Libri di Dino Marangon
Paolo Patelli. Carte
Dino Marangon
Libro: Copertina morbida
editore: Terra Ferma Edizioni
anno edizione: 2003
pagine: 104
Vite parallele
Dino Marangon, Paolo Patelli
Libro
editore: Edizioni del Cavallino
anno edizione: 2003
pagine: 44
Nel segno della croce
Dino Marangon
Libro
editore: Il Prato
anno edizione: 2026
pagine: 36
Il segno della croce è un paradosso: allo stesso tempo rappresenta scandalo e stoltezza, potenza e sapienza
Videotapes del Cavallino
Dino Marangon
Libro
editore: Edizioni del Cavallino
anno edizione: 2004
pagine: 160
Ennio Finzi e lo spazialismo veneziano
Giovanna Barbero, Dino Marangon, Giovanni Granzotto
Libro
editore: Il Cigno GG Edizioni
anno edizione: 2006
pagine: 96
Semi di segni
Riccardo Curti
Libro: Libro in brossura
editore: Ronzani Numeri
anno edizione: 2019
pagine: 64
«Quasi paradossalmente, Riccardo Curti, formatosi a contatto con la pittura sismograficamente rapida e estroflessa di Emilio Vedova è via via venuto approdando a un dipingere lento e per molti aspetti meditativo, distillato per continui, successivi chiarimenti e ricercate, talora quasi inafferrabili precisazioni, nell'ambito del quale si è venuta delineando con sempre maggiore consapevolezza non tanto la problematica di una possibile, rinnovata figurazione, intesa comunque come rispondenza e conformità a una esteriorità in qualche modo normativa, bensì come figurabilità: interiore tentativo di dare immagine compiuta a nuclei di significato in grado di superare i confini di una espressività immediata e per taluni aspetti solipsistica.» (Dall'introduzione di Dino Marangon).
Paolo Del Giudice. Grande Guerra. Volti momenti relitti
Giancarlo Pauletto, Maria Francesca Vassallo, Dino Marangon
Libro
editore: Centro Iniziative Culturali Pordenone
anno edizione: 2021
pagine: 99
Omaggio a Virgilio Guidi. Con uno sguardo alla collezione Sonino. Ediz. italiana e inglese
Stefano Cecchetto, Giovanni Granzotto, Dino Marangon
Libro: Libro rilegato
editore: Manfredi Edizioni
anno edizione: 2021
pagine: 368
Quando, poco più che ventenne trascorrevo, quasi settimanalmente, una mattina o un pomeriggio con lui, nel suo “antro”, nella angusta stanzetta privata di uno studio per il resto luminosissimo, in Calle Vallaresso, Virgilio Guidi ogni volta, proprio sempre, mi regalava frammenti del suo personalissimo rapporto con il secolo passato. Lui lo aveva attraversato quasi tutto; soprattutto, lo aveva vissuto senza alcuna esitazione o paura o turbamento. Guidi aveva voracemente divorato il Novecento senza diventarne mai ostaggio, senza permettere che il convulso secolo breve lo fagocitasse. Da Giano bifronte quale era, anzi da uno e trino come quotidianamente si palesava, Guidi, consumando il presente, si impossessava della storia: lui, così profondamente legato alla classicità, quasi asetticamente però, senza nostalgie; e così, allo stesso tempo immerso, fisicamente, razionalmente ed emozionalmente, nel magma eruttivo della contemporaneità, e quindi vitalisticamente sospinto verso gli sconosciuti approdi del futuro.

