Libri di Filippo Bottalico
Le falsità in atti
Vito Mormando, Filippo Bottalico
Libro: Libro in brossura
editore: Cacucci
anno edizione: 2017
pagine: 728
Fin troppo nota è la metafora di von Liszt, il quale assimila la fede pubblica agli «animali marini che, guardati da lontano seducono lo sguardo per la loro fosforescenza, mentre presi in mano si sciolgono in una massa gelatinosa». La metafora si è propagata nella nostra letteratura, tanto che Carrara ritiene la falsità in atti un «tenebroso argomento», simile ad una «sfinge», mentre Antolisei, nell'esordio della sua trattazione, ammonisce come sia «incontestato e incontestabile che la materia dei reati che ci accingiamo a studiare e la Fin troppo nota è la metafora di von Liszt, il quale assimila la fede pubblica agli «animali marini che, guardati da lontano seducono lo sguardo per la loro fosforescenza, mentre presi in mano si sciolgono in una massa gelatinosa». La metafora si è propagata nella nostra letteratura, tanto che Carrara ritiene la falsità in atti un «tenebroso argomento», simile ad una «sfinge», mentre Antolisei, nell’esordio della sua trattazione, ammonisce come sia «incontestato e incontestabile che la materia dei reati che ci accingiamo a studiare è la più complessa, delicata ed ardua della Parte speciale del diritto penale».
La ritrattazione. Struttura e funzione fra diritto penale e processo
Filippo Bottalico
Libro: Libro in brossura
editore: Giuffrè
anno edizione: 2011
pagine: XIV-500
La ritrattazione. Un'introduzione
Filippo Bottalico
Libro: Libro in brossura
editore: Palomar
anno edizione: 2007
pagine: 120
La corruzione in atti giudiziari. Metodologia giuridica e pragmatica giudiziaria
Filippo Bottalico
Libro
editore: Pisa University Press
anno edizione: 2026
pagine: 496
La corruzione in atti giudiziari conquista nel 1990 un proprio nomen iuris e un'autonoma cornice edittale nell'art. 319-ter c.p. Senonché la seducente semplicità della sua tecnica di costruzione (lo scarno rinvio ai "fatti" previsti dagli artt. 318 e 319 c.p. accompagnati dall'inclinazione teleologica, e nulla più), vela l'illusione di poter coniugare con immediatezza la lettera della legge al suo significato. Al contrario, molteplici appaiono i profili problematici (dalla compatibilità tra la nozione di esercizio della funzione con l'illiceità del pactum sceleris, a quella tra proiezione finalistica e posteriorità cronologica dell'accordo), che impongono una sua ricomposizione ermeneutica.

