinesi (con Giorgio Manganelli, Edoardo Sanguineti e il giovane Calvino) alla Roma del Caffè Rosati, dei galleristi, dei registi e degli attori, fino alla Parigi di Tristan Tzara e Alberto Giacometti.
Les italiens. Sette artisti alla conquista di Parigi
Rachele Ferrario
Libro
editore: UTET
anno edizione: 2017
pagine: 182
Ci sono periodi storici che, nella memoria collettiva, si legano indissolubilmente a una città. Se il simbolo del Rinascimento è Firenze, degli anni sessanta la swinging London, la Belle Époque per tutti si incarna in Parigi. All'inizio del Novecento è qui che si concentrano gli spiriti più inquieti e creativi del tempo. Tra i suoi boulevard, nei tavoli dei caffè celebri come La Rotonde o La Coupole, nelle gallerie e negli atelier, si possono incrociare Modigliani con l'amata Jeanne, Dalí con il suo formichiere al guinzaglio, Picasso e la sua bande, e ancora Marc Chagall, Max Jacob, Jean Cocteau... Sono anni febbrili, ogni giorno alla Gare de Lyon sbarcano decine di giovani artisti bohémien pieni di ambizioni. Tra questi c'è un gruppo di italiani destinato a lasciare un segno nella storia dell'arte. Giorgio de Chirico e suo fratello Alberto Savinio arrivano a Parigi nel 1911, poco dopo saranno raggiunti da Mario Tozzi, René Paresce, Massimo Campigli e Filippo De Pisis. Gino Severini si è già trasferito da qualche anno. Sette artisti "metechi", come li chiamano con disprezzo i francesi. Les Italiens nel 1928 si riuniscono intorno a Tozzi per la prima grande mostra collettiva del gruppo suscitando l'ammirazione dei colleghi e le critiche indispettite dei detrattori. Già da qualche tempo, l'"accademia" francese guarda con sospetto tutti questi artisti stranieri che stanno rubando la scena ai francesi. L'esplosione dei nazionalismi tra le due guerre destabilizza ulteriormente la posizione degli italiani a Parigi, e presto sono costretti a lasciare la città. La "festa mobile", nella celebre definizione di Hemingway, è terminata, lo spirito del tempo sembra pronto ad abbandonare Parigi. Rachele Ferrario dipinge un vivace quadro di quegli anni folli e racconta, con rigore e leggerezza, l'affascinante parabola degli Italiens de Paris, protagonisti e testimoni di una delle stagioni più entusiasmanti dell'arte mondiale.
René Paresce. Campigli, de Chirico, de Pisis, Savinio, Severini, Tozzi. Italiani a Parigi. Catalogo della mostra
Libro: Libro in brossura
editore: Bononia University Press
anno edizione: 2017
pagine: 136
Il complesso monumentale di Santa Maria della Vita, dal 2006 affidato alla gestione della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, è stato riaperto al pubblico a maggio 2010 in seguito ai restauri, entrando a far parte del percorso Genus Bononiae. La chiesa, con la cupola disegnata dal Bibiena, è il più importante esemplare di Barocco bolognese; al suo interno custodisce il famoso "Compianto sul Cristo Morto" di Niccolò dell'Arca, definito da Gabriele D'Annunzio "urlo di pietra". Accanto alla chiesa l'Oratorio, in cui è possibile ammirare il gruppo scultoreo del "Transito della Vergine" di Alfonso Lombardi, e le sale dell'antico Ospedale della Morte oggi Museo della Sanità e dell'Assistenza. Gli spazi di Museo e Oratorio, recentemente rinnovati e adeguati agli standard in uso nei più moderni musei, sono sede espositiva per mostre di ricerca sul Novecento e sulla città. Come questa dedicata a René Paresce e agli Italiani di Parigi.
Margherita Sarfatti. La regina dell'arte nell'Italia fascista
Rachele Ferrario
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2018
pagine: 402
Margherita Sarfatti, giornalista, scrittrice e primo critico d'arte donna in Europa, ha fondato il gruppo Novecento, ha progettato e allestito mostre in patria e all'estero, ha frequentato gli intellettuali all'avanguardia del suo tempo, influenzando per oltre vent'anni la cultura e l'arte italiane. Eppure, la maggior parte del pubblico la conosce solo come «l'amante del duce». Il libro di Rachele Ferrario, grazie a una capillare ricerca documentaria e a carteggi inediti, ci restituisce invece il temperamento di una donna colta, elegante, raffinata e soprattutto libera, che riuscì a imporsi sulla scena culturale e a compiere il suo progetto: un'avanguardia artistica in linea con la tradizione classica italiana.
Artists' archives and estates: cultural memory between law and market-Archivi d'artista e lasciti: memorie culturali tra diritto e mercato
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Scientifiche Italiane
anno edizione: 2018
pagine: 312
Gestione, tutela e valorizzazione dell'eredità culturale e patrimoniale di un artista sono temi al centro del dibattito storico, artistico e giuridico del mondo dell'arte e coinvolgono anche interessi economici di grande rilievo. Il testo affronta, anche in ambito internazionale, le complesse problematiche della gestione degli archivi d'artista, del valore della certificazione dell'autenticità delle opere d'arte e della redazione dei cataloghi ragionati, coinvolgendo le riflessioni di artisti, loro eredi, fondazioni, storici dell'arte, archivisti, musei, collezionisti, galleristi, case d'asta e giuristi, al fine di elaborare e trattare organicamente linee guida e principi di buone pratiche per la tutela e la valorizzazione dell'artista e della sua opera e favorirne la diffusione. Si afferma l'importanza di fondare una nuova disciplina, anche giuridica, degli Archivi di Artista.
Regina di quadri. Vita e passioni di Palma Bucarelli
Rachele Ferrario
Libro
editore: Mondadori
anno edizione: 2018
pagine: 352
Donna di grande fascino e carattere, occhi color ghiaccio e capelli pettinati alla Greta Garbo, amante del bello in tutte le sue forme, dalle sublimi espressioni dell'arte, al design, all'alta sartoria, Palma Bucarelli ha attraversato il Novecento lasciando un'impronta indelebile nel panorama artistico italiano. Nominata nel 1933, a soli ventitré anni, ispettrice della Galleria Borghese, dimostra fin dal principio il suo spirito determinato: quando Mussolini convoca tutti i soprintendenti d'Italia, lei non si presenta, e difenderà questa posizione indipendente per tutti gli anni del regime. Il coraggio, certo, non le manca: ai primi bombardamenti alleati sulla capitale, si impegna a portare in salvo il patrimonio della Galleria nazionale d'arte moderna, di cui è diventata funzionario con mansioni direttive, prima a Caprarola e poi, ottenuta la protezione di Pio XII, a Castel Sant'Angelo, mettendo preziosissime opere al riparo dai saccheggi nazisti. Il secondo no a Mussolini lo dice quando la RSI chiama i suoi a raccolta: resta senza stipendio, collabora con la Resistenza distribuendo in bicicletta il foglio clandestino «L'azione», e continua a proteggere la «sua» Galleria. Finita la guerra, Palma si deve ora confrontare con una società conservatrice e culturalmente arretrata. In quanto donna, fatica a imporre le proprie decisioni e spesso riceve sconsolanti risposte dallo Stato: quando le si offre la possibilità di acquistare il capolavoro di Boccioni 'La città che sale', opera simbolo del futurismo (oggi al MOMA di New York), il ministero della Pubblica istruzione blocca la trattativa, facendole sapere che non «ci sono soldi da buttare in stupidaggini». Ma anche qualche artista sembra non riconoscerle il suo intuito e la sua competenza: De Chirico la accusa di organizzare mostre sulle «astrattisticherie» di Kandinskij; Guttuso, con l'appoggio di Togliatti, la attacca perché predilige i pittori astratti. E quando espone le scatolette di Manzoni con la Merda d'artista, non manca un'interrogazione parlamentare. Tuttavia Palma non si perde d'animo: frequenta i più geniali e innovativi artisti italiani, li sostiene, allestisce mostre impensabili in quegli anni (come l'esposizione dei sacchi di Burri), porta dall'America Pollock e Rothko, apre a Schifano, Pascali e ai giovani artisti di Piazza del Popolo, influenza le commissioni della Biennale di Venezia, e riesce a farsi regalare alcune opere che oggi rappresentano la ricchezza della collezione permanente della Galleria. Per tutta la sua lunga vita potrà contare sull'appoggio dei suoi amici e corteggiatori, dai giornalisti Paolo Monelli, che sposerà negli anni Sessanta, e Vittorio Gorresio, amico di gioventù e da sempre innamorato di lei, a Giulio Carlo Argan, il compagno di università che scoprirà di amare negli anni professionalmente più difficili. Pioniera nell'arte e nella vita, donna libera in un mondo che alle donne lasciava poco spazio, Palma Bucarelli ha contribuito a imporre nel nostro paese l'idea moderna di museo, e ha rappresentato un modello unico di emancipazione femminile.

