Libri di Michele Magno
Galantuomini e proletari in Puglia
Michele Magno
Libro: Libro in brossura
editore: Armando Editore
anno edizione: 2022
pagine: 466
Il saggio "Galantuomini e proletari in Puglia" ripercorre una pagina molto importante della storia del movimento operaio italiano. Le lotte dei braccianti agricoli meridionali e il loro fondamentale contributo all'affermazione della democrazia vengono raccontati da uno dei principali protagonisti. Michele Magno è un politico d'altri tempi, che insieme a Giuseppe Di Vittorio soffre e combatte per decenni a fianco dei lavoratori pugliesi. E la nostalgia scatta naturalmente di fronte a figure del genere, in un periodo come questo caratterizzato invece da una classe politica sempre più distante e scollegata dai cittadini.
Prediche riformste
Michele Magno
Libro: Libro in brossura
editore: Futura Editrice
anno edizione: 2011
pagine: 377
Quale significato ha oggi la parola riformismo, dopo che è diventata un cavallo di battaglia della destra in Europa? La domanda chiama in causa le culture politiche della sinistra italiana. Mentre il berlusconismo sta volgendo al tramonto, le forze progressiste non sono ancora riuscite ad elaborare una risposta credibile alla crisi del rapporto tra democrazia e lavoro, accelerata da una globalizzazione senza regole. Se questo è vero, c'è addirittura un contratto sociale da riscrivere, e c'è un'alleanza tra economia di mercato e welfare da ristabilire, che si prendano cura anzitutto dei perdenti nella lotteria della vita. Il dovere del riformismo è quello di progettare e di fare le riforme. Altrimenti, diventa solo un logo che dice da dove si viene, ma non dove si vuole andare. Tra le tante prediche che l'autore rivolge al mondo politico e sindacale italiano, è quella che in fondo le riassume un po' tutte. Prefazione di Emanuele Macaluso.
La parabola del lavoro nel riformismo italiano
Michele Magno
Libro: Libro in brossura
editore: Futura Editrice
anno edizione: 2005
pagine: 190
Il decennio alle nostre spalle ha riproposto domande laceranti sul destino del lavoro. Sulla sua capacità, innanzitutto, di mantenere le antiche promesse di sicurezza, di cittadinanza, di reddito. Complice la crisi del vecchio compromesso fordista tra sicurezza e subordinazione del lavoro, che ha scompaginato sistemi di impresa, di relazioni industriali, di welfare. Complici, inoltre, storiche fragilità del capitalismo domestico e la miopia delle sue classi dirigenti. Non potendo più svalutare la moneta, si è scelto di svalutare il lavoro, rendendolo più precario. Contribuendo per questa via ad aggravare il declino competitivo del paese. Un'offensiva conservatrice che ha spiazzato il campo riformista, il quale è rimasto sulla difensiva.

