Libri di Grada Kilomba
Memorie della piantagione. Episodi di razzismo quotidiano
Grada Kilomba
Libro: Libro in brossura
editore: Capovolte
anno edizione: 2021
pagine: 256
"Quando scrivo divento la narratrice e la scrittrice della mia realtà, l'autrice e l'autorità della mia stessa storia. In questo senso, divengo la contrapposizione assoluta di ciò che il progetto coloniale ha predefinito". "Memorie della piantagione" è l'opera cardine di Grada Kilomba, artista interdisciplinare che, sovvertendo i canoni delle pratiche artistiche, affronta il razzismo e le forme di decolonizzazione del sapere, concentrandosi su elementi come memoria, trauma, genere. In questo testo emerge la realtà psicologica del razzismo quotidiano, vissuto in particolare dalle donne Nere e basato sulle impressioni soggettive, le auto-percezioni e le narrazioni biografiche. La combinazione delle parole “piantagione” e “memorie” descrive il razzismo come realtà traumatica e posiziona l* soggett* Ner* in una scena coloniale dove, tutt'a un tratto, il passato viene a coincidere con il presente e il presente è esperito come se ci si trovasse ancora in quel passato straziante. Ma a cui è possibile rispondere, con un processo di decolonizzazione del sé. Un libro fondamentale, attraverso cui Grada Kilomba crea uno spazio di resistenza e speranza, una nuova geografia del futuro.
Memorie della piantagione. Episodi di razzismo quotidiano
Grada Kilomba
Libro
editore: Capovolte
anno edizione: 2026
pagine: 256
Grada Kilomba esplora le forme di razzismo che ancora permeano le società occidentali e si concentra sulla realtà psicologica del razzismo quotidiano vissuto in particolare dalle donne Nere. In un testo che è diventato punto di riferimento degli studi decoloniali, l’autrice raccoglie una serie di episodi di razzismo quotidiano, scritti sotto forma di brevi storie psicoanalitiche, per esplorarne la violenza ma, al tempo stesso, decostruirne la “normalità”. La combinazione delle parole “piantagione” e “memorie” descrive il razzismo come realtà traumatica e posiziona le persone Nere in una scena coloniale dove, tutt’a un tratto, il passato «viene a coincidere con il presente e il presente è esperito come se ci si trovasse ancora in quel passato straziante». Ma a cui è possibile rispondere, con un processo di decolonizzazione del sé. Un libro fondamentale, capace di creare uno spazio di resistenza, consapevolezza e speranza, una nuova geografia del futuro. Con la prefazione di Ronke Oluwadare e Murphy Tomadin.

