Libri di Marcello Sèstito
Architettando artichettando. Catalogo della mostra (Catanzaro, 8 luglio-8 settembre 2016)
Marcello Sèstito
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2016
pagine: 150
Il testo raccoglie i lavori realizzati in un quarantennio di attività svoltasi all'insegna di una costante visione utopica e immaginifica, con l'ingenuo scopo di modificare, se non il mondo a noi circostante, almeno il nostro essere, spesso circoscritto nell'angusto ambito del proprio io. I lavori svolti sia nel campo dell'arte che nell'architettura hanno sempre avuto come sfondo ideale l'idea che potessimo servirci dei due ambiti disciplinari come dei chiavistelli in grado di scardinare questioni aperte, nodi irrisolti del comporre, rivisitati in una sorta di furore immaginativo che univa scienza a conoscenza, sempre parziale, utopia a realismo, composizione e controcomposizione, arte e uso della stessa. Il disegno quale strumento d'indagine ha fatto il resto, stregato dallo stesso, ne sono rimasto affascinato fin dall'infanzia, esso ha seguito, a volte anticipandoli, i miei passi, con esso ho discusso nel silenzio degli spazi o nei luoghi assordanti, potendomi confidare in esso, come se fosse una forma.
Alfabeti d'architettura. Ricognizioni e precognizioni dell'operare nella progettazione
Marcello Sèstito
Libro
editore: Gangemi Editore
anno edizione: 1997
pagine: 240
L'arte non ammette pastoie, né giustificazionismi sintattici, tantomeno quella del costruire che registra però nel suo statuto evolutivo la necessità di un ordine fondativo su cui innescare "dispositivi d'invenzione". La forma della Alfabeto d'Architettura è la forma del tempo del progetto, dove inizio e fine coincidono. Alfabeti d'Architettura si configura a sua volta come un sistema classificatorio cosciente dell'impossibile catalogazione.
Architetture globali. Solidi e fluidi o del componente retto e curvo
Marcello Sèstito
Libro
editore: Gangemi Editore
anno edizione: 2002
pagine: 224
Immedesimazioni
Marcello Sèstito
Libro: Copertina morbida
editore: Prospettive Edizioni
anno edizione: 2008
pagine: 84
Fata Morgana o la città riflessa
Marcello Sèstito
Libro: Libro rilegato
editore: Rubbettino
anno edizione: 2010
pagine: 224
"Morgana è l'istantaneo riassunto di ciò che avvenne nello Stretto di Messina. Coagulo storico, riproduce in una immagine riflessa il tempo del luogo e degli avvenimenti che lo definirono: Città di mezzo, sospesa, "edificata di raggi", costruita di luci, distinta nelle ombre, immateriale, inabissata e riemersa. C'è da chiedersi come mai nel corso degli anni non si sia riusciti a fotografarla... o forse Lei sfugge alla macchina da presa che ridurrebbe la portata visionaria delle sue particelle edilizie disperse tra cielo e mare. Ma l'acqua è soprattutto specchio e come tale si comporta. La Fata Morgana nelle sue triplici manifestazioni: aerea, multipla o d'iride fregiata, mai sarebbe stata visibile se l'acqua non avesse deciso, in condizioni d'assoluta calma, di rispecchiarne il volto. Morgana si divide, e non solo nelle sue molteplici facce, nate dalla deflagrazione della luce in particelle o pulviscoli, tra la mitologia e la scienza; il suo volto appare ora fortemente deciso dall'andamento dei raggi, ora dalla penna dello scrittore che scava nella sua fisionomia. La scienza ci fornisce le spiegazioni tangibili del fenomeno spogliandolo dalle valenze mitiche che come incrostazioni marine si sono sommate nel tempo alla sua figura. Conoscere il fenomeno nel suo reale effetto non vuole dire averne sondalo le sue possibilità espressive: crediamo che scienza e mito finiranno col convivere per lungo tempo nello stretto canale di Sicilia e che Morgana la Fata continuerà a fare capolino tra le nubi."
In cARTE di Pane. Architetture (1980-2013)
Marcello Sèstito
Libro: Copertina morbida
editore: Città del Sole Edizioni
anno edizione: 2013
pagine: 244
"La mano gigante appartiene all'Architettura-mistero, prende le forme considerate divine, la divinità è Dio che fa sempre l'artista, per sempre."
Architettura animale. Bestiario interrotto
Marcello Sèstito
Libro
editore: Rubbettino
anno edizione: 2015
pagine: 446
Giuseppe De Fazio. Grumi contratti di senso
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2017
pagine: 216
Giuseppe De Fazio nasce nel 1955 a Catanzaro. Dove frequenta il liceo artistico e l'Accademia delle Belle Arti, nel 1978 consegue il diploma di laurea in pittura e l'anno successivo è assistente del prof. Gianni Pisani per la cattedra di pittura. Nel 1977, durante una breve frequentazione con il filosofo Giovanni Marzano, viene a conoscenza della pittura mineralica e comincia a svilupparne un suo significativo contributo. Nel 1978 conosce a Roma il pittore mineralico Guccione Giuseppe Masci con il quale instaura un duraturo rapporto collaborativo, nel 1982 il comune interesse li porta a realizzare a quattro mani una grande opera-manifesto, esposta a Roma nello stesso anno. Dopo un breve periodo tra Milano e Novara, nel 1985 si trasferisce a Brescia dove insegna discipline pittoriche fino al 2003 dedicandosi con impegno e continuità alla pittura mineralica. Qui abbandona l'iniziale impostazione figurativa e orienta la sua ricerca stilistica sulla luce e sul colore, elementi fondanti di un astrattismo mineralico che prenderà vita in tele di grandi dimensioni. A partire dal 1994, un'altra forte attrazione verso la forma plastica lo condurrà a percorrere contemporaneamente un nuovo sentiero di esplorazione, frequentando per tre anni la scuola Vantini di Botticino che gli consentirà di trasferire lo stile mineralico in opere scultoree. Nel 2003 si stabilisce definitivamente nella sua città natale dove si divide tra l'insegnamento di discipline pittoriche e una fattiva e incisiva attività di ricerca artistica.
L'architettura dei volti. Tratti. Ritratti. Autoritratti. Ediz. italiana e inglese
Marcello Sèstito
Libro
editore: Timía
anno edizione: 2022
pagine: 252
Corpo e architettura o de humani fabrica
Marcello Sèstito
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2017
pagine: 359
Entro l'architettura il corpo ha assunto, via via nei secoli, comportamenti sempre più distinti, da quello meccanizzato a quello assente, da quello mistico, a quello materiale. Su di esso, l'architettura seguendo precise ideologie di comportamento, ha innalzato le sue mura possenti come castelli, o trasparenti come serre, avvolgenti come chiese, claustrofobiche come carceri oscure piranesiane. Il corpo è stato libero di muoversi entro la cosa architettonica o costretto in essa come recluso. Il libro indaga del corpo alcune tematiche che hanno coinvolto nello specifico l'architettura o altre arti in genere tentando, fin dove possibile, di tracciare un suo possibile destino epocale. I saggi, scritti in diversi periodi e qui riorganizzati tracciano, almeno per l'autore, una fisionomia, forse inconsueta, del corpo-architettonico, lavorando su tale simbiosi, in un corpo a corpo quasi con ossessione. In un possibile futuro in cui l'oltre-umano diverrà una realtà, forse per pochi ricchi che commerceranno organi e intelligenze artificiali, un'architettura che insisterà nostalgicamente sul mito di una natura incorrotta e incontaminata diverrà solo un baluardo di resistenza. Vivremo tutti in ecosistemi artificiali, sopravviveremo in provette oppure in brandelli di pelle, cellule isolate si cloneranno in futuro abbandonando il mito animale della sopravvivenza della specie, relegata a computers potentissimi capaci di programmare l'esistenza di un nostro futuro subatomico. Il post-umano si sta traducendo in non-umano. L'identità dell'uomo è, ormai, irrimediabilmente infranta. Gli "umani aumentati" si moltiplicheranno soprattutto in ambito militare. E l'esternazione degli organi florenskijana, sembra aver subito un'inversione. L'architettura essendo già protesi umana non può ulteriormente protesizzarsi, pena la tautologia. L'uomo non avrà più bisogno di esternare se stesso negli strumenti o nelle tecnologie avendo già in sé tutto ciò che gli occorre, essendo persino estraneo di sé, come vorrebbe Nancy, o già antiquato, come suggerisce Gunther Anders, ma in tale presunta autosufficienza si nasconde il limite e l'illimite dell'umano, o ciò che ne rimane.