Libri di Francesca Lanz
Patrimoni inattesi. Riusare per valorizzare. Ex-carceri: pratiche e progetti per un patrimonio difficile
Libro: Libro in brossura
editore: LetteraVentidue
anno edizione: 2018
pagine: 380
Oggi in Italia e in tutta Europa numerose prigioni sono ormai obsolete e non possono essere più utilizzate. Il problema del loro riutilizzo si fa sempre più urgente. Una volta dismesse, infatti, molte rimangono in stato di totale o parziale abbandono, quando non sono oggetto di interventi di riuso speculativi e non meno problematici. Si tratta di un patrimonio negletto, estremamente stratificato e complesso dal punto di vista storico, architettonico, culturale e sociale, in attesa di essere valorizzato. Patrimoni Inattesi raccoglie diciannove saggi che presentano diverse prospettive critiche, pratiche, esperienze e approcci progettuali per esplorare il tema, ancora poco indagato, del riuso e della conservazione di questo patrimonio difficile, intesi come possibilità non alternative ma complementari. Se assumiamo che il patrimonio non è tale a priori, ma è costruito e prodotto in relazione al "lavoro culturale" che esso può fare nel presente e in virtù di processi di "gestione e preservazione/conservazione" cui è soggetto, quale è il ruolo delle politiche urbane, della progettazione e della conservazione architettonica in questo processo di heritage making? E come un approccio più processuale all'idea di patrimonio può contribuire a ripensare l'intervento sull'ambiente costruito e a sua volta influenzare e informare il progetto architettonico?
Interior yacht design
Massimo Gregori Grgic, Francesca Lanz
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2016
pagine: 158
Andare per mare è stato per molto tempo una scelta obbligata e, in alcuni casi, anche un'esperienza rischiosa, caratterizzata da disagi e privazioni, mentre oggi è una passione, un hobby, una moda e solo per pochissimi un vero e proprio lavoro. L'evoluzione dell'idea di viaggio da necessità a piacere ha comportato un cambiamento anche nella struttura e nella progettazione delle imbarcazioni. Fino a pochi decenni fa progettare, costruire e condurre un'imbarcazione era un'attività particolare, fatta di tecniche tramandate di generazione in generazione e sistemi avvolti da un certo mistero per chi abitava a terra. Nel secondo dopoguerra, con l'introduzione di nuove tecnologie e il boom economico, i cantieri passarono da un'impostazione artigianale a una industriale, sancendo la nascita della nautica di massa e favorendo la progettazione e la diffusione di barche idonee alla crociera e, soprattutto, all'ospitalità e alla residenza. Non sono quindi più solamente le prestazioni dell'imbarcazione a determinare modifiche e sviluppi nella progettazione, ma fattori quali l'economia dello spazio, l'abitabilità interna e la piacevolezza degli ambienti di bordo. Proprio di questi fattori si occupa il volume, uno strumento didattico chiaro e sintetico sulla progettazione di interni dello yacht a motore, ma anche un testo per marinai professionisti e della domenica, per i pionieri del diporto, i progettisti, i costruttori e "tutti quelli che prima o poi sono caduti in mare in porto o in navigazione".
Decorazione interculturale fra design e architettura
Alessandra Chalmers, Francesca Lanz
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2010
pagine: 136
La situazione odierna è caratterizzata da un flusso continuo di immigrazione all'interno delle metropoli europee. Questo produce numerosi effetti di cambiamento nel modo di vivere la città stessa. Risulta quindi necessaria una riflessione che tocchi tali temi anche nel campo del progetto: questo libro si interroga proprio sugli effetti del rapporto fra identità culturale e contemporaneità nel progetto dello spazio architettonico, partendo da un particolare, la decorazione, strumento privilegiato dell'espressività dell'uomo. Il tema proposto permette una riflessione su che cosa significhi e su quale sia il valore della parola identità e tradizione nell'architettura, in particolare rispetto agli scenari contemporanei nei quali sembra prevalere rispetto alla progettazione un atteggiamento di desemantizzazione e indeterminatezza dello spazio. Nonostante questo dato, comunque rilevante, resta nell'atteggiamento dell'uomo contemporaneo la tendenza a ricercare un'identità nel luogo che abita, sia che si guardi alla città che nella definizione dello spazio abitativo. Per molti anni l'uomo moderno ha identificato la possibilità del proprio senso di libertà attraverso una condizione nomade, quasi senza storia. Oggi invece sempre di più l'uomo comincia a prendere coscienza del fatto che per essere libero deve appartenere e che la parola abitare indica l'appartenenza ad un luogo definito e ad una tradizione.