Libri di Marco Ceravolo
«Illuminare un po' l'inferno». Simbologie del non umano in Dino Buzzati e Anna Maria Ortese
Marco Ceravolo
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2024
pagine: 203
Il volume esplora i punti di contatto tra Dino Buzzati e Anna Maria Ortese attraverso il ventaglio critico degli animal studies e dell'ecofemminismo. Vengono quindi analizzate alcune loro opere letterarie in cui centrale è la presenza del non umano, per restituire, poi, gli imperativi di ordine etico-morale che costituiscono i tasselli chiave dell'operato dei due scrittori, legati da un fervente spirito zoofilo e ambientalista e attivamente impegnati a denunciare la penosa condizione degli animali nei laboratori, negli zoo e nei circhi tramite lettere aperte e svariati articoli di giornale. Basterebbe il collettaneo Bestiario (1991) di Dino Buzzati per venire a capo di tutte le attestazioni animalesche che delineano il profilo zoofilo dell'autore veneto. Dalla produzione letteraria a quella pittorica, il non umano s'inserisce come pietra d'inciampo nell'immaginario buzzatiano, al punto da ribaltare le sorti degli egemonizzanti personaggi umani. L'opera di Anna Maria Ortese, d'altra parte, presenta personaggi dalla fisionomia incerta che abitano tra il mondo umano e quello non umano. I documenti dell'Archivio di Stato di Napoli rivelano aspetti inediti dell'etica ortesiana e sfaccettature poco note del profilo sia politico che morale dell'autrice, sempre schierata dalla parte di categorie indifese, umane e non umane.
Due giovani individui, di sesso opposto, di specie umana
Marco Ceravolo
Libro: Copertina morbida
editore: Gruppo Albatros Il Filo
anno edizione: 2011
pagine: 45
Con "Due giovani individui, di sesso opposto, di specie umana" l'autore mette in scena la dialettica dell'io contemporaneo che si interroga sul proprio essere, sull'intera società e sul posto che l'uomo occupa all'interno della storia. Il testo si presenta come un articolato dialogo tra due personaggi, Max ed Ele, un uomo e una donna, che sembrano duellare sopra un palcoscenico, armati solamente delle loro parole veicolate dal pensiero e dal ragionamento speculativo. Max incalza nella sua digressione, decontestualizzando le teorie filosofiche di Kant, i principi della medicina occidentale e quelli dell'agopuntura cinese, la coevoluzione genetica e memetica e ricontestualizzandole in una nuova prospettiva, al fine di dimostrare che, in una generale relatività dell'essere, l'Io può emergere unicamente imparando a "limitarsi a essere", l'esercizio di speculazione e volontà più complicato dell'esperienza umana.

