Libri di P. Caraffi
Christine de Pizan. Una città per sé
Libro
editore: Carocci
anno edizione: 2003
pagine: 120
Christine de Pizan (1365-1430'), veneziana d'origine, può essere considerata la prima scrittrice di professione nel panorama europeo. Costruì la propria identità intellettuale e femminile con la penna, attraverso un "lungo cammino di studio", come lei stessa lo definì. Al centro dell'interesse di studiosi europei e statunitensi, la figura di Christine anticipa in maniera sorprendente alcuni dei punti chiave della riflessione intorno alla scrittura, all'identità e alla genealogia femminili. I saggi compresi in questo volume affrontano alcuni aspetti fondamentali della scrittura di Christine de Pizan: l'esperienza di crescita intellettuale, da un sentirsi inferiore come auctor alla piena consapevolezza di sè; la conquista della scrittura - anche quella per tradizione estranea al mondo femminile - intorno alla storia, alla filosofia, alla politica, alla guerra; le strategie di autorappresentazione nelle miniature e la costruzione di una memoria di sè ; l'ideazione di una città concepita come spazio nuovo tutto al femminile, La Citè des Dames; la critica alle teorie sulla natura della donna; la posizione di Christine all'interno della più ampia querelle des femmes.
Christine de Pizan. La scrittrice e la città
Libro: Copertina morbida
editore: Alinea
anno edizione: 2013
pagine: 472
Questo volume riunisce gli Atti del VII Convegno Internazionale "Christine de Pizan", che si è tenuto a Bologna dal 21 al 26 settembre 2009, con relatori provenienti da dodici paesi europei ed extraeuropei. Christine de Pizan, scrittrice, poetessa e filosofa italo-francese (1365-1430?) - la sua famiglia proveniva da Bologna - voce femminile colta, laica e cittadina, costruisce con la sua scrittura un discorso articolato, ed estremamente audace per l'epoca, intorno alla natura e all'autorità femminili. Vengono affrontati alcuni grandi nuclei tematici: l'autorità della parola politica e profetica di Christine de Pizan, le traduzioni e le riscritture, dalle versioni cinquecentesche ai lavori più recenti; il rapporto tra immagine e scrittura, con un'ampia sezione dedicata ai manoscritti, e l'originale re-interpretazione nell'arte contemporanea e nel cinema; il mito, la memoria femminile e gli studi di genere.
Libro de Apolonio. Testo spagnolo a fronte
Libro
editore: Carocci
anno edizione: 2001
pagine: 238
Rovesci di fortuna, pirati, naufragi, enigmi, travestimenti, false morti: a partire da un tipico e ben congegnato intreccio ellenistico, che piacerà ancora a Shakespeare, la versione spagnola di questa storia, il Libro de Apolonio (1240 ca), misura l'orgogliosa consapevolezza della maniera colta, del mester de clerecía, nella favolosa e insieme realistica ricostruzione dei luoghi e dei paesi, soprattutto nella capacità di evocare le traversie interne dei personaggi, i gesti del loro carattere, gli stati d'animo più nascosti - uno dei temi dominanti è l'incesto - prima che intervengano le convenienze e la rimozione. La vita avventurosa, odisseica di Apollonio - Los que las auenturas quisieron ensayar,/a las vezes perder, a las vezes ganar- è segnata da un fatale, ripetuto movimento di perdita e di acquisto, da vicende alterne e senza pace. Ma dalla triste compagna, che è malinconia lo salvano inattesi amici e affascinanti figure femminili - Luciana, Tarsiana - che si muovono su questo scenario romanzesco, a volte feroce e truculento, con una magnanima trasognata limpidezza, con una misteriosa alegría, e che cercano nell'arte il segreto di una nuova identità.

