Libri di Luca Pelliccioli
La privacy nell'età dell'informazione. Concetti e problemi
Libro
editore: L'Ornitorinco
anno edizione: 2016
pagine: 246
Se è corretta la definizione di privacy, recentemente riproposta, in termini di controllo individuale sul modo in cui si rappresenta sé stessi e ciò che è proprio, non c'è dubbio che la configurazione originaria di internet costituisse per la privacy una promessa senza precedenti. Ben presto tuttavia, in un quadro di crescente interesse dei governi e dei colossi commerciali per l'attività in rete delle persone, l'illusione di un pieno controllo degli individui sulle proprie identità "digitali" si è tramutata nella preoccupazione per il controllo sempre più penetrante sugli individui da parte di organizzazioni statali e private. L'importanza delle problematiche legate alla sempre più penetrante sorveglianza resa possibile dallo sviluppo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione è ampiamente documentata nei saggi raccolti in questo volume, che in una prospettiva giuridica, filosofica e sociologica si occupano di temi oggetto di vasto dibattito quali il diritto all'oblio, il controllo del lavoratore sul luogo di lavoro, il nuovo regolamento europeo sulla protezione dei dati personali, i nessi tra privacy e diritto d'autore, la consapevolezza dei costi in termini di riservatezza delle proprie azioni che le persone pagano accettando i servizi e le comodità offerti dalle attuali tecnologie. Saggi di Matteo Giacomo Jori, Luca Pelliccioli, Pierluigi Perri, Persio Tincani, Giovanni Ziccardi.
Natura delle cose e metodo giuridico. Il «diritto naturale» dei giuristi
Luca Pelliccioli
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2015
pagine: 226
La nozione di natura delle cose ricorre spesso nel pensiero giuridico occidentale; non costituisce il contrassegno di alcuna particolare scuola ed è appartenuta, e appartiene, tanto al bagaglio dei giuristi quanto a quello dei filosofi del diritto. Malgrado le diverse interpretazioni fiorite nel tempo, negli usi della nozione permane, quale nucleo stabile, l'idea che qualunque approccio al diritto non possa fare a meno di tenere conto dei molteplici condizionamenti che il diritto subisce a opera della realtà esterna, in particolare del mondo sociale in cui affonda le sue radici. Può un'idea apparentemente così banale avere un posto di rilievo nella comprensione del diritto? In che misura si apparenta alle più grandiose costruzioni dei giusnaturalisti? Accogliere o respingere questi presupposti cambia qualcosa nell'operare quotidiano dei giudici e dei giuristi? Il libro cerca di rispondere a tali domande alla luce di un'indagine dettagliata dei metodi e delle credenze dei giuristi che con maggiore insistenza hanno sottolineato l'importanza del nesso tra diritto e natura delle cose.

