Libri di Napal
Ryo 1981 - forever. Ediz. italiana e inglese
Libro: Libro con legatura in pelle o di pregio
editore: Whole Train Press
anno edizione: 2022
pagine: 212
Night poetry. Ediz. italiana e inglese
Napal
Libro: Copertina rigida
editore: Whole Train Press
anno edizione: 2021
pagine: 184
Crash Kid. Graffiti archive. Ediz. italiana e inglese
Napal, Ryo
Libro: Libro rilegato
editore: Whole Train Press
anno edizione: 2020
pagine: 208
"Crash Kid Graffiti Archive" è un progetto che vuole presentare una selezione delle migliori immagini inedite dell'archivio fotografico di Massimo Colonna in arte Crash Kid, focalizzando la sua attenzione esclusivamente sui graffiti. Una meticolosa scelta di foto restaurate che spaziano dal 1985 al 1997 in città come New York, Parigi, Roma, Monaco, Basilea e molte altre esponendo lavori di maestri del writing come Bando, Mode 2, Dare,Can 2, Loomit, Lokiss, Darco, Skki, Swet, Crash Kid, Napal, Stand, Pane, Rusty, Zero T, Dayaki, Eron e molti altri. Progetto nato dall'amicizia e volontà di Napal e Ryo, il libro oltre ad avere lo scopo di preservare questo prezioso materiale fotografico è stato concepito per diffondere l'utilizzo di maschere di protezione delle vie respiratorie tra la comunità del writing, promuovendo la pratica di dipingere in maniera sicura a tutela della salute stessa dei writer. Parte del ricavato del libro è stato donato all'AIL per sostenere la ricerca e fare assistenza diretta ai pazienti oncologici. Un libro che unisce l'arte all'impegno concreto, un "must" per ogni appassionato vero di writing.
Crash Kid. A hip hop legacy. Ediz. italiana e inglese
Libro: Libro in brossura
editore: Drago (Roma)
anno edizione: 2019
pagine: 330
Il rap è la Cnn dei neri. Praticamente una profezia: quando Chuck D dei Public Enemy intuì la forza devastante delle rime sincopate su una base ritmica la storia dell'hip hop contava una decina di anni e nulla garantiva che le generazioni successive avrebbero continuato a stare sintonizzate sulle mutazioni del linguaggio, se non addirittura a dettare proprio la linea di questi cambiamenti. Facendo un salto spazio temporale di trent'anni e attraversando l'Oceano per arrivare nella Capitale d'Italia, la Treccani ha appena inserito il termine Bufu tra i nuovi vocaboli: l'acronimo che vuol dire By Us Fuck You è stato usato dalla Dark Polo Gang in vari brani proprio per noi puoi andare a... quel paese. Terminologia usata nei "dissing", le frequenti liti magari su argomenti non capitali tra artisti trap, hip hop, rap e dintorni. I segnali sono molteplici: il primo è il fatto che l'enciclopedia per eccellenza faccia proprio un termine decisamente street. Un altro è come sia cambiato il contesto dal rap alla trap in questi tre decenni, periodo che ha fatto da cerniera a due millenni. E in effetti la cultura hip-hop degli albori è rimasta una radice stilistica più volte mutata. Anche gli argomenti sono cambiati più volte: alla rivendicazione sociale della comunità afroamericana si sono sono affiancate molte altre istanze e spesso tutt'altre argomentazioni (come quelle del gangsta rap, in un certo senso precursore della trap). E già negli anni Ottanta è arrivato il successo di molti artisti bianchi dai Beastie Boys per poi arrivare a Eminem (e oggi al cowboy della trap Post Malone). Insomma il rap è una sorta di fenice, un linguaggio che si è sempre rinnovato mantenendo alcuni connotati riconoscibili, ma come un camaleonte si è adattato (o ha dettato) gran parte dei cambiamenti sociali e di costume di quasi mezzo secolo. Prova di una grande efficacia del modo di raccontare la realtà, che sia la strada o il successo di chi è partito dal basso. E tutto sommato esempio emblematico di quanto in questo caso il media si sia fuso con il messaggio.