Libri di Enrico Somma
L'internazionale mafiosa
Enrico Somma
Libro: Libro in brossura
editore: BooksprintEdizioni
anno edizione: 2019
pagine: 258
Questo pamphlet racconta ciò che nessuno osa, essendo stato Somma compagno di liceo di Peppino Impastato, che andò a trovare alla vigilia dell’uccisione (fu “il primo a intervistare mamma Felicia e il giudice Caponnetto quando nessun giornalista lo aveva fatto prima”, come notò G. Impastato). Lo fa mettendo in pratica la lezione di Dolci (di cui Somma pubblicò su “La Sicilia” le ultime parole in punto di morte) e Sciascia (con cui organizzò un convegno sul commediografo, grande amico di Pirandello, nonché Direttore del Giornale d’Italia, diventato sen. DC S. Savarino) e le proprie conoscenze empiriche nel settore della psicologia mafiosa. La storia recente d’Italia e di Partinico, terra d’origine dell’autore, si intrecciano in modo coerente.
I tabù delle mafie
Enrico Somma
Libro: Libro in brossura
editore: Europa Edizioni
anno edizione: 2016
pagine: 297
"Negare l'evidenza non è ammissibile neanche per magistrati e/o avvocati. Soprattutto se sono molti, univoci e concordanti nel negare l'evidenza. Come fa di solito il mafioso che (come i terroristi islamici e nostrani, di destra e sinistra) si ritiene una specie di avvocato e giudice legibus solutus, prescelto e unto dal Signore."
Potrebbe il CSM illuminare una sospetta trattativa pubblicamente denunciata nel 2000?
Enrico Somma
Libro: Copertina morbida
editore: Europa Edizioni
anno edizione: 2016
pagine: 150
L'autore di questo libello si definisce Giornalista senza giacca e cravatta. Potrebbe essere una scelta, ma potrebbe anche essere un modo per ricordare, a se stesso e a chiunque lo legga, il percorso che ha dovuto affrontare. In un mondo in cui spesso è lo Stato a sconfinare nei territori della mafia, anziché viceversa, affermare una verità può essere quanto di più rischioso si possa pensare di fare. Sindacare l'operato del Consiglio Superiore della Magistratura, ad esempio, è stata una scelta estremamente coraggiosa, da parte del "Giornalista S.G.E.C.", il quale ha dovuto attraversare una quantità di difficoltà soltanto per riuscire a mantenere il diritto di parlare, dopo averlo fatto. D'altra parte, certe conoscenze e certe competenze sono pericolose, e lui lo sa. È per questo che la sua voce, che ancora si fa udire, porta con sé l'eco di un coraggio che all'Italia manca ormai da troppo tempo.

