Libri di Lia Brunori
Le stimmate di san Francesco. Una scultura riscoperta nella chiesa di san Francesco a Prato
Libro: Libro in brossura
editore: Polistampa
anno edizione: 2022
pagine: 64
Il restauro della chiesa di san Francesco a Prato ha permesso di recuperare il rilievo in stucco raffigurante il santo nell’atto di ricevere le stimmate, situato nella sommità della facciata. L’intervento conservativo, ampiamente documentato nel volume, è anche occasione per ripercorrere le vicende costruttive della chiesa, soffermandosi sui particolari architettonici e iconografici. Sono quindi analizzati i dettagli del tondo, in particolare gli elementi prospettici e la particolare tecnica realizzativa. “Nonostante sia da circa sei secoli sotto gli occhi di tutti”, scrive Lia Brunori, “questo rilievo rappresenta una delle opere meno conosciute dell’intero patrimonio artistico della città”. Testi di Mons. Carlo Stancari, Francesco Marchese, Lia Brunori, Sara Marrani, Arianna Martinelli, Irene Segrera Perera.
Dopo Caravaggio. Il Seicento napoletano nelle collezioni di Palazzo Pretorio e della Fondazione De Vito
Nadia Bastogi, Rita Iacopino, Lia Brunori, Sebastian Schütze
Libro: Libro in brossura
editore: Claudio Martini Editore
anno edizione: 2019
pagine: 192
Catalogo per mostra d'arte
Conservare la memoria. Vent'anni di restauri a Settignano
Libro: Libro rilegato
editore: EDIFIR
anno edizione: 2019
pagine: 96
Il volume ripercorre vent'anni di attività della parrocchia di Santa Maria a Settignano, insieme alla Misericordia e al Trentesimo, dedicati alla cura delle opere d'arte mobili e immobili sul territorio di questo piccolo borgo, sulle colline a nord est di Firenze. Fortemente voluti dal parroco Don Giorgio Tarocchi, con il quale Francesca Baldry ha collaborato nella tutela e conoscenza dei beni, i restauri che vengono illustrati in questa agile guida rivelano opere d'arte di grande interesse, come il Crocifisso di Pietro Tacca e l'Ultima Cena di Andrea Commodi. La pubblicazione, che include un testo introduttivo del funzionario responsabile alla tutela Lia Brunori e un saggio dei restauratori Andrea e Giacomo Granchi, è arricchita da un glossario tecnico e da due piantine che la rendono un apparato didattico utile anche ai non addetti ai lavori.
La «Madonna del Rosario» di Francesco Mati. Un restauro nella chiesa di Santa Maria a Settignano
Libro: Libro rilegato
editore: Sillabe
anno edizione: 2017
pagine: 48
Grazie alla passione di un parroco e di un funzionario della Soprintendenza, nonché al lavoro competente dei restauratori, ci è stata restituita la Madonna del Rosario, forse l’opera più significativa del pittore Francesco Mati (1561-1623), noto anche come Cecchino del Legnaiolo, un artista di cui solo in tempi recenti si è cominciato a tratteggiare la personalità artistica e a riconoscerne lo stile.
Mattia Corvino e Firenze. Arte e umanesimo alla corte del re di Ungheria. Catalogo della mostra (Firenze, 10 ottobre 2013-6 gennaio 2014)
Libro: Libro in brossura
editore: Giunti Editore
anno edizione: 2013
pagine: 360
Catalogo della mostra: Firenze, Museo di San Marco, Biblioteca di Michelozzo, 10 ottobre 2013-6 gennaio 2014. Nel 2008 il Museo Storico di Budapest ha organizzato a Budapest una grande mostra per il 550° anniversario dell'inizio del regno di Mattia Corvino in Ungheria, che ha aperto, insieme ad altre esposizioni in diverse sedi museali di quella città, nuove e stimolanti prospettive di conoscenza sui rapporti intercorsi tra l'Ungheria e l'Italia già a partire dal Trecento e sulla diffusione dell'Umanesimo in terra ungherese. È nata così l'idea di realizzare a Firenze nel 2013, in cui si celebra l'anno ungherese in Italia, una mostra che sviluppasse il tema del rapporto privilegiato che re Mattia Corvino ebbe con Firenze, con i suoi artisti, i suoi miniatori e tutta la cerchia culturale che gravitava intorno a Lorenzo de' Medici. L'idea è diventata un progetto elaborato congiuntamente da studiosi ungheresi e fiorentini, quali Péter Farbaky, storico dell'arte e vicedirettore del Museo Storico di Budapest, Dániel Pócs, storico dell'arte dell'Istituto di Storia dell'Arte dell'Accademia della Scienza, Eniko Spekner storico e András Végh archeologo, entrambi del Museo Storico di Budapest e di Magnolia Scudieri e Lia Brunori, rispettivamente direttore e vicedirettore del Museo di San Marco, prescelto come sede della mostra. La scelta di San Marco non è casuale, dato il ruolo ricoperto nello sviluppo della cultura umanistica dalla Biblioteca domenicana.

