Libri di E. Lodi (cur.)
In viaggio con Don Chisciotte
Miguel de Unamuno
Libro: Copertina morbida
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2013
pagine: 139
Questo libro raccoglie per la prima volta l'insieme di saggi brevi e di articoli scritti dal grande intellettuale e scrittore spagnolo sull'opera di Cervantes, e in particolare sul Don Chisciotte. Era un progetto che lo stesso Unamuno voleva realizzare e non ebbe poi il tempo di condurre in porto. Si presenta come una raccolta organica che, ponendosi accanto al celebre"Vita di Don Chisciotte e Sancio" (1905), completa per il lettore italiano il panorama delle importanti ricerche di Unamuno sul mito più grande della letteratura spagnola. Milan Kundera, nella sua Teorìa del romanzo, pone il Don Chisciotte come fondamento del romanzo moderno. Il volume comprende il saggio "Il cavaliere dalla trista figura" del 1896, mai tradotto finora, dove Unamuno confronta le descrizioni che raffigurano Don Chisciotte nel romanzo con i ritratti che i pittori moderni gli hanno dedicato. Tra baffi cadenti e riflessioni sulla bruttezza del personaggio di Cervantes, lo scrittore torna sul tema che gli sta più a cuore: il valore universale di questo mito. Nella raccolta anche alcuni articoli polemici, tra cui "Muoia Don Chisciotte" che prende di mira gli eruditi che impantanano Don Chisciotte nelle dispute filologiche perdendo il messaggio umano e morale. Come scrive nell'Introduzione Enrico Lodi "sia Unamuno, sia Don Chisciotte, incarnano al meglio il conflitto tra la volontà di compiere un ideale che serbano dentro e l'impossibilità di raggiungerlo.
Cultura e nazione
Miguel de Unamuno
Libro: Copertina morbida
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2010
pagine: 142
Pubblicati in volume nel 1902, i saggi che compongono "Cultura e nazione" costituiscono un'opera fondamentale per comprendere il pensiero di Miguel de Unamuno. Il lettore vi troverà espressi con singolare bellezza i concetti portanti di quello che con Ortega y Gasset è il più importante filosofo spagnolo del Novecento. L'obiettivo che Unamuno si pone in questo libro è, d'altro canto, molto ambizioso: egli vuole capire quale sia il nocciolo dell'identità nazionale, vuole trovare il luogo in cui cercare ciò che fa di un popolo quello che è e ciò che lo differenzia dagli altri. In questa ricerca (condotta sul caso spagnolo), l'autore prova a distinguere l'eterno dal transitorio, i momenti di grandezza imperiale da quelli della decadenza. Con un viaggio affascinante tra i paesaggi castigliani e nei testi di una tradizione lunga secoli, Unamuno ci apre orizzonti nuovi in cui, con improvvise illuminazioni, ritroviamo schegge della nostra stessa esperienza. Un libro, questo, che riassume una convinzione profonda dell'autore, ovvero che "lo sviluppo dell'amore per il proprio campanile è fecondo e sano solo quando va di pari passo con quello per la patria universale umana... Non c'è idea più diabolica di quella dell'autoredenzione, gli uomini e i popoli si redimono a vicenda".
Il professore inutile
Benjamin Jarnés
Libro: Copertina morbida
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2010
pagine: 168
Questo libro non è solo "un'officina di avventure", ma un viaggio nella sensibilità umana alla scoperta dell'ignoto, un percorso colmo di stupore per l'esistenza. Il professore di Jarnés descrive l'inebriante inutilità che scaturisce dalla narrazione della vita quando siamo disposti a leggerla, a incontrarla nell'altro. Egli vede fiorire la bellezza all'improvviso, da una conoscenza, da uno slancio, da un frammento del quotidiano. In fondo, tutte le vicissitudini narrate non sono che un assedio verbale a quell'istante in cui più ci sembra di appartenere alla vita: l'incontro erotico. In tale assedio, tuttavia, l'autore amplifica le sensazioni, le fa vibrare con la sua poetica florida di metafore. Il suo potere creativo è tale che, a un certo punto, non capiamo più se sia il testo o la vita a detenere il primato del bello. Ma Jarnés è chiaro: l'arte fa parte della vita, ed è quest'ultima la "categoria suprema". Non si tratta certo di una presa di posizione trascurabile, giacché l'autore si contrappone in questo modo alle posizioni più intransigenti e provocatorie delle avanguardie, ormai divenute canone. Su questo punto, Jarnés è tassativo, egli rifiuta un'arte estranea alla vita, irrispettosa della sensibilità dello spettatore-lettore che, di fronte a essa, rimane spesso spaesato.

