Libri di G. Moscati
Lettere 1936-1968
Aldo Capitini, Guido Calogero
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2009
pagine: 617
Per il rapporto intercorso tra Guido Calogero (Roma 1904-1986), uno dei principali filosofi italiani del Novecento, e Aldo Capitini (Perugia 1899-1968), il pensatore italiano della nonviolenza, basti prendere in considerazione i numerosi scritti che l'uno ha dedicato all'altro. E nell'ambito del pensiero etico e politico e nelle vicende che accompagnano la nascita del liberalsocialismo che avviene l'incontro tra i due, rievocato dal filosofo romano in uno scritto del 1944 dal titolo "Ricordi del movimento liberalsocialista". Capitini nel suo autobiografico "Antifascismo tra i giovani" sottolinea: "Dietro a noi due stavano i miei 'Elementi di un'esperienza religiosa' e il suo libro 'La scuola dell'uomo'", di cui il pensatore umbro aveva già condotto una approfondita analisi in un saggio del 1940. Il confronto e i punti di contatto non sono tuttavia limitati all'esperienza sopradetta; essi investono tanto la tempra morale delle due personalità, il loro alto profilo di educatori alla democrazia, per una nuova socialità da promuovere in Italia con l'affermarsi di una piena libertà non soltanto formale, quanto i rispettivi presupposti di pensiero. Il carteggio getta nuova luce su questi nessi non meno che sul lungo rapporto di amicizia e di stima che legò lo studioso di rilievo e di fama internazionale allo scrittore perugino ben oltre gli anni della clandestinità e della prigione.
Dossier Aldo Capitini. Sorvegliato speciale dalla polizia
Libro: Copertina morbida
editore: Stampa Alternativa
anno edizione: 2014
pagine: 507
Questa pubblicazione si propone essenzialmente come un servizio al lettore. Il materiale rinvenuto presso l'archivio centrale dello stato, selezionato e corredato di agili note storico-archivistiche, offre uno spaccato interessante e in buona parte inedito su Aldo Capitini, qui visto attraverso l'occhio vigile della polizia. Si tratta in primis di resoconti stilati dai prefetti e dai questori delle città interessate dal raggio d'azione del filosofo perugino, in un arco di tempo che va dal 1933 sino al 1968, anno della morte di Capitini. Grazie al documenti - dei quali numerosi inediti, appunto - di questa lunga sorveglianza e sulla scorta di utili rimandi alla ricerca curata in tale ambito a suo tempo da Clara Cutini (Uno schedato politico: Aldo Capitini, Perugia 1988), i due curatori - Andrea Maori e Giuseppe Moscati auspicano di far emergere due elementi in particolare: da una parte, la rilevanza della fitta rete di rapporti politico-culturali intessuta da Capitini (si pensi a Claudio Baglietto, a Benedetto Croce, a Guido Calogero, a Tommaso Fiore, solo per citarne alcuni) e, dall'altra, la pervasività di quella "cultura del sospetto" montata attorno a un personaggio così scomodo e ancora viva anche in epoca repubblicana.