Libri di Roberto Stanich
El neverin
Roberto Stanich
Libro: Libro in brossura
editore: Lampi di Stampa
anno edizione: 2017
pagine: 118
Come tanti altri istriani, anche Roberto Stanich è stato costretto a lasciare il luogo natio, dopo che l’Istria è stata ceduta alla Jugoslavia ma, nonostante il trauma causato dalla perdita della propria casa, dei parenti, degli amici d’infanzia, ha mantenuto inalterato l’amore per la propria terra. L’autore attinge alla memoria e, volando con la fantasia, fa rivivere nei suoi racconti un “piccolo mondo” ormai scomparso dalla nostra realtà ma ancora vivo e pulsante nel cuore e nell’anima. Per non dimenticare la propria terra, le persone care scomparse e gli amici sparsi per il mondo. Per non dimenticare il proprio dialetto, vera lingua madre… Per non dimenticare di volare…anche se solo con la fantasia!
El Pan de l'Istria. El pan più bon xe quel de casa
Roberto Stanich
Libro: Copertina morbida
editore: Lampi di Stampa
anno edizione: 2015
pagine: 141
Come tanti altri istriani, anche Roberto Stanich è stato costretto a lasciare il luogo natio, dopo che l'Istria è stata ceduta alla Jugoslavia ma, nonostante il trauma causato dalla perdita della propria casa, dei parenti, degli amici d'infanzia, ha mantenuto inalterato l'amore per la propria terra. Attingendo alla memoria, l'autore fa rivivere nei suoi racconti i profumi, gli odori, i sapori che hanno accompagnato la sua infanzia e gli hanno dato l'"imprintig" che lo segue da sempre e lo spinge a ritornare nei posti che gli sono cari. Il pane e i piatti della tradizione istriana sono i veri protagonisti di molti dei suoi racconti. Sono piatti semplici ma i loro sapori hanno il potere di risvegliare emozioni da tempo sopite e di riportarci indietro nel nostro bel mondo antico. Riproduzione a richiesta.
El roplan dei sogni. Basta un roplan de carta per volar con la fantasia
Roberto Stanich
Libro
editore: Lampi di Stampa
anno edizione: 2013
pagine: 128
Come tanti altri istriani, anche Roberto Stanich è stato costretto a lasciare il luogo natio, dopo che l'Istria è stata ceduta alla Jugoslavia, nonostante il trauma causato dalla perdita della propria casa, dei parenti, degli amici d'infanzia, ha mantenuto inalterato l'amore per la propria terra. L'autore attinge alla memoria e, volando con la fantasia, fa rivivere nei suoi racconti il bel mondo antico, per non dimenticare la propria terra, le persone care, gli amici, i conterranei sparsi per il mondo... Riproduzione a richiesta.
Mr. Merlo De Graia. «Molighe el fil che'l svoli»... e el merlo xe svolà lontan
Roberto Stanich
Libro: Copertina morbida
editore: Lampi di Stampa
anno edizione: 2012
pagine: 130
Chi è Mr. Merlo De Graia? Come tanti altri istriani anche l'autore è stato costretto a lasciare il luogo natio, dopo che l'Istria è stata ceduta alla Jugoslavia. Al trauma causato dalla perdita della propria casa, dei parenti, degli amici d'infanzia, al disorientamento nel ritrovarsi in luoghi alieni, si è aggiunta pure una crisi di identità: non c'erano più certezze, nemmeno del proprio nome! E allora, perché non cambiare e chiamarsi Bob o Malcolm o Merlo De Graia e volare ancora più lontano con la fantasia? L'autore, animato da un profondo amore per la propria terra, attinge alla memoria per far rivivere nei suoi racconti un bel mondo antico, fatto sì di miseria e sofferenza ma anche di molta umanità e solidarietà.
La vita xe ancora bela
Roberto Stanich
Libro
editore: Lampi di Stampa
anno edizione: 2010
pagine: 136
L'imprinting dell'Istria
Roberto Stanich
Libro
editore: Lampi di Stampa
anno edizione: 2009
pagine: 134
"Mio nono vigniva de una famiglia de fabri e carradori e el saveva lavorar ben el fero e el legno. Quando che el se ga trasferì a Pola, el pensava de trovar una sistemazion in cantier, inveze el iera finì a ingovernar el tramway elettrico. Sì, perché a Pola l'Austria gaveva messo el tramway che andava per tuta la riva fina dove che xe la Fabrica Cementi. Mio nono el contava sempre un fato che ghe iera suceso in gioventù: el se aveva desmentegà de tirar el fren, el slaif , in rimessa e una carozza del tram iera andada zò per el rato fina dentro el boteghin de fruti e verdura dela siora Bepina. Per fortuna la siora, che la passava i settanta e la gaveva anche una gamba slossa, vedendo rivar 'sto tram a tuta velocità, la gaveva ritrovà l'agilità dei venti ani e con un salto acrobatico la gaveva schivà el bolide. Però ghe iera stà dani grossi al boteghin e el gendarmo Fischer gaveva portà el nono del giudice. Qua el nono el se infervorava a contar: "al processo la siora Bepina la parlava par talian, el gendarmo Fischer par tedesco e el testimonio, un certo Pizdaric, par croato. Mi rispondevo in tute tre le lingue!" El giudice el se gaveva stupido e a un certo punto el ghe gaveva domandà al nono: "foi come parlatte tante lingue, che sqvuole afete fato?" "le scuole popolari, sior giudice", gaveva risposto el nono "bravo! assolto!" iera stada la sentenza del giudice".

