Libri di Roberta Cerone
Lodovicus quondam maioricensis episcopus. Lluís de Prades da Mallorca a Subiaco al tempo dello scisma d'Occidente
Libro: Libro in brossura
editore: Campisano Editore
anno edizione: 2025
pagine: 360
Il volume è dedicato a un personaggio finora poco noto, seppur emblematico delle vicende drammatiche e avvincenti innescate dallo scisma d’Occidente (1378-1417): Lluís de Prades, vescovo di Mallorca dal 1390 al 1429, che negli ultimi anni della sua vita abbandonò l’Aragona per stabilirsi tra Roma e Subiaco, dove fece edificare e decorare la straordinaria cappella degli Angeli che ancora oggi si erge a livello più basso dell’imponente complesso di Santa Scolastica. Erano gli anni in cui la monarchia aragonese seguiva il partito avignonese e perciò il de Prades ricevette gli incarichi episcopali dagli antipapi Clemente VII e Benedetto XIII. Con quest’ultimo, al secolo Pedro de Luna, intessé stretti rapporti, ma il prelato aveva contatti anche con le più alte sfere del potere temporale, non ultimo il sovrano d’Aragona Martino I l’Umano (1396-1410). La partenza di Lluís de Prades dalla penisola iberica e il suo arrivo in Italia si legò al repentino abbandono del partito avignonese e alle relazioni con il contesto romano; è probabile che il de Prades fosse in contatto con gli spagnoli che gravitavano a Roma in quegli anni o con i monaci di nazione iberica che abitavano i monasteri della valle dell’Aniene. Qui, nel monastero di Santa Scolastica, il vescovo finanziò l’erezione e l’affrescatura di una cappella in onore degli Angeli che ancora oggi rimane la testimonianza più viva dell’attività del prelato e del suo ricco retaggio culturale che questo volume cerca di ricostruire, grazie alla sinergia di studiosi di diverse discipline attivi in Italia, Spagna e Francia.
Medioevo Europeo e Mediterraneo. Scambi, circolazione e mobilità artistica
Libro: Libro in brossura
editore: Campisano Editore
anno edizione: 2024
pagine: 840
“Eppure se la maggior parte degli uomini dell’Occidente medievale ha per orizzonte, talvolta per tutta la vita, il confine di una foresta, non bisogna immaginare la società medievale come un mondo di sedentari... la mobilità degli uomini del Medioevo è stata estrema, sconcertante”. Dell’assunto di Jacques le Goff (La Civiltà dell’Occidente medievale). Il presente volume fornisce riprova in ambito artistico, grazie ai contributi dei quaranta studiosi coinvolti – dottorandi, dottori di ricerca e docenti – espressione della vivacità dei dottorati di ricerca in Storia dell’arte delle università italiane, qui coinvolti in un seminario che si ripete con cadenza annuale e che nel 2022 è stato organizzato da Sapienza Università di Roma. Rispecchia una visione imperniata sui concetti di mobilità artistica, dialogo culturale, rapporti tra luoghi anche distanti tra loro, la struttura del libro, suddiviso in sezioni che ripartiscono i molteplici argomenti affrontati con il criterio di evidenziare le relazioni che li inficiano: Europa e Italia. Una fitta rete di relazioni; Circolazione di oggetti, maestranze e idee nel continente europeo; Tirreno e Adriatico: un crocevia marittimo; Regnum e zone liminari: un’officina di scambi e rielaborazioni; Dialoghi mediterranei: Bisanzio, Europa e Levante; L’Italia del Nord tra istanze locali e modelli allogeni.
La regola e il monastero. Arte e architettura in Santa Scolastica a Subiaco secoli VI-XV
Roberta Cerone
Libro: Libro in brossura
editore: Campisano Editore
anno edizione: 2016
pagine: 320
Congregato populo in palatio communis. Il palazzo pubblico nel Medioevo: il caso del Lazio meridionale
Roberta Cerone
Libro
editore: Nuova Cultura
anno edizione: 2010
pagine: 176
È solo nel XII secolo che i comuni cominciarono a dotarsi di un edificio apposito dove svolgere le funzioni civiche, un palazzo che ne rappresentasse anche visivamente l'autorità e il potere. Al Nord si diffuse un modello tipologico uniforme, il broletto, costituito da un loggiato aperto al pianterreno e da un'ampia aula rettangolare al primo piano. Nelle regioni centrali, invece, dove con l'eccezione della Toscana i cantieri pubblici furono avviati con un certo ritardo rispetto all'area padana, il palazzo pubblico assunse di volta in volta forme architettoniche e schemi differenti. Partendo da questo fenomeno il libro ripercorre le vicende costruttive delle maggiori fabbriche comunali in area padana e nelle attuali regioni dell'Italia centrale (Toscana, Umbria, Marche e Lazio), ma dedica particolare attenzione all'area del Lazio meridionale che comprende le regioni storiche della Marittima e della Campagna, coincidenti con le attuali province di Latina e Frosinone e con una parte della provincia di Roma. La ricerca presenta un'ampia lettura complessiva, indagando sulle vicende costruttive e sulla collocazione urbanistica: dalle fabbriche più significative, come i palazzi comunali di Segni, Priverno, Anagni e Ferentino, agli episodi più problematici, come Sezze e Terracina, fino ai palazzi perduti, come la Casa della Ragione di Velletri.

