Libri di Pierluigi Allotti
Il «Corriere della Sera». Biografia di un quotidiano
Pierluigi Allotti, Raffaele Liucci
Libro: Copertina morbida
editore: Il Mulino
anno edizione: 2021
pagine: 528
Il 5 marzo 1876 usciva a Milano il primo numero del «Corriere della Sera», fondato e diretto da un intraprendente napoletano, Eugenio Torelli Viollier. Frutto di minuziose ricerche d'archivio, questo libro racconta quasi centocinquant'anni di vita di un quotidiano divenuto presto il più influente della penisola. I direttori, gli amministratori, le grandi firme e gli scrittori che vi hanno collaborato, ma anche Milano, la sua borghesia e le dinastie imprenditoriali succedutesi alla proprietà. Nel palazzo di via Solferino, trasfigurato da Buzzati nella Fortezza Bastiani del Deserto dei Tartari, s'è riflessa l'intera storia d'Italia. E la storia di questo giornale - dalle pressioni politiche agli arrembaggi finanziari, dalle lotte intestine ai certami sindacali, dal frastuono delle rotative al ticchettio delle macchine da scrivere - rivive in queste pagine, assieme all'orgoglio di un mestiere ancora indispensabile.
La libertà di stampa. Dal XVI secolo a oggi
Pierluigi Allotti
Libro: Copertina morbida
editore: Il Mulino
anno edizione: 2020
pagine: 200
Il libro racconta la lunga storia della libertà di stampa: un diritto concepito nell'Inghilterra del Seicento come corollario alla libertà di coscienza, proclamato a fine Settecento in Francia dalla Dichiarazione dell'uomo e del cittadino e negli Stati Uniti dal Primo emendamento alla Costituzione. In Italia fu riconosciuto nel 1848 dallo Statuto albertino. Lo scoppio della Grande Guerra e l'avvento dei totalitarismi determinarono una battuta d'arresto nel cammino della libertà di stampa, poi solennemente sancita nel 1948 dalla Dichiarazione universale dei diritti umani. Ancora oggi, tuttavia, in molti paesi questo diritto fondamentale è negato e i giornalisti sono perseguitati.
Andare per stadi
Pierluigi Allotti
Libro: Copertina morbida
editore: Il Mulino
anno edizione: 2018
pagine: 159
Dallo Stadium, gigantesca arena inaugurata a Torino nel 1911, allo Juventus Stadium, aperto - sempre a Torino - nel 2011 : nell'arco di un secolo il nostro football ha vissuto momenti epici e tragici. Ricordiamo la vittoria dell'Italia ai mondiali del 1934, disputati in casa; i trionfi del Grande Torino; lo storico scudetto del Cagliari di Gigi Riva e quelli del Verona di Bagnoli e del Milan di Sacchi; ma anche la drammatica morte del tifoso laziale Vincenzo Paparelli in un derby Roma-Lazio del 1979, e il «Totonero», primo grande scandalo calcistico che nel 1980 portò in manette diversi giocatori. Teatri di queste vicende gloriose e meno gloriose sono i principali stadi d'Italia, che visiteremo in un tour insolito ma illuminante per capire quel rapporto totale che lega da sempre gli italiani al calcio.
Quarto potere. Giornalismo e giornalisti nell'Italia contemporanea
Pierluigi Allotti
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2017
pagine: 206
Fondato su una ricca documentazione, il libro propone un'inedita storia della cultura giornalistica italiana, ossia del modo in cui il giornalismo è stato concepito e praticato in Italia dal 1848 all'avvento di Internet. Suoi protagonisti sono giornalisti noti e meno noti, appartenenti a diverse generazioni, dei quali si potranno riascoltare le voci attraverso articoli, carteggi, diari e memorie. Il lettore potrà risalire così alle radici del modello informativo italiano, contrassegnato sin dalle origini da una forte vocazione politica, approfondendo un tema che riguarda da vicino la natura stessa della nostra democrazia.
Giornalisti di regime. La stampa italiana tra fascismo e antifascismo (1922-1948)
Pierluigi Allotti
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2012
pagine: 278
Insieme alla radio e al cinema, la stampa fu un importante strumento di propaganda del regime fascista. Il giornalismo, secondo Mussolini, aveva una fondamentale funzione pedagogica e i giornalisti, durante il ventennio, furono gli "educatori della nazione". Il libro illustra come i principali giornalisti italiani nati intorno al 1890, entrati nella professione prima dell'avvento del fascismo, e quelli della generazione del 1910, che iniziarono la loro attività nei primi anni trenta, sostennero il fascismo e scrissero in favore del regime fino al giorno del suo crollo, il 25 luglio 1943. Dopo quella data la maggior parte dei giornalisti si distaccò dal fascismo attraverso un processo di autoassoluzione e di rimozione delle proprie colpe che permise loro a guerra finita di ritornare sulla scena giornalistica, ancora una volta da protagonisti.