Libri di P. M. Fumagalli
Euripide. Alcesti
Libro
editore: Youcanprint
anno edizione: 2022
pagine: 150
Admeto, re di Fere in Tessaglia, ha ottenuto grazie ad Apollo di poter sfuggire alla morte; a patto che qualcuno accetti di morire al posto suo. Solo sua moglie Alcesti ha aconsentito al sacrificio e ora è giunta per lei l'ora di morire. Le prime scene vedono lo straziante congedo della giovane donna dal marito e dai figli, fra la commozione dei vecchi del coro. Alla casa immersa nel lutto arriva Eracle, che Admeto accoglie con la consueta ospitalità. Dopo un violento scontro verbale tra Admeto e il vecchio padre Ferete, che aveva rifiutato di dare la propria vita per quella del figlio, riappare Eracle ubriaco, che apprende da un servo l'accaduto: egli corre allora ad affrontare Thanatos, il demone della morte che ha rapito Alcesti. L'eroe strappa la donna all'avversario e la riporta ad Admeto, al quale la riconsegna dopo averne messo alla prova la fedeltà.
Carmina Priapea
Libro
editore: Youcanprint
anno edizione: 2021
pagine: 112
A Priapo sono dedicati i Carmina Priapea, quasi sicuramente opera di più autori. Tali autori utilizzano il linguaggio forse più turpe della letteratura latina: tuttavia gli scrittori si rivolgono soprattutto a destinatari colti, come dimostrano i continui riferimenti dotti. Non è dunque un caso che si siano fatti i nomi di Catullo, o di Ovidio, addirittura di Virgilio, per arrivare a Marziale, ma senza dimenticare Seneca e Petronio. I dubbi sono destinati a rimanere, tuttavia è certo che se chi scrive è «diverso», lo è soltanto perché rifiuta in modo totale la gravitas che si erge a difesa degli antichi costumi: l'ispirazione «oscena», la parolaccia liberatoria, il ridicolo di tante situazioni, spesso create con poche geniali pennellate, non sono altro che un modo per spezzare il cerchio della stupida e banale quotidianità. D'altra parte, se ogni divinità ha una caratteristica, non si capisce perché dovrebbe essere oscena quella di Priapo (il fallo enorme); se ogni divinità ha un modo per esprimersi, quello di Priapo non può che essere coerentemente volgare.
Pervigilium Veneris
Libro
editore: Youcanprint
anno edizione: 2018
pagine: 120
Il "Pervigilium Veneris" ("La veglia di Venere") è un carme latino di cui non conosciamo né data né autore. L'operetta, nel corso del tempo, è stata attribuita agli autori più diversi, da Catullo (I sec. a. C.) a Lussorio (VI secolo d. C.): la conclusione più ragionevole è ormai quella di considerarlo un carme adespoto. Anche la data è incerta: gli ultimi studi lo pongono fra il II e il IV sec. d. C.: in quest'ultimo caso il carmen si potrebbe considerare una delle ultime preziose gemme (o l'ultima) della letteratura latina pagana. L'operetta consta di 93 versi, di cui 11 sono costituiti dal ritornello: "Domani ami chi non ha mai amato, e chi ha amato domani ami". L'ignoto autore doveva certamente possedere una grande doctrina, una cultura che spaziava dall'origine della letteratura latina e greca fino ai suoi tempi; era in grado di armonizzare il sermo familiaris con il linguaggio aulico, creando un impasto raffinato e originale. Lo sfondo del carme è Ibla, in Sicilia, e il "Pervigilium" è un'esaltazione della figura di Venere, dell'amore e della primavera nell'imminenza della celebrazione notturna della dea. Ma negli ultimi, inattesi, versi, alla gioiosa attesa delle rose-fanciulle, al clima di festa imminente, si oppone l'io poetico, che si sente come una persona esclusa da tutto ciò ed è costretto a un enigmatico, incomprensibile silenzio.
Elettra. Testo greco a fronte
Sofocle
Libro
editore: Youcanprint
anno edizione: 2018
pagine: 286
Trattasi di un breve studio su Elettra e Oreste: per cinquant'anni esatti, dal 458 ("Coefore" di Eschilo) al 408 a. C. ("Oreste" di Euripide), passando attraverso le due "Elettra" di Euripide e di Sofocle, si è cercato di mettere in evidenza la diversità con cui vengono trattati i personaggi in ogni tragedia, le diversità drammaturgiche e stilistiche. Segue introduzione, testo a fronte, traduzione, note e commento di "Elettra" di Sofocle.
Invito alla lettura delle metamorfosi di Ovidio
Libro
anno edizione: 2014
Le "Metamorfosi", oggetto di ammirazione, a volte di una vera e propria venerazione da parte degli studiosi (negli ultimi anni gli studi su Ovidio si sono moltiplicati), vengono spesso trascurate nei nostri Licei e ad esse ci si accosta solo all'Università, a patto di iscriversi alla Facoltà di Lettere, scelta sempre più rara. Queste mie pagine vogliono essere un tentativo di "offrire un assaggio" di questo capolavoro. Per questo ho scelto miti celebri e nello stesso tempo coinvolgenti, li ho introdotti, tradotti in prosa con estrema umiltà e in modo letterale, ho posto a piè pagina note esplicative e morfosintattiche, cercando di evidenziare i casi più evidenti di intertestualità. Se tutto ciò servirà ad avvicinare qualche giovane alle "Metamorfosi", riterrò di non aver lavorato invano.

