Libri di Ugo Sbisà
Jazz europeo. Non di solo passaporto
Livio Minafra, Ugo Sbisà
Libro: Libro in brossura
editore: Digressione
anno edizione: 2023
pagine: 212
All’origine di questo libro non c’è la pretesa di coprire in maniera capillare la storia (e la geografia) di un fenomeno ampio come il jazz europeo, ma solo il desiderio di offrire degli spunti che stimolino la curiosità dei potenziali lettori, spingendoli a voler approfondire l’argomento e gli ascolti. Questo spiega perché ci si è imposti la regola di non indicare mai più di due dischi anche per autori che da soli meriterebbero libri interi e perché, in molti casi, i dischi suggeriti non sono sempre quelli che ci si potrebbe aspettare e, soprattutto, non appartengono quasi mai alle produzioni più recenti. A orientare questa scelta, una consapevolezza: col passare del tempo, nulla di ciò che si dà per scontato o per acquisito lo diventa automaticamente per le nuove generazioni, sempre meno a proprio agio all’idea di confrontarsi col passato. Ecco allora che queste poche pagine si propongono come un modesto, minuscolo contributo volto a recuperare il senso di un’identità da non smarrire.
Puglia, le età del jazz
Ugo Sbisà
Libro: Libro in brossura
editore: Adda
anno edizione: 2017
pagine: 204
Per lungo tempo, pensare di vivere di jazz al di fuori di Roma e Milano, sarebbe stata pura utopia. Non deve sorprendere quindi, se alcuni tra i primi pugliesi a dedicarsi alla musica jazz, già negli anni che precedettero la Seconda guerra mondiale, furono attivi prevalentemente in quelle città, a cominciare dal sassofonista nocese Vito Morea o da Michele Ortuso, un banjoista originario di Monte Sant’Angelo che aveva conosciuto il jazz direttamente negli Stati Uniti, dove la sua famiglia era emigrata in cerca di fortuna. Tuttavia il jazz, proprio negli anni della guerra, trovò una più facile accoglienza al Sud – e in Puglia – prima che al Nord. Bari venne liberata dagli americani il 15 settembre del 1943 e più o meno contemporaneamente presero il via le trasmissioni dell’ex Eiar, ribattezzata dopo la Liberazione “Radio Italia Libera”, successivamente trasformatasi in Radio Bari. E proprio negli studi di Radio Bari si fece conoscere il quintetto “hot” guidato da Bruno Giannini che annoverava, tra gli altri, anche i fratelli Principe. La presenza delle truppe americane in tutta la regione, favorì tra l’altro non solo la diffusione dei leggendari V Disc, ma anche – ad esempio a Bari e Foggia – l’arrivo di personaggi come Marlene Dietrich, Frank Sinatra o Stan Getz. Senza la pretesa costruire un’accurata cronologia di accadimenti, il volume ripercorre fino ai nostri giorni l’evoluzione del pubblico, le trasformazioni del “fare jazz” in Puglia a tutti i livelli e il passaggio dal dilettantismo al professionismo a tempo pieno. Un itinerario che vuole essere storico, critico e sociale e che si propone come una traccia, un punto di partenza per chiunque voglia arricchire questa narrazione con ulteriori, indispensabili contributi.

