Libri di Luciano Fusi
Poesie al «che». Il sole il cielo la morte
Luciano Fusi
Libro: Libro in brossura
editore: Gruppo Albatros Il Filo
anno edizione: 2022
pagine: 124
Luciano Fusi, l'autore della presente pubblicazione, raccoglie, nella prima parte del volume, sue poesie già edite sull'uomo che, forse più involontariamente che volontariamente, ha fatto la storia della lotta, della resistenza per un futuro migliore; nella seconda parte, invece, sono raccontati gli attimi legati alla sua morte, più intimi, più toccanti, più umani, che sono capaci di far rivivere su carta la luce di uno spirito che non si spegne con la vita che lascia il corpo, ma che continua attraverso quella incredibile luce negli occhi a brillare ed esistere oltre tutto, anche attraverso l'impronta che indelebilmente ha lasciato nel pensiero e nell'agire.
Il morbo degli angeli
Luciano Fusi
Libro: Libro in brossura
editore: Gruppo Albatros Il Filo
anno edizione: 2021
pagine: 58
«Chi sono gli angeli? Non le misteriose entità di alcune religioni, la cristiana in primis, ma la metafora, di schietta impronta romantica, degli "esclusi", dei "solitari", dei "selvaggi", degli "eterni bambini" (tutti termini usati da Fusi). Angeli affetti dal "morbo". Anche la malattia è tema schiettamente romantico e decadente. Malattia, morte, negativo, sono stati esplorati a fondo e declinati in mille modi dalla cultura degli ultimi due secoli. Fusi si inserisce in modo personale e creativo in questa tradizione, affinché resti viva e vitale, arricchita da sempre nuove esperienze storiche ed esistenziali. Ma quale "morbo"? Il morbo della "distanza".»
La stanza di Haar. 1996-2004
Luciano Fusi
Libro: Libro in brossura
editore: Felici
anno edizione: 2010
pagine: 43
Dal gene al genio. «Flusso d'inconscienza per Carmelo Bene» teatro
Luciano Fusi
Libro: Libro in brossura
editore: Polistampa
anno edizione: 2012
pagine: 48
"Contorte, piegate secondo angoli inusuali, inarcate e tese al limite della indicibilità le parole dell'ultima raccolta poetica di Luciano Fusi, 'La stanza di Haar'". Credo che questo giudizio di Luciano Luciani possa essere assunto come punto di partenza per interpretare l'intera opera di Luciano Fusi, che vive la sua poesia come un evento ed un avvento umano e meta culturale insieme. Infatti, per la sua naturale inquietudine, dialoga con i grandi Dino Campana, Caravaggio, Vincent Van Gogh, Arthur Rimbaud, Carmelo Bene che ci hanno consegnato una visione ultima ed estrema del mondo possibile usando, per questo, elaborazioni linguistiche che vengono dal profondo. Dialogare con i grandi e, comunque, con i visionari. Questa volta l'autore, uomo di teatro, dedica ad uno dei suoi "miti", Carmelo Bene, un poemetto per il teatro in cui voce e scrittura nascono insieme, in una sorta di intuizione che vibra lungo le corde di un "amore totale", auditivo, volto a fare emergere, nello scrivere e nel dire, la figura stessa di Carmelo Bene. E in questa evocazione la poesia di Fusi non si fa didascalica, ma si potenzia nella plasticità della parola ancora non fermata nella pagina.

