Libri di Andrea De Matteis
Incontri di speranza
Andrea De Matteis
Libro: Libro in brossura
editore: BooksprintEdizioni
anno edizione: 2025
pagine: 50
Alain, stanco della sua attività di legale e di notaio, decide di lasciare lo Stato del Kansas e prendersi una pausa rigenerante per visitare Roma, la meravigliosa capitale italiana. Giunto nella città eterna si lascia conquistare dalle bellezze artistiche e distraendosi perde il contatto con la sua comitiva. Si ritrova solo a vagabondare e a conoscere persone interessanti che lo faranno riflettere sul concetto di unità e umanità. Questo viaggio, che doveva servirgli a ricaricarsi fisicamente, si trasformerà in un viaggio interiore che lo arricchirà profondamente.
Il presbitero ministro della Parola di Dio nei codici latino e orientale e in alcuni documenti del magistero postconciliare
Andrea De Matteis
Libro: Libro in brossura
editore: Aracne
anno edizione: 2018
pagine: 168
Il volume sviluppa un tema nato dall'esercizio del ministero sacerdotale. La ricerca è stata condotta con un atteggiamento di riflessione e discernimento sull'evoluzione della dottrina in materia di ministero presbiterale nella Chiesa dopo il Concilio Vaticano II, che fa del presbitero "l'uomo della Parola". Esiste una certa "gerarchia" fra i tria munera? Lo studio tratta inoltre della pastoralità del Concilio, della nuova evangelizzazione e dell'attività giuridica, che con le sue istanze sociali e culturali può favorire la crescita della comunione tra i vari stati di vita e i carismi, per una promozione della vita cristiana nella sua interezza.
Architettura e realtà. Crisi e nuovi orizzonti del progetto contemporaneo
Andrea De Matteis
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2018
pagine: 187
Quale rapporto esiste, oggi, fra il progetto e la realtà in cui esso si inscrive? È a tale ambiziosa domanda che il libro cerca di dare una risposta. L'avvento delle città globali ha infatti privato l'architettura di quei sistemi di riferimento stabili che ne avevano nel tempo giustificato l'azione, e oggi vaga quasi sperduta in un inedito "expanded field" (per usare l'espressione di Rosalind Krauss) che la costringe a riformulare le proprie logiche. In questo testo si illustra il delicato momento in cui, alla fine del secolo scorso, cominciò ad affacciarsi una prima consapevolezza dell'immanente discontinuità e genericità delle metropoli contemporanee, con la conseguente crisi della forma-progetto. La dissoluzione della città sul territorio e il moltiplicarsi di scorie, "sprawl", residui e "terrain vague", determinando una nuova dimensione dello spazio fisico, hanno infatti stimolato l'ideazione di nuove strategie di intervento, e dunque un ripensamento dello statuto stesso del progetto. L'autore si concentra in particolare sulle riflessioni teoriche degli architetti che hanno garantito alla disciplina l'apertura di inediti orizzonti: "l'insistere di Vittorio Gregotti sul lavoro nelle condizioni empiriche del reale richiama un'azione concreta nella realtà, esattamente come fa Rem Koolhaas quando denuncia la necessità di una nuova modestia con cui guardarla. Per questo motivo i due autori, apparentemente così lontani, hanno un ruolo cardine nel testo". In chiusura, vengono descritte e criticate alcune tra le forme progettuali che vanno emergendo nella realtà contemporanea (ecologia, "landscape urbanism", "urban design", "landscape infrastructure", ecc.), nell'ambito di una sorta di "nuovo volontarismo" che mira a rendere indipendente il progetto in vista di piccole utopie realizzabili. Solo dotando l'architettura di una funzione "enzimatica", ovvero di "semi positivi", si potranno influenzare le trasformazioni della città contemporanea.

